È stato scoperto un giardino di coralli sul fondo del mare a ovest della Groenlandia: è la prima volta in queste acque e l’area è vasta come la città di San Josè e cioè più di 400 chilometri quadrati.

Nel profondo dell’acqua fredda e scura, sul fondo del mare a ovest della Groenlandia, prospera un tranquillo ecosistema di coralli molli e spugne. Un’incredibile scoperta sia perché è la prima volta che si trova in questo mare sia per la vastità dell’area che è maggiore dell’estensione della città di San Josè e quindi più di 400 chilometri quadrati.

Tutte le volte che ci imbattiamo in queste incredibili scoperte non possiamo non riflettere su quanto poco in realtà sappiamo delle aree più profonde dell’oceano e quindi (anche) quanti danni potremmo inconsapevolmente fare.

L’habitat appena scoperto si trova infatti proprio accanto a una zona di pesca a strascico e gli scienziati ora chiedono che sia classificato come un ecosistema marino vulnerabile da proteggere.

Esplorare il mare profondo è una sfida importante.

Esplorare il mare profondo è una sfida per nulla semplice anche con la tecnologia a disposizione oggi. Più vai in profondità, meno luce solare penetra nelle acque, mentre la pressione oceanica aumenta costantemente. Già a poche centinaia di metri, fa freddo, è buio e la pressione è schiacciante (almeno per gli umani).

 

 

 

 

Il mare profondo è spesso trascurato in termini di esplorazione: abbiamo mappe migliori della superficie di Marte!

Ha affermato il geografo Stephen Long dell’University College di Londra e la Zoological Society di Londra nel Regno Unito.

Il team ha utilizzato uno strumento efficace quanto a basso costo costituito da una GoPro, luci e puntatori laser (distanti una certa distanza per fungere da guida) alloggiati in un telaio d’acciaio sospeso alla loro nave. Lo strumento può raggiungere una profondità di 1.500 metri.

 

 

 

 

Lo sviluppo di uno strumento a basso costo in grado di resistere ad ambienti di acque profonde apre nuove possibilità per la nostra comprensione e gestione degli ecosistemi marini.

Ha detto Long.

Usando questo strumento, il team ha quindi scoperto un vasto giardino di coralli che si estende per 486 chilometri quadrati nella zona mesopelagica, a una profondità compresa tra 314 e 585 metri.

A quelle profondità, penetra pochissima luce, nella parte superiore della zona, a circa 200 metri, rimane solo l’1% della luce visibile sulla superficie dell’oceano.

I giardini di corallo sono caratterizzati da collezioni di una o più specie (in genere di coralli che non formano scogliere), che si trovano su una vasta gamma di habitat dal fondo duro e morbido, dalla roccia alla sabbia e supportano una grande varietà di fauna.

Ha spiegato lo zoologo Chris Yesson della Zoological Society of London.

“Esiste una notevole diversità tra le comunità dei giardini di corallo, che sono state precedentemente osservate in zone come l’Islanda nord-occidentale e sud-orientale”.

La zona ha una ricchissima biodiversità: in 1.239 immagini fisse estratte dal filmato GoPro, il team ha annotato 44.035 singoli organismi. Di questi, gli anemoni erano i più abbondanti con 15.531 identificazioni, ma i coralli di cavolfiore non erano molto indietro, con 11.633 identificazioni.

Il fatto che un così vasto ecosistema possa rimanere nascosto ci ricorda di considerare gli impatti ambientali dell’attività umana in regioni del mare poco conosciute, hanno detto i ricercatori.

Il fondale marino della Groenlandia è praticamente inesplorato, anche se sappiamo che è abitato da oltre 2.000 specie diverse che insieme contribuiscono a creare habitat complessi e diversificati e al funzionamento dell’ecosistema marino.

Ha affermato lo scienziato ambientale Martin Blicher del Greenland Institute of Natural Resources.

La speranza e anche il messaggio che i ricercatori vogliono dare è che studi come questo aumentino la nostra comprensione delle relazioni ecologiche e contribuiscano alla gestione sostenibile della pesca.