Henneguya salminicola: il primo organismo che non respira

Henneguya salminicola: il primo organismo che non respira

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25 Febbraio

Si chiama Henneguya salminicola, è un parassita ed è l’unica forma di vita sulla Terra che non respira.

Si potrebbe dire che è solo un parassita, ma in realtà ha lasciato letteralmente “senza fiato” i ricercatori: si chiama Henneguya salminicola e, a oggi, è il primo organismo conosciuto sulla Terra che non respira.

Tutte le altre forme di vita multicellulari conosciute di cui gli scienziati hanno sequenziato il DNA possiedono alcuni geni respiratori ma H. salminicola non ha nemmeno quelli, proprio non respira.

Un’analisi microscopica e genomica della creatura ha rivelato che, a differenza di tutti gli altri animali conosciuti, questo parassita non ha un genoma mitocondriale, la piccola ma cruciale porzione di DNA immagazzinata nei mitocondri di un animale che include i geni responsabili della respirazione.

L’assenza di DNA mitocondriale è una novità biologica.

Sappiamo che esistono adattamenti che consentono ad alcuni organismi di prosperare in condizioni di basso ossigeno o ipossico. Alcuni organismi monocellulari hanno sviluppato organelli correlati ai mitocondri per il metabolismo anaerobico; ma la possibilità di vivere in maniera totalmente anaerobica è stata oggetto di un dibattito scientifico, ma ora è realtà incontrovertibile.

Questo parassita è un cnidario, appartenente allo stesso phylum di coralli, meduse e anemoni. H. salminicola potrebbe aver avuto qualche somiglianza con i suoi antenati gelatinosi, ma si è gradualmente evoluto perdendo gran parte del genoma originale delle meduse, ma conservando una struttura complessa che ricorda le cellule pungenti delle meduse.

Ha perso i loro tessuti, le loro cellule nervose, i loro muscoli, tutto

ha spiegato a Live Science la coautrice dello studio Dorothée Huchon, una biologa evoluzionista dell’Università di Tel Aviv in Israele che conclude

E ora scopriamo che ha perso la capacità di respirare

 

Tale caratteristica deve per forza rappresentare un vantaggio per questa specie, ma occorre ancora far maggiore chiarezza per comprendere diverse anomalie che sono state evidenziate nella sua evoluzione.

Oltre al fatto che non respira questo parassita sembra anche viaggiare in direzione opposta per quello che riguarda l’evoluzione.

Si pensa sempre che gli animali siano organismi pluricellulari con molti geni che si evolvono per essere sempre più complessi“, dice Huchon. “Qui vediamo un organismo che va completamente nella direzione opposta. Si sono evoluti per essere quasi unicellulari”.

Per aggrapparsi al suo ospite il parassita usa dei pungiglioni, un adattamento evolutivo dalle esigenze delle meduse viventi a quelle del parassita, che assomigliano a degli occhi nella parte più tondeggiante e che sono ben visibili nell’immagine sottostante.

 

 

H. salminicola è relativamente benigno ma altri parassiti della stessa famiglia hanno infettato e spazzato via interi stock ittici, in pratica costituiscono una minaccia sia per i pesci che per i pescatori commerciali da qui l’interesse nello studiarli.

Questa scoperta aiuterà la pesca ad adattare le proprie strategie per affrontare il parassita

Il parassita è innocuo per l’uomo ma rappresenta un notevole fastidio per i commercianti in quanto nessuno vuole comprare un salmone pieno di piccole meduse strane. Ma come fa H. salminicola ad acquisire energia se non respira? 

I ricercatori non lo sanno con precisione. Secondo Huchon, altri parassiti simili hanno proteine ​​che possono importare ATP (la molecola cardine dei processi energetici all’interno della cellula e che viene prodotta dalla respirazione) direttamente dai loro ospiti infettiH. salminicola potrebbe fare qualcosa di simile, ma per scoprirlo sarà necessario procedere ad ulteriori studi del genoma di questo bizzarro organismo.

Nel frattempo possiamo usare la nostra immaginazione e pensare a futuristici nuovi organismi che, come gli Xenobot, sono veri e propri miscugli tra robot ed esseri viventi  e addirittura, alla luce di questa nuova scoperta, potrebbero anche non aver necessità di respirare.

 

 

Silvia De Stefano

Silvia De Stefano a.k.a. silviads

Laureata in Fisica, dottorata in Scienze dei Materiali. Mi sono occupata per quasi 10 anni di ricerca scientifica nell'ambito della biofisica. Attualmente insegno fisica e matematica nella scuola secondaria superiore e collaboro con la casa editrice De Agostini per la realizzazione di libri di testo. Ho un master in Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale della Scienza conseguito all'Università di Ferrara. Sono stata per otto anni vice presidente di Scientificast, blog e primo podcast indipendente scientifico in Italia. Sono multitasking di natura: non mi sono mai occupata di sola scienza, anche se, forse per deformazione mentale, la vedo un po' in tutto quello che ho intorno. Amo il mare, il cake design e tutte le persone con mentalità aperta e che non si arrendono davanti alle difficoltà.
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martedì 25 febbraio 2020 - 18:45
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