Rigenerare tessuti con cerotti ultrasottili

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6 Maggio 2020

Cerotti ultrasottili che agiscono su cartilagine e muscoli senza trapianti o protesi: rigenerare tessuti così sembra fantascienza invece è una scoperta italiana.

L’ingegneria tissutale, che ha l’obiettivo di rigenerare tessuti e organi del corpo umano senza dover ricorrere a trapianti o protesi, sta facendo passi da gigante ultimamente.

Una delle ultime notizie è la creazione di cerotti dalle dimensioni microscopiche, che agiscono all’interno del corpo umano direttamente sui tessuti cartilaginei, ossei e muscolari e sono in grado di promuovere fenomeni rigenerativi a carico dei tessuti stessi.

La scoperta scientifica è stata presentata in un lavoro pubblicato sulla rivista internazionale “ACS Applied Materials & Interfaces” da un gruppo di ricercatori coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con la Scuola Normale Superiore, il Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova e il Royal College of Surgeons in Ireland. Combinando per la prima volta la tecnologia dei film ultrasottili (strati di materiale dalle dimensioni inferiori al microm) con compositi di polimeri e particelle piezoelettriche, è stato possibile garantire un effetto di rigenerazione sui tessuti. Ciò presenta una serie di vantaggi nel trattamento di patologie articolari e non solo.

I cerotti sono formati da una miscela di polimeri integrata a nanoparticelle piezoelettriche composte da ossido di zinco.

Attraverso un piccolo intervento medico/chirurgico non invasivo, il cerotto si aggancia al tessuto grazie al suo spessore ultrasottile che permette di sfruttare forze intermolecolari che ne favoriscono l’adesione. Una volta ancorato, il cerotto è in grado di resistere all’interno del corpo umano fino a 90 giorni, assicurando l’effetto terapeutico solo sul tessuto danneggiato. Una volta terminata la sua azione, i polimeri usati sono in grado di riassorbirsi nel lungo termine e anche le particelle piezoelettriche possono essere degradate in componenti riassorbibili.

Il materiale che abbiamo creato interagisce molto bene con alcuni tipi cellulari che fanno parte dell’apparato muscoloscheletrico, nello specifico modelli di cellule muscolari, ossee e cartilaginee. Agendo direttamente sul tessuto che presenta una patologia, il cerotto ultrasottile ha un effetto rigenerativo sui tessuti grazie a una aumentata proliferazione ed a un più efficiente differenziamento cellulare.

ha dichiarato commenta Lorenzo Vannozzi, project manager dell’Istituto di BioRobotica e prima firma dell’articolo.

L’idea per il futuro è quella di far evolvere questa tecnologia e puntare a sviluppare sistemi tridimensionali combinati con altri stimoli fisici, quali gli ultrasuoni, per aumentare ulteriormente il loro potenziale terapeutico.

 

 

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mercoledì 6 maggio 2020 - 16:56
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