Stranger Town, il LARP ispirato a Stranger Things

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16 Settembre

Il luogo, una cittadina della provincia americana. Il periodo, gli anni Ottanta. I fatti, una misteriosa sparizione, una comunità sconvolta, qualcuno – o qualcosa – che attende nell’oscurità. L’ispirazione, il cinema di Steven Spielberg e i romanzi di Stephen King. E ovviamente Stranger Things dei fratelli Duffer.

Come molte storie americane, tutto comincia dall’avidità dell’uomo.

Note registrazioni: Drake, Jessica ██████████ █, in data █████, ██████████ █████.

“Sono Jessica Drake, nata il 16 ottobre 1952 a New York da una coppia di genitori originari di Hamlin, una piccola cittadina nel Maine. Dopo un discreto successo come scrittrice, mi sono ritrovata nel bel mezzo del classico blocco dello scrittore. ho deciso di tornare ad Hamlin, dai miei cugini e dai vecchi amici d’infanzia.

Un periodo di riposo lontano dalla metropoli non avrebbe potuto che farmi bene.

È il 1983 e io sono appena arrivata ad Hamlin, un paesello che amo e detesto insieme. Ci ho passato le vacanze estive degli ultimi trent’anni.

Ho qui buona parte dei miei parenti e una manciata di amici che hanno scelto di restare. C’è anche il mio vecchio amico Leo Donaldson, che tra le altre cose ora è il vicesceriffo della città. Chi l’avrebbe mai detto. 
Di solito, quando torno ad Hamlin, riesce sempre a liberarsi per una birra al Becky’s Diner, ma questa volta però è diverso. Il piccolo Timothy Logan, un ragazzino di dieci anni di cui a stenti conoscevo i genitori, è scomparso, lasciando dietro di sé solo la sua bicicletta nuova di zecca.

Il punto è che si tratta della quarta sparizione in pochi mesi e pare non sia la sola faccenda bollente da sbrigare ad essere finita sulla scrivania del suo capo, lo sceriffo Allen. 
Interessante, eh? 
Sembra lo sia stato anche per l’FBI, che ha deciso di aprire un’inchiesta e mandare qui alcuni dei suoi.

È il 1983, sono passati tre giorni da quando sono arrivata ad Hamlin e nel frattempo è successo di tutto. Ho sentito suonare le sirene della città.

Sono stata sottoposta a un test di cui non ho ben capito l’utilità. Ho visto la figlia ribelle di mio cugino il giudice stramazzare a terra, puntare il dito verso le stelle insieme ad altre decine di persone e poi riprendersi senza ricordare nulla. Ho visto un essere mostruoso dare la caccia ai cittadini e poi i cittadini dare la caccia a lui. Ho visto una compagine dei Marine urlarci di stare a terra, ho visto urla e sentito spar… 

[Registrazione interrotta – parti mancanti]

Sono ancora ad Hamlin. Timothy Logan è stato ritrovato, ma le cose non sono migliorate. Qualcosa ha seguito il piccolo fuori dai boschi, qualcosa con cui nessuno vuole confrontarsi. Qualcosa che è ritenuto una minaccia tanto grande e pericolosa da aver convinto il Governo a mettere Hamlin in quarantena, imponendo sui cittadini la legge marziale.”

No, non è l’inizio di un serial TV dal sapore vintage, né l’incipit della mia prossima campagna di gioco di ruolo.

 

Si tratta di una vero stralcio di conversazione avvenuta tra me, che nella vita di tutti i giorni mi chiamo Valentina, e un amico a cui stavo raccontando una straordinaria esperienza.

Straordinaria, sì, ma tutto sommato, “normale amministrazione” quando decidi di partecipare a un LARP, un gioco di ruolo dal vivo (GRV), come Stranger Town.

 

 

In breve, si tratta di tre giorni di gioco no stop ambientati a metà degli Anni ’80, in cui ogni giocatore impersona un abitante di Hamlin (tratteggiato con background, segreti, obiettivi, legami e personalità da un team di sceneggiatori) e vive – notte compresa, sì – esattamente come farebbe il suo personaggio, cercando di districarsi tra i propri personali obiettivi, e quelli della comunità o, quantomeno, del nucleo di persone con cui avrà a che fare.

In un’esperienza corale senza soluzione di continuità, fatta di atmosfere à la Goonies, richiami alla cultura pop e citazioni dai cult, ognuno proverà a scrivere la propria, personalissima storia e, insieme, a costruire quella di questa immaginaria, ma incredibilmente viva (anche se piuttosto turbolenta) cittadina del Maine.

 

 

Nota personale? Mentre le ore passano e la sera cominci quasi ad avere davvero paura per la tua incolumità, ti ritrovi praticamente a vivere un film in prima persona: con un bosco umido e spaventoso in cui addentrarsi, casette col pergolato in legno, mac‘n’cheese per cena e un Diner’s club in cui si riunisce il comitato della città: sindaco, sceriffo e pastore protestante compresi.

Ora, dopo il successo del primo episodio, datato Aprile 2019, tutti i giocatori, me compresa, sono pronti a tornare a vestire i panni dei loro personaggi, proiettarsi nel 1984 (a un anno e mezzo dai fatti di ST1) e a fare luce su di una serie di misteri ancora irrisolti.

Per tutti i nuovi arrivati, lo staff ha scritto anche un mucchio di nuovi profili (alcuni sono ancora liberi, per chi volesse partecipare) tutti ovviamente ispirati agli archetipi che ben conosciamo: dal giardiniere messicano dal passato torbido, al marine ultra-violento, passando per il senatore repubblicano col portaborse democratico.

 

 

A metà tra l’immaginario di Steven Spielberg e quello di Stephen King, usando Stranger Things come autostrada del cult, “Stranger Town – Quarantine” è un LARP – che sta per Live Action Role-Playing – di Eryados, laboratorio creativo già autore di eventi come Arcaniversitas, Magicampus e ovviamente il primo episodio di ST.

L’appuntamento per chi volesse unirsi a noi, in quest’esperienza che ogni maniaco della cultura pop dovrebbe provare almeno una volta nella vita, è dal 9 all’11 Ottobre 2020 a Figline Valdarno (FI), in un ambiente completamente scenografato per l’occasione e riservato all’evento, quindi totalmente immersivo.

Ok, mentre pensate a quale personaggio vorreste interpretare, date un’occhiata al materiale video raccolto durante i fatti di ST1.

 

Per tutte le informazioni ufficiali, invece, il sito è strangertown.it

 

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mercoledì 16 settembre 2020 - 17:17
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