Recensione Alta Società: una sfarzosa sfida all’ultimo franco

17
1 anno fa

6 minuti

La recensione di questa settimana ci porta nell’Alta Società. Champagne, caviale e sfarzo, riuscirete a battere i vostri amici in questa gara di bon vivre?

Capita spesso che i giochi che vedete recensiti su queste pagine ci arrivino con un certo ritardo rispetto alla loro pubblicazione originale: ci occupiamo prevalentemente di giochi che sono stati localizzati in italiano, e quindi c’è da tenere in considerazione un ritardo fisiologico tra quando un editore pubblica il gioco e quando riusciamo a metterci le mani noi.

Questa volta però ci siamo superati perchè la recensione di Alta Società arriva in diretta dal 1995, anche se in una veste totalmente nuova e rinnovata localizzata in italiano dallo Studio Supernova.

Continua ad essere un filler valido dopo tutti questi anni o non basta un lifting per mantenere fresco un gioco che ha un quarto di secolo?

 

 

 

 

Aste toste ed altre cose da snob

Alta società è un gioco di aste per 3-5 giocatori dove dovrete indossare i costosi e raffinati panni di un gruppo di benestanti della belle epoque. Dovrete contendervi le carte lusso e le carte prestigio, cercando di appioppare le carte disgrazia agli avversari. Quando determinate carte saranno state estratte dal mazzo il gioco avrà termine e chi avrà le carte lusso dal valore più alto porterà a casa la vittoria. Attenzione però: chi rimarrà con meno soldi in mano non potrà partecipare alla conta del punteggio.

Nella scatola troverete due mazzi di carte: le carte Status (divise tra 10 carte Lusso di valore crescente da 1 a 10, carte Prestigio e carte Disgrazia) e le carte piccole, che vanno a formare cinque mazzetti identici di 11 carte Franchi che vengono distribuiti ad ogni giocatore. Queste carte compongono la mano di ogni giocatore e rappresentano la valuta che potrete utilizzare durante il gioco.

 

Le carte Status in tutto il lor splendore extra large

 

Ogni round è molto semplice: si estrae la prima carta del mazzo delle carte Status e si inizia a puntare. Ogni giocatore in senso orario può decidere se puntare (giocando una o più carte denaro di valore superiore all’offerta più alta) o passare e riprendere in mano eventuali carte che ha già giocato. È possibile incrementare la propria offerta ma non è possibile riprendere in mano le carte che avete giocato se non passate.

L’ultimo giocatore rimasto nel turno scarta tutte le carte Franco che ha giocato e mette di fronte a sè la carta Status che ha conquistato. Dopo di che rivela la carta Status seguente e si procede al round successivo.

 

“Sarò Franco con voi…”

 

Se dovesse venir pescata una carta Disgrazia, le regole cambiano. Le carte disgrazia sono carte che danno dei malus ed i giocatori dovranno puntare somme crescenti di denaro per NON prenderla; la carta Disgrazia andrà assegnata al primo giocatore che deciderà di passare. Attenzione però: tutti gli altri giocatori dovranno scartare le carte Franchi che hanno giocato per evitare la disgrazia, mentre il malcapitato potrà riprendere in mano le sue.

Le carte Prestigio raddoppiano il punteggio di chi le acchiappa e fungono da countdown per la fine del gioco: quando le tre carte Prestigio (e la carta Disgrazia “Scandale!”) vengono rivelate, il gioco termina. Il giocatore con meno Franchi in mano viene automaticamente escluso dalla conta dei punti, mentre gli altri giocatori procedono a sommare il valore delle loro carte Lusso. Chi ha il totale maggiore è il vincitore: un vero esperto del bon vivre.

 

Le illustrazioni sono made in Medusa Dollmaker e catturano in pieno lo spirito dello snobbismo di inizio secolo

 

 

Parbleu!

In un mondo di novità assolute, non dico che un gioco pubblicato nel ’95 ed ancora valido adesso sia una sorpresa, ma non è neppure la norma. Per dire, stiamo parlando di un’era che vedeva “Gangsta paradise” in cima alle classifiche e “Toy Story” nei cinema assieme a “Casper“. Se però le meccaniche di base sono solide, è naturale che certi titoli vengano giocati e riediti per molto tempo.

Per chi non ci si era mai approcciato fino ad ora, Alta Società era e rimane un ottimo filler. Una partita occupa un quarto d’ora, le regole si spiegano in velocità e nonostante questo c’è una buona dose di strategia di cui tener conto. Alla lunga la strategia può iniziare a fossilizzarsi in un certo gruppo ma il fatto che la fine del gioco avvenga in maniera imprevedibile e casuale dà la svolta necessaria a rendere ogni partita comunque appassionante.

 

Il cilindro è purtroppo passato di moda, ma vive sempre nei nostri cuori

 

Infatti, gestire le aste non è semplice. I primi round ci sembrerà di potercela giocare agilmente, ma quando vi ritroverete con in mano solo carte dall’alto valore, vi renderete conto che rilanciare diventa sempre più costoso. Una carta Disgrazia al momento sbagliato può essere catastrofica e finire i soldi risulterà sempre e comunque in una sconfitta.

Ci sono tantissime cose di cui tener conto e saper leggere gli avversari è fondamentale: riuscire a costringere i propri amici a portarsi a casa una carta mediocre pagandola decisamente troppo è una gioia che non ha eguali.

Ulteriore nota di merito va alla grafica. Le illustrazioni in stile Art Noveau sono davvero bellissime ed azzeccate, mentre pecca la grammatura e la finitura delle carte. Non vanno mescolate tantissimo, ma sopratutto con così poche carte in ogni scatola non credo che farle con una finitura più resistente al rimescolamento avrebbe cambiato molto i costi di produzione, specialmente valido per le carte Status che sono di una dimensione per cui è difficile trovare le bustine.

Bastano queste cose a far acquistare questa nuova versione a chi invece possiede già una delle versioni precedenti? sinceramente dipende interamente da quanto vi possano piacere le nuove illustrazioni, perchè a livello delle meccaniche cambiamenti non ce ne sono.

 

“Questa fragranza agrumata aiuta a coprire il nauseabondo puzzo di povertà dell’ultimo giocatore”

 

 

Tirando le somme di questa recensione di Alta Società, direi che è lo specchio di come Knizia sia un autore che i giochi belli li fa da sempre. È un filler che scivola liscio come un cognac bevuto a fianco ad un enorme camino acceso con una pelle d’orso davanti a fare da tappeto. Regole semplici, aste spietate ed un prezzo abbastanza contenuto lo rendono un ottimo acquisto che sta giusto dentro la borsa da spiaggia. Farselo scappare, insomma, sarebbe uno scandalo!

 

 

75
ME GUSTA
  • Regole semplici e veloci da spiegare
  • Round di gioco brevi ma appassioanti
  • Illustrazioni meravigliose!
FAIL
  • ...stampate su carte non esattamente resistenti
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