Computer da gaming diventano ventilatori polmonari: la lotta al covid-19 di Maingear

9 Aprile

Ai tempi del coronavirus sono tantissime le aziende di ogni genere che si sono riconvertite per aiutare nella lotta al coronavirus, ad esempio, realtà tessili che stanno producendo mascherine o colossi del mercato dell’alcol che sono prodigate per la realizzazione di gel igienizzanti. In USA Maingear, azienda americana di PC da gaming, ha deciso di cambiare  parte della sua produzione per costruire ventilatori polmonari.

Maingear ha già messo a punto il suo prototipo, chiamato LIV, un respiratore che trova posto dentro la vecchia versione del case modello PC F131. Il progetto si basa su una piattaforma già in uso in Italia e Svizzera ed è stato studiato per essere facile da usare grazie ad un funzionamento automatico, impostazioni predefinite e un’interfaccia touchscreen. Gli operatori sanitari, grazie a questo strumento, possono fornire ossigeno ai pazienti in meno di 1,5 secondi.

I componenti standardizzati aiutano inoltre a contenere i costi. Maingear ha fatto sapere che LIV può essere prodotto ad un quarto del prezzo di un normale ventilatore polmonare. Si tratta di un’operazione ancora piuttosto costosa (mediamente un ventilatore costa decine di migliaia di dollari), ma quello che si può risparmiare potrà comunque fare la differenza negli ospedali, dove si sta lottando senza sosta per far fronte ai carichi elevati di pazienti covid-19.

LIV non è ancora pronto ad “entrare in servizio”: prima deve ottenere l’approvazione da parte della FDA negli USA. Maingear, nel frattempo, è già entrata in contatto con funzionari e cittadini per distribuire questi ventilatori negli USA quanto prima, e poi renderli disponibili anche a livello internazionale. La speranza di Maingear è che l’ok della FDA arrivi però in tempi rapidi.

 

 

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giovedì 9 aprile 2020 - 10:57
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