Le formiche conservano ricordi a lungo e breve termine su diversi lati del loro cervello

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6 Maggio 2020

Le formiche, come umani, uccelli canori e il pesce zebra, conservano ricordi diversi in diversi lati del loro cervello, in un processo chiamato lateralizzazione.

A volte gli scienziati fanno scoperte incredibili con metodi davvero buffi.

Se vi dicessi che un gruppo di ricercatori ha addestrato delle formiche per scoprire come funziona l’immagazzinamento dei ricordi visivi nei loro piccoli cervelli?

In effetti, se non lo avessi letto sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, non so se ci avrei creduto.

Occorre una piccola premessa.

I lati sinistro e destro del nostro cervello memorizzano diversi tipi di ricordi: quello sinistro, per esempio, è specializzato in informazioni verbali mentre il lato destro in quelle visive.

Ma ora scopre che non siamo i soli a usare in maniera differenziata i nostri due emisferi.

Nello studio appena uscito si mostra come le formiche – allo stesso modo di noi umani, degli uccelli canori e del pesce zebra – conservano ricordi diversi nei due lati del loro piccolo cervello, in un processo chiamato lateralizzazione.

Era già stato scoperto che le api da miele e i bombi mostrano lateralizzazione quando si tratta di ricordi che coinvolgono il profumo, ma i ricercatori volevano sapere se anche altri insetti stavano dividendo il lavoro del loro cervello.

Hanno addestrato le formiche del legno (Formica rufa) proprio come il fisiologo russo Ivan Pavlov addestrò i suoi famosi cani, premiandoli con il cibo ogni volta che ricevevano un certo segnale.

Per scoprire se le formiche immagazzinavano ricordi visivi in ​​diverse parti del loro cervello, i ricercatori hanno toccato a diversi gruppi di formiche o solo l’antenna destra, o solo l’antenna sinistra o entrambe con una goccia zuccherina ogni volta che esse guardavano un oggetto blu.

 

 

I ricercatori hanno testato i loro ricordi 10 minuti, 1 ora e 24 ore dopo l’allenamento. Lo hanno fatto mostrando loro l’oggetto blu e osservando se estendevano la bocca, una risposta del tipo “sete” che può essere paragonata alla salivazione dei “cani di Pavlov”.

Le formiche addestrate con l’antenna destra hanno risposto benissimo dopo 10 minuti e e dopo 1 ora, ma non dopo. Le formiche addestrate con l’antenna sinistra non hanno risposto bene entro 10 minuti o 1 ora, ma lo hanno fatto 24 ore dopo l’allenamento.

Ciò suggerisce che una parte del cervello della formica sia utilizzata per la memoria a breve termine, mentre l’altra parte per quella a lungo termine.

Questa è la prima prova che mostra come la memoria visiva a breve e lungo termine sia immagazzinata in diversi lati del cervello delle formiche, caratteristica che potrebbe aiutarli a risparmiare energia e capacità di immagazzinamento.

 

 

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mercoledì 6 maggio 2020 - 15:51
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