Sempre più aziende scelgono di boicottare Facebook, ma il social non cede

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26 Giugno

Facebook Ads Politiche

Con i riflettori puntati sulla mala gestione dell’incitamento all’odio da parte di Facebook, anche Verizon decide di unirsi alle ditte pronte a boicottare il social.

La potente azienda di telefonia si aggiunge alla sempre più folta schiera di multinazionali che hanno deciso di sospendere la propria attività di marketing sul network creato da Mark Zuckerberg, privandolo di fatto di una fetta significativa di risorse finanziarie.

Il boicottaggio è promosso da Stop Hate for Profit, un movimento organizzato da Anti-Defamation League (ADF), NAACP, Sleeping Giants, Color of Change, Free Press e Common Sense atto a ostacolare quei media che decidono di supportare xenofobia e classismo per ottenere facili guadagni.

In sintesi, essendo gli argomenti controversi quelli con maggior tasso di coinvolgimento, Facebook e omologhi hanno la tendenza di chiudere un occhio sui gruppi che indulgono nell’hate speech, monetizzando il loro alto investimento d’attenzione sotto forma di inserzioni pubblicitarie.

 

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Si tratta di una pratica commerciale ben nota e che va avanti da anni (non solo sulla Rete), ma che si trova sotto i riflettori da che la sensibilità pubblica è stata scossa dalle manifestazioni di Black Lives Matter, con Twitter che è arrivata a prendere apertamente posizione contro le ambigue sfuriate di Donald Trump.

Sia chiaro, molte delle aziende che stanno ora prendendo le distanze decidendo di boicottare Facebook non lo fanno per mera scelta etica, ma anche perché non vogliono macchiare il proprio brand finendo impantanate in una situazione che sta divenendo scabrosa.

Verizon, per esempio, ha deciso di ritrarsi solo dopo che l’ADF ha dichiarato pubblicamente che i suoi spot venivano affiancati ai video di QAnon, un gruppo di complottisti di estrema destra che incitano all’odio e all’antisemitismo.

I nostri standard di Brand Safety non sono cambiati. Abbiamo delle rigide policy sui contenuti e non tolleriamo alcuna infrazione, agiamo subito. Stiamo prendendo una pausa dalle pubblicità fino a quando Facebook sarà in grado di creare una soluzione accettabile che ci faccia sentire a nostro agio,

ha fatto sapere Verizon attraverso una portavoce.

Di contro, Facebook si dimostra inamovibile, rimanendo arroccata nella sua posizione per non perdere lo zoccolo duro dei suoi utenti, ovvero gli esponenti della cosiddetta “destra alternativa”.

Non prendiamo in considerazione variazioni di policy legate alle pressioni sui profitti. Basiamo le nostre policy sui principi, piuttosto che sugli interessi commerciali,

avrebbe comunicato Carolyn Everson, responsabile marketing di Facebook, in una email inviata agli inserzionisti.

 

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venerdì 26 giugno 2020 - 11:27
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