Tumori: il rischio di sviluppare metastasi è scritto nel DNA

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26 Maggio

Si chiama ApoE e potrebbe essere il gene chiave nella comprensione di come si formano le metastasi. Siamo sulla strada per sviluppare nuove strategie terapeutiche personalizzate contro i tumori sulla base della variante del gene ereditata.

Il rischio di sviluppare metastasi potrebbe essere scritto nel Dna fin dalla nascita: dipenderebbe infatti da un gene, chiamato ApoE, che finora veniva studiato principalmente per il suo legame con l’Alzheimer.

A indicarlo è uno studio condotto sul melanoma dai ricercatori della Rockefeller University di New York. I risultati, pubblicati su Nature Medicine, potrebbero portare a sviluppare nuove strategie terapeutiche personalizzate in base alla variante del gene ereditata.

Le metastasi sono la principale causa di morte nei pazienti affetti da cancro

Le metastasi si verificano quando cellule tumorali sfuggono al tessuto originale per stabilire nuovi tumori altrove, un fenomeno che porta alla maggior parte dei decessi per cancro.

Gli scienziati sospettano che i tumori, che inizialmente emergono a causa di mutazioni all’interno di quelle normali, acquisiscano la loro capacità di “viaggiare” a seguito di ulteriori mutazioni. Ma dopo decenni di ricerche, non è ancora stato trovato il cambiamento genetico che indurrebbe la formazione delle metastasi.

Precedenti ricerche nel laboratorio del dott. Sohail Tavazoie, che ha condotto questa ricerca, avevano identificato che un gene chiamato ApoE, presente nel DNA di tutte le cellule potesse influire sulla diffusione del melanoma. Il gene produce una proteina che sembra interferire con una serie di processi utilizzati dalle cellule tumorali per metastatizzare, come la formazione di vasi sanguigni, la crescita in profondità nei tessuti sani e la resistenza agli attacchi delle cellule immunitarie che combattono i tumori.

A seconda della variante genetica di ApoE che si possiede il melanoma può progredire in maniera diversa.

Gli uomini, tuttavia, portano una delle tre diverse versioni di ApoE: ApoE2, ApoE3 e ApoE4. Benjamin Ostendorf, un altro medico del team, ha ipotizzato che queste varianti potrebbero spiegare perché il melanoma progredisca in modo diverso a seconda delle persone.

Esperimenti sui topi di laboratorio dimostrano che i portatori della variante ApoE4 sviluppano tumori della pelle più piccoli che difficilmente formano metastasi. Rispetto ai portatori delle varianti ApoE2 e ApoE3, i topi con ApoE4 hanno più cellule immunitarie in grado di combattere il cancro e meno vasi sanguigni che nutrono il tumore.

Risultati speculari sono stati trovati analizzando i dati genetici relativi a più di 300 pazienti colpiti da melanoma: i portatori della variante ApoE4 sono quelli che vivono più a lungo, quelli con ApoE2 hanno più facilmente metastasi e sopravvivono per meno tempo, mentre quelli con ApoE3 si collocano nel mezzo.

Le informazioni relative ai pazienti, incrociate con gli esperimenti sui topi, dimostrano infine che i portatori di ApoE4 reagiscono meglio alle terapie che potenziano il sistema immunitario.

 

 

 

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martedì 26 maggio 2020 - 12:31
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