Tartarughe robot: i sorveglianti subacquei che non disturbano i pesci

3
4 Aprile

Le tartarughe robot negli allevamenti ittici riducono lo stress dei pesci. La sorveglianza subacquea non è mai stata così carina.

Le tartarughe marine robot sono ispirate a quelle naturali, ma ovviamente non sono esattamente come quella della foto della copertina. Certo è che sembra che i pesci le tollerino molto meglio dei metodi di ispezione standard accettando addirittura di nuotare al loro fianco.

Una gabbia per l’allevamento di salmoni può contenere fino a 200.000 esemplari. Occorre controllare sia lo stato della gabbia sia la salute degli animali:  tenere d’occhio ciò che sta accadendo all’interno delle gabbie è fondamentale per poter rispondere e riparare prontamente qualsiasi danno.

Per ora il metodo più comunemente usato vedeva impiegati subacquei umani e i veicoli sottomarini controllati dagli operatori terrestri per le osservazioni. Entrambi i tipi di intrusi però disturbano e stressati i pesci.

I ricercatori di robotica e biologia hanno cercato di scoprire quali metodi di monitoraggio potessero disturbare meno i pesci e hanno testato con grande successo l’utilizzo di una tartaruga robotica che nuota intorno alla gabbia filmando la situazione e inviando le immagini alle persone a terra.

Un ricercatore mostra una tartaruga robot. Credit: Maarja Kruusmaa

Gli esperimenti mostrano che i pesci sono spaventati o stressati solo in modo trascurabile dalla tartaruga robotica. Nuotano con calma e abbastanza vicino alla tartaruga, mentre si tengono alla larga dagli intrusi quando si tratta di subacquei e robot sottomarini a propulsione.

Lo scopo generale degli esperimenti non era solo quello di testare il robot tartaruga, ma anche di indagare quali caratteristiche avrebbero dovuto avere i robot utilizzati nell’industria dell’acquacoltura

afferma Maarja Kruusmaa, professore presso il Dipartimento di ingegneria cibernetica della Norwegian University of Science and Technology (NTNU) e presso l’Università della Tecnologia di Tallinn che prosegue:

Abbiamo scoperto che le caratteristiche più cruciali del robot di sorveglianza sono le dimensioni e la velocità, mentre il rumore e il colore sono trascurabili.

Le caratteristiche più importanti del robot tartaruga sono le dimensioni ridotte e i movimenti lenti

Per non spaventare i pesci è di cruciale importanza che le tartarughe robot siano di dimensioni ridotte e si muovano lentamente. Il fatto che assomiglino più o meno a un organismo che vive nell’oceano è meno importante.

Questa conclusione ha sorpreso un po’ i ricercatori che si dichiarano però contenti perché ciò significa che non dovranno costruire robot molto simili a pesci o tartarughe e questo renderà più economico lo sviluppo e l’uso di robot in questo nuovo campo di applicazione per monitorare gli organismi marini.

le tartarughe robot potranno fornire agli allevatori di pesci aggiornamenti online e in tempo reale delle condizioni delle gabbie di allevamento. Inoltre potrebbero essere collegati a vari strumenti di misura e sensori.

Un altro vantaggio è che l’uso della tecnologia robotica anziché dei subacquei per la sorveglianza consente un monitoraggio continuo che può contribuire a risposte più rapide, una maggiore prevedibilità, un migliore benessere dei pesci e una minore mortalità di quest’ultimi.

E pensare che le tartarughe robot erano state sviluppate all’Università della Tecnologia di Tallinn in Estonia originariamente con lo scopo di applicarle all’archeologia subacquea: in particolare avrebbero dovuto indagare i relitti e i reperti sul fondo del mare, per questo era stato progettato come un robot piccolo e molto manovrabile, caratteristiche che si sono rivelate più che utili anche per questa nuova applicazione.

 

 

Silvia De Stefano

Silvia De Stefano a.k.a. silviads

Laureata in Fisica, dottorata in Scienze dei Materiali. Mi sono occupata per quasi 10 anni di ricerca scientifica nell'ambito della biofisica. Attualmente insegno fisica e matematica nella scuola secondaria superiore e collaboro con la casa editrice De Agostini per la realizzazione di libri di testo. Ho un master in Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale della Scienza conseguito all'Università di Ferrara. Sono stata per otto anni vice presidente di Scientificast, blog e primo podcast indipendente scientifico in Italia. Sono multitasking di natura: non mi sono mai occupata di sola scienza, anche se, forse per deformazione mentale, la vedo un po' in tutto quello che ho intorno. Amo il mare, il cake design e tutte le persone con mentalità aperta e che non si arrendono davanti alle difficoltà.
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sabato 4 aprile 2020 - 14:48
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