I data center consumano meno energia di quanto si pensi

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28 Febbraio

Un’analisi nuova e completa pubblicata su Science rivela che i data center consumano meno energia di quanto si pensi.

Se il mondo utilizza sempre più dati, allora deve usare sempre più energia. Sembrerebbe logico ma non è così e lo rivela uno studio pubblicato su Science dove si osserva che i data center consumano meno energia di quanto si pensi.

I massicci guadagni di efficienza da parte dei data center hanno mantenuto il consumo di energia pressoché invariato.

I ricercatori della Northwestern University, del Lawrence Berkeley National Laboratory e di Koomey Analytics hanno sviluppato fino a oggi il modello più dettagliato dell’uso globale dei data center. Con questo modello, i ricercatori hanno scoperto che, sebbene la domanda di dati sia aumentata rapidamente, negli ultimi dieci anni i massicci guadagni di efficienza da parte dei data center hanno mantenuto il consumo di energia pressoché invariato.

Tale modello offre una visione più completa dell’uso di energia per i dati, consentendo ai ricercatori di formulare raccomandazioni strategiche per una migliore gestione futura.

Sebbene i progressi compiuti in termini di efficienza storica dai data center siano notevoli, i nostri risultati non significano che l’industria IT e i responsabili politici possano riposare sugli allori

ha affermato Eric Masanet che ha guidato lo studio ed è professore di Scienze della sostenibilità per le tecnologie emergenti all’Università della California, Santa Barbara.  Lo stessi aggiunge:

Riteniamo che il potenziale di efficienza residua sia sufficiente per durare ancora diversi anni. Ma la domanda sempre crescente di dati significa che tutti, compresi i responsabili delle politiche, operatori di data center, produttori di apparecchiature e consumatori di dati, devono intensificare gli sforzi per evitare un possibile aumento del consumo di energia alla fine di questo decennio

Poiché il mondo fa sempre più affidamento su tecnologie ad alta intensità di dati, l’utilizzo di energia dei data center è una preoccupazione crescente.

Analisi precedenti e meno dettagliate avevano previsto una rapida crescita del consumo di energia di queste cruciali strutture informatiche su cui si basa il nostro mondo. L’errore che era stato compiuto però è stato quello di non considerare pienamente i progressi dell’efficienza di funzionamento delle macchine compiuti dall’industria. Quando includiamo quel pezzo mancante, emerge un quadro diverso dei nostri stili di vita digitali.

Un quadro più completo ora che tiene conto di dati provenienti da numerose fonti

I ricercatori hanno quindi integrato nuovi dati provenienti da numerose fonti, tra cui informazioni sugli stock di apparecchiature dei data center, tendenze di efficienza e struttura del mercato. Il modello risultante consente un’analisi dettagliata dell’energia utilizzata dalle apparecchiature (come server, dispositivi di archiviazione e sistemi di raffreddamento) e diviso per tipo di data center (inclusi cloud e centri di iperscaling) e per regione del mondo.

La conclusione è che i recenti incrementi di efficienza realizzati dai data center sono stati probabilmente molto maggiori di quelli osservati in altri importanti settori dell’economia globale.

Rilasciando il modello, il team spera di ispirare ulteriori ricerche sull’argomento. I ricercatori hanno anche tradotto i loro risultati in tre tipi specifici di politiche che possono aiutare a mitigare la crescita futura nell’uso dell’energia, spingendo i responsabili politici ad agire ora e che sono i seguenti:

  1. Prolungare la vita delle attuali tendenze dell’efficienza rafforzando gli standard energetici IT come ENERGY STAR, fornendo incentivi finanziari e diffondendo le migliori pratiche di efficienza energetica;
  2. Aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo nelle tecnologie di elaborazione, stoccaggio e rimozione del calore di prossima generazione per mitigare il consumo futuro di energia, incentivando al contempo l’approvvigionamento di energie rinnovabili per mitigare le emissioni di carbonio in parallelo;
  3. Investire in attività di raccolta, modellizzazione e monitoraggio dei dati per eliminare i punti ciechi e consentire decisioni più solide sulla politica energetica dei data center.

 

Silvia De Stefano

Silvia De Stefano a.k.a. silviads

Laureata in Fisica, dottorata in Scienze dei Materiali. Mi sono occupata per quasi 10 anni di ricerca scientifica nell'ambito della biofisica. Attualmente insegno fisica e matematica nella scuola secondaria superiore e collaboro con la casa editrice De Agostini per la realizzazione di libri di testo. Ho un master in Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale della Scienza conseguito all'Università di Ferrara. Sono stata per otto anni vice presidente di Scientificast, blog e primo podcast indipendente scientifico in Italia. Sono multitasking di natura: non mi sono mai occupata di sola scienza, anche se, forse per deformazione mentale, la vedo un po' in tutto quello che ho intorno. Amo il mare, il cake design e tutte le persone con mentalità aperta e che non si arrendono davanti alle difficoltà.
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venerdì 28 febbraio 2020 - 12:47
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