Curiosity si scatta un selfie prima dell’arrampicata da record

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23 Marzo

Il rover marziano Curiosity si scatta un nuovo selfie prima dell’arrampicata da record che l’ha portato in cima al Frontone di Greenheugh, il terreno più ripido che abbia mai scalato.

Ormai ci dovremmo essere un po’ abituati ai selfie del rover Curiosity Mars, eppure, hanno sempre un fascino incredibile.

Dopo l’ultimo incredibile panorama ad alta risoluzione che ci ha regalato un paio di settimane fa, arriva un selfie che è stato scattato lo scorso 26 febbraio 2020 (il 2.687 ° giorno marziano, o sol, della missione) prima che il rover si cimentasse in una salita da record.

Lo strato di roccia nella parte superiore dell’immagine è il Frontone di Greenheugh, che Curiosity ha scalato poco dopo aver scattato l’immagine e stabilendo il record per il terreno più ripido che abbia mai percorso.

L’intero selfie è un panorama a 360 gradi ottenuto dall’unione di 86 immagini trasmesse sulla Terra. Il selfie cattura il rover a circa 3,4 metri sotto rispetto al punto in cui è salito sul frontone.

Curiosity ha poi effettivamente raggiunto la cima del pendio il 6 marzo scorso (2.696 ° giorno marziano, o sol, della missione).

Per scalare la collina il rover si è dovuto inclinare fino a 31 gradi, raggiungendo così il suo record personale e rimanendo sotto di appena un grado rispetto all’inclinazione di 32 gradi stabilita nel 2016 del rover Opportunity che ora è però inattivo.

Le arrampicate di Curiosity e l’inclinazione massima a cui può spingersi

Dal 2014, Curiosity si è arrampicato sul monte Sharp, una montagna alta 5 chilometri al centro del cratere Gale. Gli operatori Rover presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA nella California meridionale progettano attentamente ogni manovra per assicurarsi che Curiosity sia al sicuro. Il rover non corre mai il rischio di inclinarsi così tanto da ribaltarsi: il sistema di ruote a bilanciere gli consente di inclinarsi fino ad addirittura 45 gradi in sicurezza. Possiamo quindi attenderci un altro record.

Ma come fa a scattarsi i selfie?

Doug Ellison, un operatore di Curiosity presso il JPL, ha dichiarato che una delle domande più frequenti che ricevono è proprio come faccia Curiosity a scattarsi i selfie che conclude quindi dicendo:

Abbiamo pensato che il modo migliore per spiegarlo a tutti sarebbe stato proprio quello di lasciare che il Rover stesso lo mostrasse a tutti

Prima della salita, Curiosity ha usato le videocamere di navigazione in bianco e nero situate sul suo albero per registrare, per la prima volta, un breve video che documenta come funzioni il suo “selfie stick” (NASA / JPL-Caltech).

 

 

Per i selfie Curiosity utilizza la stessa videocamera pensata per l’obiettivo principale della missione ossia studiare se l’ambiente marziano potesse o no sostenere almeno la vita microbica miliardi di anni fa. Tale strumento è la Mars Hand Lens Camera, o MAHLI, situata proprio nella torretta all’estremità del braccio robotico.

Questa fotocamera può offrire una vista ravvicinata di granelli di sabbia e trame rocciose, analogamente a come una lente di ingrandimento portatile aiuterebbe a guardare in maniera più dettagliata parti del terreno oggetto di studio.

Per questo motivo non è sufficiente un solo scatto. MAHLI è in grado di coprire solo una piccola area: occorrono molte immagini e posizioni del braccio per catturare completamente il rover e i suoi dintorni, in questo caso sono state scattate addirittura 86 immagini.

 

 

Silvia De Stefano

Silvia De Stefano a.k.a. silviads

Laureata in Fisica, dottorata in Scienze dei Materiali. Mi sono occupata per quasi 10 anni di ricerca scientifica nell'ambito della biofisica. Attualmente insegno fisica e matematica nella scuola secondaria superiore e collaboro con la casa editrice De Agostini per la realizzazione di libri di testo. Ho un master in Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale della Scienza conseguito all'Università di Ferrara. Sono stata per otto anni vice presidente di Scientificast, blog e primo podcast indipendente scientifico in Italia. Sono multitasking di natura: non mi sono mai occupata di sola scienza, anche se, forse per deformazione mentale, la vedo un po' in tutto quello che ho intorno. Amo il mare, il cake design e tutte le persone con mentalità aperta e che non si arrendono davanti alle difficoltà.
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lunedì 23 marzo 2020 - 15:28
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