Luna: identificata la brillante sostanza trovata sulla sua superficie

10 Luglio 2020

Luna

La sostanza che sembrava gelatinosa scoperta l’anno scorso dal rover cinese Yutu-2 in un piccolo cratere della Luna è stata finalmente identificata, ed è roccia.

Dalle prime analisi delle immagini quando fu scoperta dal rover cinese Yutu-2 questa sostanza appariva come una massa verde scuro, lucida e vetrosa. Lo studio ha rilevato che questa sostanza altro non è che roccia: non si tratta quindi di una sostanza umida o gelatinosa.

La sostanza che al primo rilevamento risultava brillante e di un colore verdastro era stata inizialmente dichiarata come sostanza gelatinosa. A causa infatti della sua lucidità a prima vista poteva sembrare una sostanza umida. Cosa però molto difficile sulla Luna costituita essenzialmente di polvere e rocce.

Dopo analisi più dettagliate condotte con la telecamera panoramica Yutu-2, lo spettrometro per immagini visibili e ad infrarossi vicini (VNIS) si è potuto definire la sua composizione chimica.

Gli scienziati hanno determinato che la regolite, polvere e ghiaia, vicina a questa sostanza ha le stesse proprietà di altri residui lunari.

La sostanza vetrosa è stata un po’ più difficile da identificare probabilmente a causa della scarsa luce. I pochi elementi che però sono riusciti a rilevare la rendono simile alla regolite circostante, portando alla conclusione che si tratta sempre di roccia.

 

La sua colorazione e caratteristica potrebbero essere dovute a residui di roccia che si sono fusi durante un forte impatto con un meteorite.

 

A causa del calore prodotto dall’impatto la regolite si è sciolta rimescolandosi ad altra regolite non fusa per creare una breccia, cioè una roccia composta da frammenti rotti di minerali, formando così una massa verde scuro, lucida e vetrosa

Inoltre i ricercatori affermano che la regolite che la compone potrebbe provenire da crateri diversi: dopo l’impatto questo materiale potrebbe essersi formato in un cratere diverso per poi essere lanciato via e atterrare dove Yutu-2 lo ha trovato.

La ricerca è stata pubblicata su Earth and Planetary Science Letters.

 

 

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venerdì 10 Luglio 2020 - 18:57
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