L’attacco di un calamaro di 200 milioni di anni fa

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7 Maggio 2020

Un incredibile fossile rivela le prove di un animale simile a una calamaro che attacca la sua preda, 200 milioni di anni fa.

Gli scienziati hanno scoperto il più antico esempio conosciuto al mondo di una creatura simile a un calamaro che attacca la sua preda, in un fossile risalente a circa 200 milioni di anni fa.

Il fossile è stato trovato sulla costa giurassica dell’Inghilterra meridionale nel XIX secolo ed è attualmente ospitato all’interno delle raccolte del British Geological Survey di Nottingham.

 

La costa vicino a Charmouth nel Dorset, nel Regno Unito, ha prodotto un gran numero di importanti fossili.

 

In una nuova analisi, i ricercatori affermano che il fossile sembra mostrare il calamaro, che hanno identificato come Clarkeiteuthis montefiorei, mentre tiene nelle fauci un pesce simile alle aringhe (Dorsetichthys bechei).

La posizione dei tentacoli, accanto al corpo del pesce, fanno credere che non si tratti di una strana casualità di fossilizzazione, ma che si sia registrato un vero evento paleobiologico.

 

L’attacco del calamaro fossilizzato

 

Il fossile è stato datata al periodo sinemuriano (tra 190 e 199 milioni di anni fa) e sarebbe anche il più antico mai rinvenuto.

La ricerca è stata condotta dall’Università di Plymouth, in collaborazione con l’Università del Kansas e la società con sede nel Dorset, The Forge Fossils. I ricercatori hanno dichiarato:

Si tratta di un fossile molto insolito se non straordinario poiché gli eventi di predazione si trovano solo occasionalmente nella documentazione geologica. Indica un attacco particolarmente violento che alla fine sembra aver causato la morte e la successiva conservazione di entrambi gli animali.

Nella loro analisi, i ricercatori affermano che i resti fossilizzati indicano che le ossa della testa del pesce siano state schiacciate dal suo aggressore.

Suggeriscono anche due potenziali ipotesi su come i due animali alla fine siano arrivati a essere conservati insieme per l’eternità.

In primo luogo, suggeriscono che il pesce potesse essere troppo grande per il suo predatore quindi si incastrò nelle fauci producendo la morte anche dello stesso e quindi la coppia senza vita affondò stabilendosi sul fondo del mare dove si sono conservati.

In alternativa, il calamaro potrebbe aver portato la preda sul fondo del mare in una dimostrazione di “affondamento di distrazione” per evitare di essere attaccati da un altro predatore. Tuttavia, così facendo entrò in acque a basso contenuto di ossigeno e soffocò.

 

 

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giovedì 7 maggio 2020 - 16:02
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