Facebook ha accettato di pagare alla Francia 104 milioni di euro per saldare le tasse relative agli anni fiscali precedenti al 2018.

Stando a quanto riportato dal magazine francese Capital, l’obbligo di pagamento concordato con la filiale franca del social network dovrebbe “condonare” la passata evasione fiscale e coprire 22 milioni di sanzioni varie.

La testata riporta come questo adeguamento abbia mandato in profondo rosso la controllata francese di Facebook, causando in un sol colpo una perdita di 88 milioni di euro, con un patrimonio netto negativo che si aggira sui 70 milioni.

Questo genere di situazioni sta coinvolgendo sempre più Big Tech. Le singole nazioni dell’Unione Europea stanno infatti decidendo di imporre alle aziende tecnologiche una tassazione che tenga conto del fatturato ottenuto dai singoli territori.

Se fino a poco tempo fa Facebook poteva permettersi di dichiarare i propri ricavi europei in Irlanda per pagare meno tasse, ora la Francia pretende una fetta sugli introiti, forzando dinamiche finanziarie che potrebbero progressivamente alterare le strategie dell’azienda creata da Mark Zuckerberg.

Tra il 2017 e il 2019, il fatturato dichiarato da Facebook in Francia è passato da 56 a 747 milioni di euro.

Facebook pagherà sempre più tasse in Francia. E questo è normale. Per molti aspetti, Facebook è ora un’azienda in parte francese, quindi era normale cambiare il nostro sistema di dichiarazione dei redditi. Era una questione di giustizia,

ha dichiarato il CEO della filiale francese di Facebook, Laurent Solly, a Le Parisien.

Il ministero dell’Economia e delle Finanze francese ha iniziato da tempo una furente battaglia per garantire che i ricavi dei colossi del Web garantiscano un ritorno proporzionale ai Paesi che quei ricavi li hanno generati.

In passato sono finiti sotto la lente di ingrandimento del fisco anche Google e Apple, le quali hanno dovuto risarcire alla Francia una cifra complessiva che ha superato l’un miliardo e 500 milioni di euro.

 

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