Il disastro delle primarie democratiche in Iowa ci spiega perché è meglio tenere lontana la tecnologia dalle elezioni

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5 Febbraio 2020

Le primarie democratiche in Iowa sono andate male. Nel senso che mentre scriviamo questa news non sono ancora usciti i risultati ufficiali e non si sa chi abbia vinto.

In Iowa i democratici votano attraverso lo strumento del caucus, che è decisamente più peculiare delle primarie tradizionali.

Un’anomalia, contando che in genere vengono comunicati a poche ore dalla chiusura del voto. In Iowa i democratici votano attraverso lo strumento del Caucus, che è decisamente più peculiare delle primarie tradizionali. Gli iscritti al partito si riuniscono in vere e proprie assemblee, dove viene dato ampio spazio al dibattito.

I volontari prendono la parola cercando di convincere gli altri iscritti a votare per il candidato che sostengono. Dopodiché si tiene una prima votazione preliminare, a cui ne seguono delle altre: i candidati che ottengono meno del 15% dei consensi vengono eliminati.

In genere il partito comunica sia il risultato finale, dove i voti vengono concentrati sui pochi candidati sopravvissuti alla prima scrematura, sia il dato del primo voto, che dovrebbe fornire una fotografia più fedele sul consenso ricevuto da ciascuno dei candidati.

L’Iowa è il primo Stato dove si vota, ma per la sua demografia non è granché rappresentativo dell’elettorato generale degli USA, tant’è che chi vince in Iowa non necessariamente finisce per andare bene nelle primarie degli altri Stati, che si tengono nelle settimane e nei mesi successivi.

Quest’anno però si è messo di mezzo un ostacolo tecnologico: i democratici hanno usato una nuova app per facilitare la trasmissione dei risultati del voto tra ciascuno dei caucus e la segreteria del partito.

Peccato che i dati che sono arrivati alla sede centrale dei Dem erano palesemente sballati.

Dopo un primo trambusto creato dal palese ritardo nella comunicazione del candidato vincitore nello Stato, il partito ha ammesso che c’è stato un imprevisto. A quanto pare l’app aveva un problema di coding:

While the app was recording data accurately, it was reporting out only partial data. We have determined that this was due to a coding issue in the reporting system

ha detto Troy Price, a capo della segreteria della sezione statale del Partito Democratico.

Il problema sarebbe già stato identificato e risolto, mentre il risultato delle elezioni dovrebbe venire comunicato tra poche ore. Il candidato Peter Buttigieg ha già annunciato la sua vittoria, ma essendo il risultato non ancora ufficiale sarebbe un azzardo dare credito alle sue dichiarazioni in questa fase.

Secondo quanto riportato dall’Huffington Post, i democratici avevano usato un’app anche per registrare e comunicare i voti del Caucus di 4 anni fa, ma in quella occasione non c’erano stati problemi. L’app usata nel 2016 era stata in parte realizzata da Microsoft (che, tra le tante cose, offre anche diversi servizi dedicati ai partiti e alle non-profit). Quest’anno è stata usata un’app pagata appena 60mila dollari, una cifra piuttosto esigua per un software chiamato a svolgere un compito così delicato.

 

 

Alcuni scrutatori non sarebbero nemmeno riusciti ad accedere all’app, mentre altre assemblee hanno deciso di non usarla nemmeno, comunicando i risultati del voto alla segreteria nella maniera tradizionale.

 

 

 

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mercoledì 5 febbraio 2020 - 11:55
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