Mary Jackson: la NASA intitola il quartier generale alla prima ingegnera afroamericana che lavorò per l’agenzia

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11 mesi fa

La NASA ribattezzerà il suo quartier generale di Washington dedicandola alla sua prima ingegnera afroamericana, Mary Jackson, la cui storia è stata raccontata nel film di successo “Il diritto di contare”.

Il quartiere generale della NASA a Washington sarà intitolato a Mary Jackson, la prima ingegnere afroamericana a lavorare per l’agenzia spaziale statunitense.

Mary W. Jackson faceva parte di un gruppo di donne molto importanti che hanno aiutato la NASA a portare nello spazio gli astronauti americani.

Ha dichiarato l’amministratore della NASA Jim Bridenstine nel comunicato stampa.

Dal 1951 il suo contributo fu fondamentale anche per raggiungere il traguardo storico dell’allunaggio. Con lei lavorarono anche Katherine Johnson, scomparsa pochi mesi fa all’età di 101 anni, e Dorothy Vaughan.

Sempre Bridenstine aggiunge:

Mary non ha mai accettato lo status quo, ha contribuito a rompere le barriere e le opportunità aperte per gli afroamericani e le donne nel campo dell’ingegneria e della tecnologia.

Le tre donne, tra le migliori menti della loro epoca al servizio della più grande sfida per l’umanità, ispirarono il film Il diritto di contare, che ha ottenuto tre nomination agli Oscar.

Le figure femminili in quegli anni stavano anche combattendo per diventare astronaute, ma era davvero difficile emergere in un mondo che non era ancora pronto ad accettare le pari capacità tra uomini e donne soprattutto negli ambiti tecnici e scientifici.

Ed è così che nel film “Il diritto di contare” (in inglese “Hidden figures”)  si racconta la storia di Jackson e delle compagne matematiche Dorothy Vaughan e Katherine Johnson.

Come ricorda lo stesso sito della NASA Mary Jackson iniziò i suoi lavori nell’agenzia in un’unità segregata del Langley Research Center ad Hampton, in Virginia. Negli anni Cinquanta la discriminazione e il razzismo continuavano infatti a caratterizzare la società americana e da decenni la segregazione era legge, scritta e non scritta.

Non vogliamo più che il loro lavoro sia nascosto, continueremo a riconoscere i contributi di donne, degli afroamericani e delle persone di ogni estrazione che hanno reso possibile la storia di esplorazione di successo della NASA.

Ha affermato Bridenstine.

La mossa della NASA arriva in un momento anche molto delicato dal momento che negli Stati Uniti sono in atto manifestazioni contro il razzismo sistemico e la disuguaglianza razziale.

Meno male che la NASA riesce a farsi portavoce di uguaglianza e afferma che

la nazione sta iniziando a risvegliarsi per la maggiore necessità di onorare la piena diversità delle persone che hanno contribuito a far da pionieri alla nostra grande nazione.

 

 

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