Recensione Cthulhu: Death May Die

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2 anni fa

10 minuti

Divinità antediluviane abbattute a colpi di pallettone, cultisti malmenati e mostri siderali affrontati a suon di mazza da baseball: questa settimana si va nel mondo di Lovecraft con Cthulhu: Death May Die ma nulla è come ce lo aspetteremmo

Ormai i giochi in tema lovecraftiano abbondano e per chi come me ne ha provati decine, essere sorpreso da un titolo del genere è la vera novità. Però quando su un gioco ci si mettono a lavorare con le loro manine da Re Mida sia Eric Lang (Blood Rage, Rising Sun…) che Rob Daviau (Betrayal at the House on the Hill, Pandemic Legacy…) è impossibile non darci almeno una sbirciata.

Quello che ho trovato dentro la scatola targata Asmodee è nitroglicerina shackerata per bene, con le tematiche lovecraftiane ribaltate su se stesse e con gli investigatori che decidono una volta tanto di prendere l’iniziativa e diventare da preda a cacciatore.

Benvenuti a Cthulhu: Death May Die, dove pallottole ce n’è per tutti, Grandi Antichi inclusi.

 

 

 

 

 

Anche la Morte può morire male

Giocatori: 1-5
Categoria: Medium
Durata media: 2h

Cthulhu: Death May Die è un frenetico gioco per 1-5 giocatori dove un gruppo di investigatori dovrà cercare il modo di fermare un rituale nelle più classiche ambientazioni lovecraftiane. A differenza delle classiche storie sui Grandi Antichi, però, questa volta i nostri investigatori non si faranno problemi a distribuire piombo e pugni in bocca a cultisti e creature ultradimensionali, ribaltando la logica delle storie di Lovecraft che vede gli essere umani come vittime inermi di poteri astrali.

Dentro la confezione troveremo sei Capitoli, ognuno dei quali può essere giocato con uno dei due Grandi Antichi presenti nella confezione (Cthulhu ed Hastur). Lo scenario indicherà ai giocatori quali sono le condizioni di vittoria, quali sono le tessere mappa da utilizzare e quali sono i nemici che dovremo affrontare. Il Grande Antico scelto, invece, andrà ad influenzare cosa succederà man mano che avanzeremo sul Tracciato Evocazione e quali suoi seguaci verranno a farci compagnia sul tabellone.

 

Cthulhu ci osserva beffardo dal tracciato evocazione, pronto a venire sulla terra e menarci come si comanda

 

Ogni giocatore controllerà un personaggio con una serie di abilità che avrà modo di potenziare man mano che aumenterà il suo livello di Follia

Ogni giocatore controllerà un personaggio con una serie di abilità che avrà modo di potenziare man mano che aumenterà il suo livello di Follia. Avrà inoltre i punti Salute (che indicheranno quanti sono i danni che può subire prima di lasciarci la pelle), i punti Tensione (una risorsa che permetterà di ritirare qualsiasi dado o che possono essere spesi per compiere certe azioni) ed una Carta Follia assegnata casualmente ad inizio partita, che ci indicherà un’abilità obbligatoria che si attiverà per quel personaggio ogni volta che avrà superato determinati livelli di Follia.

Ogni turno un giocatore dovrà prima i tutto effettuare fino a tre azioni con il suo personaggio. Le azioni ci permettono di muoverci, attaccare, riposarci recuperando le energie o scambiare le Risorse in nostro possesso con i nostri compagni vicini. Inoltre, ogni Episodio avrà alcune azioni speciali necessarie a portare a compimento la missione.

Una volta compiute le azioni si passa alla Fase Miti, dove dovremo pescare una carta Mito e risolverla; in genere si tratta di brutte notizie per noi e pescare troppe carte con il simbolo di evocazione farà avanzare il Grande Antico sul suo Tracciato Evocazione. Se il nostro Investigatore avrà finito il turno in compagnia di un nemico, il nemico ci attaccherà; se invece saremo da soli potremo cercare in tutta tranquillità delle Risorse che ci aiutino pescando dal mazzo Risorse.

 

I tentacolini sulla scheda indica che abilità abbiamo sbloccato e da soli fanno guadagnare un punto in più a tutto il gioco

 

Man mano che il Grande Antico avanzerà sul Tracciato Evocazione, la sua comparsa si farà sempre più vicina e si aggiungeranno effetti negativi alla fine di ogni turno

Man mano che il Grande Antico avanzerà sul Tracciato Evocazione, la sua comparsa si farà sempre più vicina e si aggiungeranno effetti negativi alla fine di ogni turno. Il nostro scopo è cercare di renderlo vulnerabile e sconfiggerlo, quindi fermare il rituale (nella maniera che viene spiegata in ogni Capitolo) è solo metà dell’opera. Se il Grande Antico dovesse arrivare in fondo al tracciato prima che voi abbiate fermato il rituale, non vi preoccupate, sarà lui a venire da voi. Infatti, in quel caso la divinità verrà evocata lo stesso ma sarà invulnerabile ai vostri attacchi fino a quando non avrete bloccato il rituale. È il momento di darsi una mossa, che ne dite?

La partita finirà con la vittoria dei giocatori se riusciranno a soddisfare tutti i prerequisiti di vittoria e sconfiggere il Grande Antico. Se un Investigatore dovesse morire prima che il Grande Antico venga evocato, se dovessero morire tutti gli Investigatori una volta che il Grande Antico è stato evocato o se il segnalino evocazione dovesse raggiungere l’ottavo ed ultimo spazio del tracciato evocazione, la partita sarà persa ed il mondo sprofonderà nel caos primordiale portato da queste entità siderali. Robetta da nulla.

 

Un Byakhee osserva con soddisfazione babbo Cthulhu sullo sfondo, mentre noi giochiamo ai piccoli pompieri con fiamme ovunque

 

 

 

Pizze in faccia e colpo in canna

Cthulhu: Death May Die è un gioco che nasconde nella sua natura caotica e pulp un’impalcatura tattica di tutto rispetto. Un esempio sono le abilità Follia dei nostri personaggi, che sono tutte lame a doppio taglio: se sfruttate al momento giusto finiscono per essere un bonus mentre un’attivazione scoordinata ci porterà sicuramente alla rovina.

Questo è il filo conduttore delle partite che ci troveremo a fare, con le esplosioni e le botte da orbi che se non vengono adeguatamente controllate finiranno per sommergerci. Interessante anche la meccanica della Follia messa a confronto con la Tensione o la Salute. Mentre Tensione e Salute potranno aumentare e diminuire in base a come andranno gli scontri e quanto deciderete di riposare, la Follia andrà sempre, inevitabilmente ad aumentare.

Dato che è anche l’unico modo che avrete per sbloccare nuove abilità, tuttavia, dovrete sempre essere pronti a bilanciare una sana dose di Follia con quello che potete permettervi di subire in quel momento: siete disposti ad avvicinarvi alla vostra inevitabile dipartita per un po’ di potere in più?

 

Le miniature nella scatola sono davvero un’armata

 

L’atmosfera è una boccata d’aria fresca nel mondo dei Miti. Intendiamoci, le atmosfere lugubri e pericolose in stile Case della Follia o Arkham Horror sono sempre gradite, ma poter una volta tanto restituire ai Grandi Antichi un po’ della loro stessa moneta non è certo un lato negativo.

Quanti altri giochi vi permettono di prendere a ceffoni Cthulhu?

Per quanto riguarda i materiali, CMON ha deciso di strafare con miniature che oltre ad essere di ottima qualità sono anche gigantesche. I Grandi Antichi in particolar modo sono…beh, grandi.

Una volta evocato Cthulhu non saprete più dove metterlo sulla plancia. Unico difetto sono le linee di giunzione proprio di queste miniature più grandi, che per gli appassionati di modellismo che le volessero dipingere  impongono un lavoro certosino di lametta e Green Stuff.

 

Questo era uno degli add on della campagna Kickstarter, per intenderci. La statua, non la bambina ovviamente

 

 

 

Un tentacolo di traverso

Il fattore rigiocabilità mi vede abbastanza combattuto

L’atmosfera di questo gioco, proprio per la sua natura innovativa, non andrà invece giù ai fanatici del nostro tentacoluto amico. Non approcciatevi a Cthulhu: Death May Die aspettandovi un gioco investigativo dall’atmosfera lugubre o rimarrete delusi; questa è la sagra del pugno in bocca e un colpo di shotgun ben assestato ferma un rituale tanto quanto un incantesimo arcano.

Il fattore rigiocabilità mi vede abbastanza combattuto. Si hanno a disposizione sei scenari, che venendo rigiocati alternativamente con uno o l’altro Grande Antico vi potranno far provare fino a 12 combinazioni diverse. Se da una parte questo significa che ogni espansione con un nuovo Grande Antico (Asmodee ha già annunciato che Yog-Sothoth ed il Capro Nero dei Boschi si uniranno alla mischia anche in italiano, in un futuro non meglio specificato) permetterà di rigiocare gli scenari con strategie molto diverse, è anche vero che ognuno di questi scenari una volta giocato non lascia troppe sorprese.

Non metterò quindi la rigiocabilità nella colonnina dei contro, ma nemmeno in quella dei pro; in generale aspettatevi sei scenari molto diversi tra loro con la variabilità tra le diverse partite che deriva principalmente dal Grande Antico scelto e dalla combinazione Investigatore/Carta Follia.

 

Le miniature tendono a starci davvero strettine nella mappa, e certe volte sarete costretti a fare trenini transdimensionali

 

La reale pecca di Cthulhu: Death May Die risiede nelle lunghe attese tra un turno e l’altro.

La reale pecca di Cthulhu: Death May Die risiede nelle lunghe attese tra un turno e l’altro. La sequenza del turno ci mette un po’  a dipanarsi e quando si gioca col massimo numero di giocatori, cioè 5, è facile dover aspettare anche un quarto d’ora tra il proprio turno ed il turno successivo per via dei combattimenti e della risoluzione degli effetti.

Sopratutto i turni finali diventano molto meno scorrevoli, con una dose non indifferente di abilità e trigger vari da ricordare che rallentano un gameplay che fino a quando non entra in gioco il Grande Antico invece riesce a scorrere in maniera moderatamente fluida. Armatevi quindi di pazienza e tenete d’occhio la sequenza del turno una volta che Cthulhu o Hastur verranno a farvi visita, perchè dover applicare tutti i malus richiederà un po’ di sforzo mnemonico.

 

I personaggi della scatola base vanno dal “pittoresco” a “motherfucking Rasputin”

 

Cthulhu: Death May Die riesce a portare una ventata di freschezza in un’ambientazione (quella dei Miti di Lovecraft) che sinceramente ne aveva davvero un gran bisogno.

Sopra le righe, esplosivo e divertente, questo concentrato di adrenalina farà forse storcere il naso ai fanatici Lovecraftiani, ma vi gaserà incredibilmente mentre vi tufferete a capofitto in una spirale di follia ed armi da fuoco che gli anni ’20 non hanno mai visto prima.

Se vi sentite pronti a dare cazzotti a divinità transdimensionali e adorate l’odore della polvere da sparo a notte fonda, Cthulhu: Death May Die è un gioco che sicuramente non vi lascerà a bocca asciutta.

 

 

 

78
ME GUSTA
  • Componentistica molto bella, con miniature di grande effetto
  • Meccaniche interessanti ed esplosive
  • Una ventata d'aria fresca nel panorama lovecraftiano...
FAIL
  • ...che però potrebbe non andare a genio ai cultori del genere
  • Tanto downtime tra un turno e l'altro, sopratutto verso la fine di una missione
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