Giphy, l’acquisizione da parte di Facebook non fa impazzire la politica USA

19 Maggio

Giphy

Un gruppo bipartisan di senatori americani chiede che l’antitrust metta il naso sull’acquisizione di Giphy da parte di Facebook. «Così Zuckerberg trova nuovi modi per accedere ai nostri dati».

Lo scorso venerdì Facebook ha annunciato di star per acquisire Giphy, piattaforma leader nella creazione e condivisione di GIF. Il colosso spenderà 400 milioni di dollari per mettere le mani su questo nuovo asset.

Giphy non è un sistema chiuso, tant’è che la piattaforma è perfettamente integrata in un grandissimo numero di servizi concorrenti dell’Universo-Zuckerberg: Twitter, Telegram, Tinder e iMessage, giusto per citarne qualcuno.

Facebook ha lasciato intendere che la possibilità di usare Giphy all’interno dei servizi di terze parti non verrà a meno. Eppure è proprio questo il problema: Facebook ha trovato un nuovo modo per raccogliere i dati degli utenti, perfino quando non stanno usando i prodotti di Facebook, ma quelli rivali. O almeno questa è la tesi di parte della politica a stelle e strisce.

I primi firmatari della richiesta di scrutinio da parte dell’antitrust sono il repubblicano Josh Hawley e la democratica Elizabeth Warren.

Facebook keeps looking for even more ways to take our data. Just like Google purchased DoubleClick because of its widespread presence on the internet and ability to collect data, Facebook wants Giphy so it can collect even more data on us. Facebook shouldn’t be acquiring any companies while it is under antitrust investigation for its past purchases.

ha detto Hawley a The Verge.

L’acquisizione che non piace alla politica: 

 

 

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martedì 19 maggio 2020 - 14:29
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