Mascherine: non le sopportiamo più, ma restano importanti

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3 anni fa

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mascherina per covid

Nonostante siano fastidiose, una ricerca lo conferma per l’ennesima volta: le mascherine sono importanti e non è saggio farne a meno.

Uno studio pubblicato in questi giorni dall’Università del Texas, dall’Università di San Diego e dal California Institute of Technology ci ricorda che, assieme al distanziamento sociale, i dispositivi di protezione individuale sono il miglior modo per contenere la diffusione del coronavirus.

 

mascherine virus

Prendendo come riferimento i dati cinesi, italiani e newyorchesi, il team ha notato che l’imposizione dell’uso della mascherina sia riuscito a bloccare notevolmente il numero dei contagi.

Secondo le stime degli scienziati, se non avessimo adottato questa risoluzione draconiana, nel mese di aprile ci saremmo trovati con 78.000 infezioni in più.

I nostri risultati indicano chiaramente che la trasmissione aerea via aerosol respiratorio rappresenta la via principale per la diffusione del Covid-19. Analizzando le tendenze pandemiche, usando il metodo statistico e proiettando il trend del non coprirsi il volto, abbiamo calcolato che l’uso delle mascherine abbia prevenuto in un mese nella città di New York più di 66.000 infezioni.

Abbiamo concluso che indossare una mascherina in pubblico corrisponde al modo più efficiente di prevenire la trasmissione inter-umana. Questa pratica poco costosa, affiancata al distanziamento sociale e ad altre procedure, è la soluzione migliore per fermare la pandemia di Covid-19,

ha dichiarato il professor Renyi Zhang, autore della ricerca.

Lo scienziato non manca di sottolineare la rilevanza delle norme igieniche elementari, ovvero lavarsi le mani e preservare le distanze, ma sostiene con forza che queste non siano sufficienti, se non accompagnati dai dispositivi di protezione individuale.

La medesima posizione è sostenuta anche dall’Ordine Mondiale della Sanità, l’istituto ONU specializzato nelle tematiche inerenti alla salute che ultimamente sta divenendo il bersaglio per eccellenza degli sfoghi di quei Paesi che ne hanno travisato o ignorato le raccomandazioni.

Il “difetto” dell’OMS è che si rifiuta di passare messaggi assoluti, offrendo indicazioni sfaccettate che vengono poi banalizzate dai media generalisti.

Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale, l’OMS è chiara: mascherine e guanti sono importanti, ma non bisogna adoperati erroneamente. Il rischio è infatti che, sentendosi protette, le persone prendano alla leggera le altre raccomandazioni, di fatto rendendosi ancor più vulnerabili al contagio.

In Italia, i dubbi sulla necessità di indossare le mascherine si stanno facendo più pressanti con il sopraggiungere del periodo turistico, se non altro perché le pressioni economiche tendono irrimediabilmente a soverchiare le precauzioni sanitarie.

Alto Adige, Veneto, Campania, hanno abolito o stanno pensando di abolire l’obbligo a indossare i dispositivi di protezione individuale all’aperto, riponendo fiducia nella coscienziosità dei cittadini. Un simile alleggerimento delle norme non è comunque assoluto: rimane la necessità di indossare un dispositivo di protezione qualora gli spazi esterni fossero tanto affollati da impedire la preservazione delle distanze.

 

spiaggia sicilia

 

Nei cinema le mascherine non saranno obbligatorie, così che i cinefili possano liberamente consumare bevande e snack, mentre sulle spiagge saranno importanti per raggiungere il proprio ombrellone, quindi si potranno rimuovere.

Eccezione va fatta per le spiagge libere, sulle quali regna il caos normativo. Qui la responsabilità dei controlli e dei regolamenti cadono sui singoli sindaci, i quali dovrebbero partorire strategie pensate ad hoc. Con risorse e tempo scarseggianti è tuttavia facile che molte aree di balneazione finiranno con lo scivolare nell’anarchia.

Proprio per evitare che situazioni tanto imprevedibili generino nuove epidemie, è essenziale comprendere l’importanza dei dispositivi di protezione individuale, nonché imparare a indossarli correttamente.

Le centinaia di nuove infezioni registrate ogni giorno ci dicono che non è ancora il momento di abbassare la guardia.

 

 

 

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