Godzilla e altri kaiju: Guida ai mostri giganti del cinema
RECENSIONE

Godzilla e altri kaiju: Guida ai mostri giganti del cinema

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20 Febbraio

Sono decine, colossali, inarrestabili, figli delle radiazioni atomiche, esattori della Natura che vengono a pignorarci la Terra. Il loro habitat naturale è il grande schermo, il loro campo da gioco le nostre città. Sono i kaiju, i mostri giganti del cinema esaminati nella guida Godzilla e altri kaiju di Jason Barr.

Godzilla è sicuramente il più famoso, la sua sagoma colossale che svetta sulle case mentre abbatte la Tokyo Tower è così famosa che è impossibile visitare la capitale giapponese senza immaginare la scena.

Godzilla in Giappone, e non solo, è un caposaldo della cultura popolare, i suoi creatori hanno saputo mettere in scena nei suoi film la critica ai pericoli della proliferazione nucleare nell’unica nazione al mondo che ha subito due attacchi nucleari.

Il messaggio è semplice: l’uomo si è montato la testa e si è messo a pasticciare con qualcosa di più grande di lui? Benissimo, ci pensa la Natura a rimetterlo al suo posto generando un abominio alto più di un palazzo che ha il solo scopo di radere al suole le città, emblema di modernità e civiltà, di cui tanto gli uomini vanno fieri.

Ma Godzilla è solo il più famoso, l’elenco di kaiju e dei mostri giganti comparsi al cinema è lungo, anzi lunghissimo. Per trattarli tutti, dando a ognuno la giusta attenzione, Jason Barr, l’autore di Godzilla e altri kaiju (Odoya edizioni) ha avuto bisogno di più di 300 pagine fitte di riferimenti e citazioni che faranno di sicuro la felicità gli appassionati di cinema e di mostri.

Usciti dalla stazione di Shinjuku, a Tokyo, camminando per cinque minuti circa in direzione est, ci si imbatte nel Toho Building, un palazzo come tanti se non fosse per la gigantesca testa di Godzilla che spunta minacciosa dal tetto. La sera è uno spettacolo particolarmente suggestivo.

 

 

 

Il cinema dei mostri giganti

Showa, Heisei e Millennium sono le tre fasi in cui si è sviluppato il cinema dei mostri come lo conosciamo noi oggi.

La Showa è l’epoca dello stop motion e degli attori in maschera da mostro che devastano modellini di Tokyo. Si apre con il primo Godzilla (1954) e si chiude con la fine degli anni 70. In questa fase gli studi della Toho hanno sviluppato non solo il franchise legato al kaiju protagonista, ma hanno anche creato e sfruttato tutta una serie di spin-off legati ai vari mostri alleati e nemici di Godzilla.

 

Un incontro ravvicinato con King Ghidorah Un incontro ravvicinato con King Ghidorah

 

Strada facendo i (tanti) film prodotti hanno assunto un tono sempre più “per famiglie” abbandonando l’atmosfera apocalittica e drammatica degli esordi. Questa fase si chiude con un Godzilla con grandi occhi da cucciolo, amico dei bambini.

Il periodo Heisei, dagli inizi degli anni Ottanta fino al 1998, sono segnati dal tracollo finanziario della Toho che vende la licenza relativa a Godzilla a TriStar Films. Godzilla in questa fase diventa più aggressivo, compare in film dal budget limitato ma, ciononostante, gli effetti speciali migliorano, sono meno artigianali.

L’Heisei è il periodo delle contrapposizioni, Godzilla sfida SpaceGodzilla, poi Destoroyah e altri avversari per un totale di sette film.

L’ultimo periodo, l’era Millennium, comincia nel 1999 e arriva fino ai giorni nostri tra alti e bassi a dimostrazione del fatto che i kaiju, nonostante tutto, non sono mai passati di moda.

Gli yokai, mostri del folclore giapponese, hanno inspirato molti kaiju. Kumonga, per esempio, è un gigantesco ragno che intrappola le sue vittime nella sua ragnatela più o meno come tsuchi gumo. Re Sisar, un ibrido bipede tra leone e cane, è un protettore che viene risvegliato da un canto che invoca il suo aiuto, ricorda lo shisi (o komainu), un cane/leone che si ritrova spesso a protezione dei templi buddisti.

 

 

La Guida

Jason Barr è professore associato al Blue Ridge Comunity College, in Virginia, dove insegna letteratura inglese. Studia come la politica e le questioni contemporanee si riflettono sul cinema e nella cultura pop, era quindi inevitabile che si trovasse ad affrontare il fenomeno kaiju e i mostri giganti.

E se la cava piuttosto bene.

 

Mothra, una farfalla gigante, è uno dei più famosi avversari di Godzilla Mothra, una farfalla gigante, è uno dei più famosi avversari di Godzilla

 

Godzilla e altri kaiju è una guida godibilissima, mai pedante, ben scritta e piacevole da leggere. Il volume è arricchito da un corposo apparato iconografico molto curato che, forse, in alcune parti avrebbe meritato la stampa a colori per essere goduto appieno. Di certo è un volume che non può mancare nella libreria di un appassionati di kaiju e di cinema.

 

 

Andrea Cattaneo

Andrea Cattaneo a.k.a. Andrea Cattaneo

Il papà di Niccolò e Bianca, e anche un appassionato di fantascienza, design e cultura giapponese. Autore di romanzi di fantascienza (Uomini e lupi per Delos Digital), light novel (Loser per Linee Infinite) e racconti. Finalista del Premio Mondadori Urania 2018. Maggiori info su andreacattaneo.eu
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giovedì 20 febbraio 2020 - 10:24
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