Da sempre la Stella Polare è stato il punto di riferimento di navigatori che volevano orientarsi, prima della bussola e soprattutto prima dei moderni GPS. Ma perché è realmente così importante?

Guardare alle stelle mi fa sempre sognare, semplicemente come quando sogno sui punti neri che rappresentano le città e i villaggi in una mappa.

Perché, mi chiedo, i puntini luccicanti del cielo non dovrebbero essere accessibili quanto i puntini neri sulla carta della Francia?

Il pittore olandese Vincent Van Gogh, con la sua notte stellata, realizza forse uno dei più grandi capolavori dell’arte pittorica di sempre: un dipinto che fa sognare da generazioni coloro che lo ammirano.

 

“Notte stellata” di Vincent van Gogh (1889)

 

Le stelle sono un punto di riferimento anche nell’arte, nella letteratura e nella poesia, ma nella scienza c’è una stella che da sempre ha un valore maggiore rispetto alle altre: la Stella Polare.

 

 

 

Le stelle polari sono due

Iniziamo col dire che l’asse di rotazione terrestre, la traiettoria inclinata e immaginaria disegnata dal moto rotatorio del nostro pianeta, si interseca con la volta celeste in due punti (i cosiddetti poli celesti Nord e Sud) e proprio perché ci sono questi due poli avremo anche due Stelle Polari: una riferita all’emisfero boreale, l’altra all’emisfero australe.

La nostra attuale stella polare, quella che coincide con il polo celeste Nord, è chiamata Polaris ed è contenuta nella costellazione dell’Orsa Minore; mentre le stelle che indicano il Sud fanno parte della Costellazione del Sud. C’è un posto dove è possibile vederle entrambi: l’Equatore.

Polaris è un sistema stellare triplo situato nella costellazione dell’Orsa Minore ed è la stella più luminosa della costellazione e la stella più brillante vicina al polo nord celeste, motivo per cui è anche conosciuta come stella polare.

La Stella Polare è importante perché trovandosi esattamente sul polo nord celeste o in prossimità di esso, indica appunto il nord e consente quindi di orientarsi.

Deve il suo nome al fatto di trovarsi in quella posizione, difatti è conosciuta sia come Stella Polare che come Stella del Nord. Polare non è infatti il nome proprio di una stella, bensì l’appellativo che una stella assume a causa della sua posizione.

 

 

Poiché si trova quasi perfettamente sulla proiezione in cielo dell’asse di rotazione della Terra, Polaris è apparentemente ferma nel cielo, mentre tutte le altre stelle dell’emisfero boreale sembrano ruotarle attorno, nelle famose fotografie con la tecnica dello Star Trail questo movimento risulta molto evidente.

Ovviamente la sua staticità è stato in passato un ottimo punto di riferimento per la navigazione celeste nell’emisfero nord della Terra, visto che data la sua declinazione resta invisibile nell’emisfero australe.

Andando a ritroso nella storia ci sono moltissimi documenti che accertano la testimonianza di quanto è stata fondamentale per moltissimi popoli la lettura delle stelle e in particolar modo quella di Polaris, addirittura si trovano documenti nelle prime tavolette assire conosciute.

Il navigatore greco Pitea descrisse il polo nord celeste come privo di stelle nel 320 a.C, quindi un passo indietro per quanto riguarda lo studio della stella, tuttavia, Polaris è stata descritta come punto di riferimento nella tarda antichità e descritta come “stella sempre visibile” da Giovanni Stobeo, nel V secolo. Infine, la stella ha iniziato ad essere descritta come “polare” nel pieno Medioevo.

Durante il Medioevo la Stella Polare è stata la guida di molti viaggiatori e l’Alaska nel 1926 inserì nella propria bandiera la costellazione dell’Orsa Maggiore.

Proprio nel Medioevo, la stella polare è stata la guida notturna dei viaggiatori dell’emisfero settentrionale, l’ago celeste di una bussola in grado di indicare il Nord da qualsiasi luogo della terra o del mare. Andando molto più avanti possiamo ricordare che nel 1926 lo stato dell’Alaska decise di creare una propria bandiera, e in questa vennero raffigurate le sette stelle dell’Orsa Maggiore e la Stella polare.

 

La bandiera dell’Alaska

 

Anche se Shakespeare scrisse “sono costante come la stella del nord”, a causa della precessione degli equinozi, la stella più vicina al polo nord celeste cambia col passare dei millenni.

In futuro, il polo nord celeste si allontanerà da Polaris dopo il XXI secolo e passerà per Gamma Cephei tra circa 2000 anni, mentre Deneb tornerà ad essere la stella polare tra meno di 8000 anni, mentre in passato, attorno al 2500 a.C. fu Thuban la stella polare.

 

 

 

Dove si trova

Polaris si trova facilmente nel cielo notturno: è sufficiente seguire la linea formata da Merak e Dubhe, le due stelle al margine del Gran Carro. È anche possibile seguire il punto centrale della ‘W’ formata da Cassiopea.

 

Lo schema per individuare la stella polare (astronomia.com)

 

Avendo una declinazione di +89° 15′, è in pratica invisibile dall’emisfero australe, mentre rimane apparentemente immobile durante tutto l’anno in tutto l’emisfero boreale della Terra. Avendo una magnitudine di +1,97, è possibile scorgerla anche dai piccoli e medi centri urbani moderatamente affetti da inquinamento luminoso.

Quindi ricapitolando riconosciuto il Grande Carro (tra le costellazioni più luminose e facile da individuare) per trovare la Polare basterà prolungare la linea congiungente le due ultime stelle Merak e Dubhe per una distanza pari a cinque volte quella che le separa. Si arriverà in una zona di cielo dove spiccherà una sola stella tra le altre più deboli.

È proprio lei, la Stella Polare!

 

 

 

Perché stella polare?

Il nome proviene dal latino Stella polaris, letteralmente “Stella polare”. Data la sua vicinanza al polo nord celeste la stella ha ricevuto vari nomi nel corso della storia e non sempre è stata identificata appunto come la Polare.

Il nome deriva dal latino Stella Polaris

I naviganti greci la chiamavano Kynosoura o Cynosura, il cui significato è “la coda del cane”, o anche Fenice, o Stella Fenicia. Nell’antica Cina era conosciuta con nomi diversi, come Pih Keih, Ta Shin e Tien Hwang Ta ti, “il gran governante del cielo”.

Nel nord dell’India era conosciuta invece come Grahadhara, “l’appoggio dei pianeti”, mentre a Damasco la si conosceva come Mismar, “l’ago”, o “il chiodo”. Ovunque nel mondo Polaris aveva un nome appropriato per la sua importanza.

 

 

 

 

La vita della Stella polare

Forse non tutti sanno che il polo Nord celeste non rimane sempre nello stesso posto, ma a causa del fenomeno chiamato “precessione degli equinozi” si sposta. Di conseguenza la stella polare cambia nel corso dei secoli.

La Stella Polare non sarà la stessa per sempre: ad oggi è Alfa Ursae Minoris

Attualmente è polare la stella Alfa Ursae Minoris, ma verso il 3000 a.c. la stella polare dell’epoca era Alfa Draconis. In futuro, proiettando intorno al 7500 (in barba a tutte le congiure astrali che danno la morte del pianeta a molto prima) la stella polare sarà Alfa Cephei, poi verso il 14000 lo sarà Vega e infine, chiudendo un periodo di 26000 anni, sarà di nuovo polare la nostra Alfa Ursae Minoris.

Dunque Alfa Ursae Minoris ci indicherà il nord per moltissimo tempo, è una stella che a noi appare di luminosità non particolarmente eccezionale ma solo perché è lontanissima. In realtà è ben mille volte più luminosa del nostro Sole.

 

 

 

 

La foto in testa e in cover oggi è ©Daniel Maran