TikTok, più controlli e niente messaggi diretti per gli under-sixteen

16 Aprile 2020

tiktok

TikTok ha deciso di impedire che gli utenti sotto ai 16 anni possano ricevere o inviare messaggi diretti.

Nelle prossime settimane, l’applicazione più trendy del momento introdurrà il Family Pairing, un servizio di controllo parentale opzionale che il 30 aprile sarà affiancato dal blocco totale delle chat da e verso gli utenti più giovani.

 

I Messaggi Diretti sono uno strumento fantastico, che permette alle persone di fare nuove amicizie e nuove conoscenze in qualunque luogo al mondo: ci rendiamo conto, tuttavia, che questa potenzialità positiva può prestarsi ad abusi. Ecco perché l’annuncio di oggi rappresenta un ulteriore passo avanti nel nostro impegno a mettere in atto protezioni proattive sempre più solide, che proteggano i membri più giovani della nostra community.

ha spiegato Cormac Keenan, Head of Trust and Safety TikTok, nel comunicato stampa.

Per quanto riguarda il Family Pairing, se abilitato, consentirà ai genitori di monitorare quanto tempo i loro figli dedicano al social, nonché di controllare il genere di contenuti a cui possono essere esposti. La funzione, già attiva nel Regno Unito col nome “Family Safety Mode”, sarà presto rilasciata in tutta Europa e negli States.

 

 

A febbraio, ByteDance, azienda proprietaria di TikTok, era già stata multata per 5.7 milioni di dollari per aver violato la privacy dei minori. Dopo questa esperienza negativa e consapevole che diversi governi stiano valutando l’inasprimento delle leggi sulla privacy, ByteDance cerca di autonormarsi così da prevenire ulteriori intoppi sul suo cammino.

Come molti altri social, anche TikTok è torbido nell’esporre come siano mercanteggiate le informazioni raccolte sugli utenti, inoltre il suo sistema di messaggi è stato adoperato da malintenzionati che miravano a sfruttare la vulnerabilità giovanile.

Nei quattro anni da che l’app è stata lanciata si sono verificate infatti situazioni più che spiacevoli, scene che vanno dalla molestia sessuale alla propaganda terroristica, ma la crescente digitalizzazione globale sta finalmente spingendo le aziende a tutelare i propri clienti, anche fosse per salvaguardarsi da ripercussioni legali.

 

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giovedì 16 aprile 2020 - 18:45
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