L’Egitto accusa delle influencer di TikTok di aver postato video “indecenti” e le condanna a due anni di galera.

Ieri, martedì 28 luglio, la corte egiziana si è espressa: Haneen Hossam, Mowada al-Adham e altre tre ragazze che le aiutavano a gestire i rispettivi account social sono colpevoli di aver infangato la morale pubblica. Oltre al periodo di carcere, le cinque dovranno pagare una multa di 300.000 sterline egiziane, 16.000 euro.

Hossam, studentessa appena ventenne dell’Università del Cairo, è stata riconosciuta rea di aver sponsorizzato una dating app, ovvero di aver creato e caricato sulla rete tutta una serie di video che incoraggiano giovani adolescenti a incontrare uomini.

 

tiktok di hossam

 

Il tribunale ha invece incriminato al-Adham, influencer con tre milioni di followers, del più generico reato di aver postato sui social foto e video reputate indecenti. L’avvocato della ragazza, Ahmed el-Bahkeri, ha confermato che le imputate si appelleranno alla sentenza.

Online è stata creata una petizione per chiedere il rilascio delle ragazze, mentre sui social gli utenti si stanno sforzando a diffondere la notizia dell’arresto ancorandosi all’ashtag #بعد_اذن_الاسرة_المصرية, “con il permesso della famiglia egiziana”.

 

tiktok adham

 

Questo genere di arresti sta divenendo la norma, in Egitto. Solo il mese scorso, a finire agli arresti è stata la danzatrice del ventre Sama el-Masry, ma altri esempi li si riscontrano nel 2018 con la cantante Leila Amer e nel 2017 con la popstar Shaimaa Ahmed.

La nazione, lanciata sempre più verso un atteggiamento conservatore ispirato ai fasti dell’epoca ottomana, ha introdotto negli ultimi anni una serie di norme che permettono al Governo di oscurare rapidamente siti web e di vigilare sui contenuti caricati dai profili con più di 5.000 follower.

Il caso di Haneen Hossam e di Mowada al-Adham colpisce anche per la celerità dimostrata da parte della burocrazia. Con la situazione pandemica ancora non risolta, i tribunali si stanno infatti muovendo a rilento, oberati da una mole di casi da dover analizzare.

Nonostante questi limiti, l’Egitto si è impegnato ad analizzare il caso delle influencer di TikTok in circa tre mesi, nulla se si considera che Patrick Zaky, ventottenne egiziano iscritto all’Università di Bologna, è in custodia cautelare dal 7 febbraio con l’accusa di propaganda sovversiva sui social.

 

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