Facebook cerca di capire se il suo algoritmo sia razzista

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1 anno fa

eguaglianza e diversità

Facebook da vita a un nuovo team che dovrà cercare di capire se il social sia endemicamente razzista.

L’azienda di Mark Zuckerberg ha confermato l’indiscrezione pubblicata ieri dal The Wall Steet Journal, ovvero ha notificato al mondo intero l’esistenza di un “equality and inclusion team” impegnato a studiare come l’algoritmo del network offra due pesi e due misure per gli utenti caucasici e le minoranze.

I risultati di una tale operazione si vedranno a distanza di tempo, ma si tratta per l’azienda di una mossa politica senza precedenti. Fino a oggi, Facebook ha infatti sempre evitato di sondare quanto la sua struttura fosse razzista. Anzi, si ha storicamente fatto resistenza a chiunque cercasse di identificare i suoi pregiudizi razziali.

Nonostante le evidenze del passato, il vicepresidente del prodotto per Instagram Vishal Shah ha sottolineato alla testata The Verge che la scelta sia la naturale conseguenza del peso che l’azienda attribuisce ai movimenti per la giustizia razziale

 

 

Una spiegazione più verosimile si potrebbe riscontrare nel fatto che gli Stati Uniti sono ancora scossi dalle proteste di Black Lives Matter, proteste a cui si è ancorato il #StopHateForProfit, movimento che ha fortemente promosso il boicottaggio pubblicitario nei confronti di Facebook.

Gli organizzatori del suddetto hanno contattato diversi inserzionisti del social per illustrare come i loro spot vengano rimbalzati su pagine che inneggiano all’odio, alla xenofobia e all’antisemitismo.

Vuoi per scelta etica, vuoi come strategia per salvarsi la faccia, molte aziende di portata planetaria hanno preferito recidere dai contratti siglati con Facebook, dando vita a un salasso finanziario che inizia a preoccupare gli amministratori del social network.

Con Disney, Coca-Cola, LEGO e centinaia di altri che hanno chiuso versamenti per cifre milionarie, la ditta di Zuckerberg sta intavolando delle strategie per uscire dalla crisi, ma non è ancora chiaro se queste risoluzioni abbiano una mera portata formale o se mirino effettivamente ad alterare le dinamiche del portale.

 

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