Ibernazione: individuati i neuroni che possono condurre ad uno stato di letargo

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15 Giugno

Ibernazione

L’ibernazione prende spunto dalla natura ed è una ricerca che può avere risvolti positivi in campo medico e nelle esplorazioni nello spazio più profondo.

In natura i mammiferi vanno in letargo e per farlo abbassano la loro temperatura corporea rallentando notevolmente il loro metabolismo. Studiando questi meccanismi un recente studio dell’Università di Tsukuba ha identificato i neuroni nel cervello dei roditori che se attivati ​​artificialmente inducono uno stato di ibernazione, come un letargo.

 

Gli stessi risultati inoltre saranno utili anche per le prossime esplorazioni spaziali a lunga distanza.

I risultati potrebbero avere dei risvolti enormi in molte applicazioni mediche, come l’ipotermia terapeutica, per ridurre i danni ai tessuti a seguito di ictus o infarti, ma anche per la conservazione degli organi per i trapianti. Gli stessi risultati inoltre saranno utili anche per le prossime esplorazioni spaziali a lunga distanza.

 

I mammiferi vanno in letargo nei i mesi invernali e riescono ad abbassare la loro temperatura corporea rallentando il loro metabolismo per conservare le energie necessarie alla sopravvivenza quando il cibo è scarso.

I risultati sono stati ottenuti attraverso lo studio del cervello dei roditori identificando i neuroni che possono essere attivati ​​artificialmente per portare gli animali in uno stato simile al letargo.

 

Gli stessi autori sono convinti anche che presto con ulteriori ricerche sarà possibile indurre l’ibernazione nell’uomo.

 

In laboratorio i ricercatori hanno modificato geneticamente i topi in modo da poter attivare nell’ipotalamo una serie di neuroni, i neuroni Q.

Attivando i neuroni Q la temperatura corporea dei topi si è abbassata la pressione sanguigna è molto diminuita e il loro metabolismo si è ridotto: i topi sono rimasti in questo stato per circa 48 ore e poi si sono svegliati senza danni evidenti ai tessuti e agli organi o anomalie nel comportamento.

Anche la NASA ha interessi in questo campo che potrebbe essere utile per le future esplorazioni spaziali. Come si legge anche in un comunicato del 2018 di Spaceworks ha stipulato un contratto con la NASA per realizzare gli habitat per indurre questo torpore simile al letargo negli umani per i viaggi nello spazio profondo.

Lo studio è stato pubblicato su Nature.

 

 

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lunedì 15 giugno 2020 - 13:46
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