Snowpiercer, la recensione della serie TV prequel dell’omonimo film di Bong Joon-Ho

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12 mesi fa

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recensione di Snowpiercer

La recensione di Snowpiercer, la nuova serie TV tratta dall’omonimo film di Bong Joon-ho e che vede come protagonisti il premio Oscar Jennifer Connelly e Daveed Diggs. Ogni settimana un episodio da vedere. Noi ne abbiamo visti in anteprima cinque, ed ecco cosa ne pensiamo.

Serie TV tratte da film? Si, suona quasi stonato ma, che ci crediate o meno, non sono pochi i prodotti seriali tratti da film. Snowpiercer non è la prima e non sarà neanche l’ultima, se pensiamo allo stesso Parasite proprio di Bong Joon-Ho. Ma cosa dobbiamo aspettarci? La recensione di Snowpiercer vuole proprio portarvi a dare un primo sguardo a questo prodotto appena approdato su Netflix che, di settimana in settimana, caricherà un nuovo episodio.

 

recensione di Snowpiercer

 

La serie TV è una co-produzione Tomorrow Studios, una partnership tra Marty Adelstein, ITV Studios e Turner’s Studio T e, come appena detto, funge da prequel agli avvenimenti dell’omonimo film del 2013 di Bong Joon-Ho (che in questo caso figura come produttore esecutivo accanto a Park Chan-wook, Lee Tae-hun e Dooho Choi), a sua volta tratto dalla graphic novel Le Transperceneige, fumetto di fantascienza post-apocalittica, ideato da Jacques Lob e Jean-Michel Charlier.

La serie TV parte da quando tutto è cominciato

La storia della serie TV parte da quando tutto è cominciato: alla mezzanotte del fatidico giorno in cui il famigerato Snowpiercer, un treno con lo scopo di fungere da Arca di salvataggio della specie umana, è partito. Si, perché il mondo nel quale è ambientata questa storia è un mondo distopico, ma forse neanche troppo.

 

recensione di Snowpiercer

 

Le condizioni climatiche, a cause delle manipolazioni umane, sono mutate al punto tale da non rendere sopportabile la vita sulla terra, passando dal caldo torrido al freddo polare, fino a scendere sotto i 100 gradi. A distanza di 7 anni dalla fatidica partenza, lo Snowpiercer continua il suo giro attorno al mondo, ma la struttura al suo interno si mostra essere più fallibile di quanto il suo costruttore, l’enigmatico e misterioso Signor Wilford, potesse immaginare.

In testa treno le classi più ricche, quelle che in parte hanno contribuito alla costruzione del potente Snowpiercer, e che da oltre sette anni si godono il viaggio; al centro il ceto medio, qualche gruppo di libertini e chi finge di voler vivere senza regole e in trasgressione per sentirsi più vivo; a fondo treno… i più poveri. Quelli entrati di prepotenza. Quelli trattati come scarafaggi. I primi da sacrificare, da dominare con il pugno di ferro, da affamare, punire come esempio per tutto o divertimento per i più ricchi. Quelli da sfruttare, da far prostituire per qualche medicinale, quelli a cui sottrarre i propri figli o sterilizzare.

 

Ed in poco tempo, come vedremo e come ben sappiamo, lo Snowpiercer assume la sostanza di ciò che è davvero: una roccaforte di disparità sociale.

Ricchissimi e poverissimi. In costante lotta tra di loro. Chi ha tutto e chi non ha nulla, segnando ancora una volta il grande limite dell’essere umano: l’incapacità di stare nel mezzo. L’incapacità di porsi su uno stesso gradino di uguaglianza. Siamo incapaci di vivere in un mondo senza scala sociale, perché la scala sociale ci determina, ci da un obiettivo, ci rende chi siamo davvero. Ma chi siamo davvero?

 

recensione di Snowpiercer

 

Su questo concetto si basava per lo più la pellicola di Bong Joon-Ho, con la grande rivoluzione e lotta portata avanti dal personaggio di Curtis (Chris Evans) per arrivare lì dove tutto viene governato: la locomotiva. Ma come si comporta, invece, la serie TV di Graeme Manson (Orphan Black) diretta da James Hawes?

 

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La premessa iniziale ci da un paio di linee di background in più, insistendo ovviamente sugli stessi punti del film: la disparità sociale e le continue lotte del fondo del treno. Questa volta, al posto di Evans, abbiamo l’ex detective della omicidi Layton Well (Daveed Diggs). La tenacia è la stessa, la grinta anche, ma lo scopo? Lo scopo sembra essere differente.

Si, perché se l’obiettivo della pellicola di Bong era proprio quello di arrivare alla testa treno guidati da Curtis, sottolineando la profonda crisi di valori, di parità sociale, al centro della serie TV c’è ben altro. Il motore centrale di Snowpiercer è la sua essenza da detective story. Si, esatto, avete capito bene.

 

recensione di Snowpiercer

 

Affronteremo con Layton un vero e proprio viaggio fra i diversi vagoni dello Snowpiercer alla ricerca di un assassino; anzi, peggio: di un serial killer. A quanto pare non solo i poveri sono il problema, ma anche i ricchi, e l’insofferenza del viaggio inizia a farsi ben pesante anche tra chi ha tutto e ha lasciato niente agli altri.

Snowpiercer si mostra essere un prodotto di buonissimo livello

Se da una parte questo drastico cambio rotta, soprattutto dopo un inizio così in linea con il film, può un attimo disorientare; dall’altra parte è impossibile non tirare un sospiro di sollievo. Composto da dieci episodi, ho potuto vederne in anteprima cinque, e per ora mi sento di dire che Snowpiercer si mostra essere un prodotto di buonissimo livello e che la trama segue, giustamente, un suo corso. Un corso appassionante e intrigante, che fa scattare nello spettatore la giusta voglia di andare avanti. Sorprendete ed interessante. In parole povere: non una mera copia carbone, o brodo allungato, del film.

Subito vengono attivati i primi meccanismi della detective story: corpi maciullati, corruzione, contrabbando, segreti e misteri, bocche da tenere chiuse e occhi da sbarrare. Cosa si nasconde nel treno del Signor Wilford?

 

recensione di Snowpiercer

E chi è il Signor Wilford?

Ecco, altro mistero interessante che saprà dare, almeno fino a questo momento, del filo da torcere. Tutto ciò che il treno sa di lui arriva o dalla sua voce filtrata da un altoparlante o dalla sua portavoce, Melanie Cavill (Jennifer Connelly), una vera tutto fare che assume sempre di più, di episodio in episodio, la forma di una colonna portante per il treno, e anche per la serie.

Straordinaria la Connelly in questa serie TV, una delle sue migliori interpretazioni e che non lascia spazio a confronti (lo so che vi siete chiesti se non fosse la controparte, in forma seriale, del personaggio di Tilda Swinton nel film). Su di lei si regge gran parte della struttura e del racconto. Una femme fatale astuta e intelligente, ma neanche così letale; sicuramente non la villain che ci saremmo aspettati, tutt’altro! Melanie è un personaggio molto complesso, così difficile da inquadrare.

\Una sensazione ci dice di non fidarci di lei, eppure al tempo stesso sembra sinceramente tenere alle sorti del treno, ponendosi quasi sempre con far neutrale nei confronti di tutti i passeggeri.

 

 

Non fa del male e non gode nel far del male. Il personaggio di Melanie è di una caratura superiore. Sembra credere profondamente nella divisione sociale, ma al tempo stesso viene mossa da un forte senso di giustizia e di etica… Certo, un’etica tutta sua e non sempre comprensibile.

La Connelly fa il gioco più sporco e pesante nella serie TV, dando più di un attimo allo spettatore di incertezza e meraviglia. Le sorprese non mancheranno, fin dall’inizio. L’ironia drammatica (ovvero dare un’informazione allo spettatore che i personaggi principali riceveranno solo dopo) è uno strumento utilizzato con estrema sapienza, messo al servizio della serie e che detta un ritmo sempre molto incalzante e una narrazione mai davvero prevedibile, almeno per i miei cinque episodi.

 

 

Un po’ di delusione, invece, per il personaggio di Daveed Diggs che, spesso e volentieri, passa in secondo piano. I personaggi secondari, invece, sono quasi del tutto assenti. Ci sono, ma è come se non ci fossero. La coralità viene subito meno, è il focus si sposta tutto su Layton e Melanie, ma alla fine è solo il personaggio di lei a muovere completamente le fila.

In conclusione della recensione di Snowpiercer, possiamo sicuramente dire che per ora la serie sa come coinvolgere lo spettatore, distaccandosi dall’opera in generale. Un prodotto incalzante e piacevole, con un ritmo ben preciso e un personaggio femminile decisamente accattivante. A questo punto l’aspettativa non può che essere altissima, vedremo se alla fine di questi dieci episodi potremmo ritenerci davvero soddisfatti.

 

I primi due episodi di Snowpiercer vi aspettano su Netflix a partire dal 25 Maggio. Ogni settimana un nuovo episodio da vedere!
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