MotherFatherSon, scopriamo la nuova serie TV con Richard Gere

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11 mesi fa

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MotherFatherSon

Un crime dalle tinte noir che segna il debutto in televisione come protagonista di Richard Gere con un ruolo affascinante, complesso e… pericoloso. Queste le migliori parole per presentare MotherFatherSon, il nuovo drama di Sky che debutterà l’8 Giugno alle 21:15.

Storie di figli che odiano il proprio padre e storie di padri incapaci di essere davvero tali. Ma anche storie di madri, situate nel mezzo, che rinunciano a tutto per amore della famiglia. MotherFatherSon, la nuova serie TV in onda dall’8 Giugno alle 21:15 su Sky è questo ma anche molto altro.

 

MotherFatherSon

 

Era solo, in fondo, questione di tempo prima di vedere Richard Gere fare il suo debutto in televisione come protagonista – dopo 30 anni dal suo ultimo ruolo in TV – e, ovviamente, questo debutto non poteva che essere in grande stile e con un personaggio che saprà immediatamente come catturare la vostra attenzione.

Enigmatico, potente e spietato

Enigmatico, potente e spietato. Max Finch, nelle vesti di un moderno Charles Foster Kane, è un magnate americano dell’editoria che si è costruito un vero e proprio immenso impero nel Regno Unito. Un uomo che, in virtù del proprio potere e lavoro, può influenzare le elezioni e plasmare la politica. Un uomo con agganci molto importanti ed amicizie ai piani alti. Non sorprendetevi quindi se, con l’aria di un perfetto gentleman inglese, lo troverete a sorseggiare un tea con il Primo Ministro. Finch sa esattamente come giocare le sue carte e sa anche come porsi nei confronti dei suoi amici ma, soprattutto, nei confronti dei suoi nemici, quasi spostandosi da un personaggio di fantasia come Foster Kane ad uno decisamente più conosciuto e a noi vicino come Rubert Murdoch.

 

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Un uomo tutto d’un pezzo ma anche un uomo che si è fatto da solo; proprio per questo motivo, come spesso succede a personaggi self-made man, Max Finch non guarda in faccia nessuno, neanche il suo stesso figlio o sua moglie (o forse sarebbe più giusto usare l’aggettivo ex-moglie), per arrivare ai proprio scopi.

Non ha scrupoli. È affamato e ambizioso e quando vuole una cosa non sente ragione: se la prende. Del resto, alle spalle di Max, c’è un passato difficile e per nulla facile. Certo, navighiamo forse all’interno di un cliché, ma che viene perfettamente esplorato per dare a MotherFatherSon il perfetto assist per raccontare un dramma familiare che, man mano che la sua narrazione prende piede, diventerà un thriller psicologico dalle sfumature sempre più intense.

 

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Nell’ombra del padre…

Il narcisista ed egocentrico Max non è certo l’unico focus di questa nuovissima serie TV. Infatti, pur non essendo un padre modello, Max è comunque pronto a cedere parte del suo impero a suo figlio Caden (Billy Howle) che, di fatto, già gestisce uno dei giornali del padre.

 

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Caden inizia un vero e proprio percorso di trasformazione a “l’erede perfetto”

Per diversi anni nella sua infanzia Caden ha sperimentato l’amore e l’affetto di entrambi i genitori ma, come spesso accade in qualsiasi famiglia, tutto cambia quando Max e Kathryn si separano e, quest’ultima, viene allontana da casa. Solo con suo padre, per Caden inizia un vero e proprio percorso di trasformazione a “l’erede perfetto”. Non si tratta più di un rapporto d’affetto padre e figlio, quanto più ad un vero e proprio rapporto d’affari. Max tiene troppo a quanto ha costruito, molto più di quanto tenga al suo stesso figlio, per questo motivo, da bravo calcolatore, non può certo rischiare che qualcosa vada storto. Caden deve essere come lui, a sua immagine e somiglianza.

Come dicevamo prima, l’addestramento di Caden da parte di Max porta presto i suoi frutti, portandolo a diventare il più giovane editor del National, ma la sua è solo una facciata costruita per compiacere il padre. Ma Caden non ha la stessa fame di Max. Caden è fragile, introverso e da sempre soffre alle spalle dell’ombra del padre.

 

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Non è difficile provare ad empatizzare con il personaggio di Caden. Storie di cognomi e di eredità troppo pesanti sono all’ordine del giorno. Storie di famiglie costruite sulla propria fama che si ritrovano sempre un figlio o una figlia che non può o non vuole sopportare sulle proprie spalle il peso di tale responsabilità; responsabilità che, in un modo o nell’altro, continuerà a perseguitarli quasi come se fossero dei fantasmi, esattamente come accade a Caden.

La pressione delle responsabilità e il non voler deludere le aspettative del padre, porteranno il giovane ad assumere comportamenti autodistruttivi che potrebbero colpire anche l’impero costruito nel corso di una vita da Max.

L’infelicità di Caden arriva ad un punto tale da consumarlo. Logorarlo dall’interno, facendoci precipitare assieme a lui all’interno di una spirale di sesso, droga e alcool.

 

 

 

… tra le braccia della madre

Sarà, infatti, il comportamento autodistruttivo di Caden a far riavvicinare Kathryn (Helen McCrory) alla sua “vecchia” famiglia, con l’obiettivo non solo di salvare suo figlio ma anche per tutelare gli interessi della stessa dinastia dei Finch. Del resto, sebbene si sia allontanati anni fa da suo marito Max, Kathryn sa fin troppo bene come funzionano questo tipo di dinamiche, venendo lei stessa da una famiglia aristocratica.

 

 

In una sorta di “vita precedente”, anche Kathryn è stata una donna che si è fatta da sola, ben conscia dei suoi obiettivi e dei suoi scopi. Brillante giornalista in carriera, Kathryn è una donna autonoma, forte e indipendente. Se vogliamo tanto spietata quanto Max, ecco perché il giorno della sua conoscenza sa che è l’uomo fatto per lei e, senza pensarci due volte, lo sposa: più per il potere che per amore. Kathryn vuole assicurarsi una ruolo importante all’interno della scena politica e dei giochi di potere che gravitano attorno alla figura del marito.

Anche Kathryn è stata una donna che si è fatta da sola

Inevitabilmente, all’interno del suo “piano”, i conti non tornano e la fine del matrimonio con Max segnano profondamente la sua esistenza, a tal punto da portarla in una direzione completante differente: semplice e minimale. Prima di tornare, infatti, tra le mura di quella casa che per tanti anni è stato il nucleo della sua famiglia, Kathryn si è dedicata alla vita da volontaria nei rifugi per senzatetto. Ma adesso è Caden che ha bisogno del suo aiuto, e non solo lui.

 

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Un drama psicologico dal sapore del thriller

Il potenziale di MotherFatherSon non risiede unicamente nella natura dei suoi personaggi e dei loro legami, che sicuramente rappresentano il fulcro di tutta la serie; ma anche nelle differenti tematiche che la serie tocca nel corso dei suoi 8 episodi.

 

MotherFatherSon

 

Tom Rob Smith, creatore della serie nonché scrittore di thriller di successo, ci porta a condurre un viaggio dove il rancore, l’odio e l’infelicità possono essere delle armi assai più potenti del potere stesso e che, la follia e la depressione, possono portare l’essere umano a gesti irripetibili.

La superficie tessuta da Max Finch è tanto splendente quanto ingannevole e, sotto la sua coltre, nasconde un abisso di segreti e marciume. Un’intreccio sempre più fitto che, in una continuo crescendo, sa esattamente come attirare lo spettatore, ponendosi di fronte ad esso quasi con sfacciataggine.

 

 

Si, MotherFatherSon non ha paura ad osare, a provocare e anche a giocare con lo spettatore.

Vuole sconvolgerlo, sorprenderlo e anche rapirlo. Vuole intrappolarlo come una mosca nella rete del ragno, ma invece di una tela qui abbiamo un intreccio narrativo imprevedibile e neanche troppo edulcorate, e di questo non possiamo che esserne felici. Sicuramente una serie da scoprire e nella quale perdersi episodio dopo episodio.

 

MotherFatherSon vi aspetta su SKY a partire dall’8 Giugno alle 21:15!

 

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