Il 2019 è stato l'anno più caldo per gli oceani

Il 2019 è stato l’anno più caldo per gli oceani

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14 Gennaio

I gas a effetto serra emessi dall’uomo hanno provocato un riscaldamento a lungo termine del pianeta e oltre il 90% del calore in eccesso viene immagazzinato negli oceani: lì si accumula e provoca aumenti di temperatura. Gli oceani sono il regolatore energetico principale della Terra e la misurazione della quantità di calore immagazzinata è uno dei modi migliori per quantificare il tasso di riscaldamento globale.

L’articolo recentemente pubblicato sulla rivista Advances in Atmospheric Sciences rivela come l’ultimo anno, il 2019, sia stato uno dei più caldi della storia per gli oceani del mondo.

l’Oceano Antartico ha assorbito la maggior parte del calore del riscaldamento globale dal 1970.

Attraverso una nuova metodologia di raccolta dei dati delle temperature è stato possibile ricostruirne l’andamento degli ultimi cinquant’anni. La maggior parte del calore è stato immagazzinato nell’Oceano Atlantico e nell’Oceano Antartico, dove in particolare per quest’ultimo si è visto che ha iniziato ad assorbire la maggior parte del calore del riscaldamento globale dal 1970.

Oltre il 90% del calore si accumula nell’oceano a causa della sua grande capacità termica e il riscaldamento rimanente si manifesta come riscaldamento atmosferico e scioglimento dei ghiacciai terrestri e marini.

L’aumento delle temperature nelle profondità marine e altre situazioni di stress causate dai cambiamenti ambientali oceanici comportano rischi elevati per la biodiversità e la pesca e causano perdite economiche.

Le conseguenze del surriscaldamento dei mari non è banale e le conseguenze possono essere diverse e catastrofiche.

L’aumento della temperatura degli oceani porta all’innalzamento del livello del mare, riduce l’ossigeno disciolto nell’oceano e influisce significativamente sulla vita marina in particolare sui coralli e su altri organismi sensibili alla temperatura.

Inoltre il calore crescente aumenta l’evaporazione e l’umidità nell’atmosfera più calda alimentando le forti piogge e favorendo le inondazioni: il ciclo idrologico e le condizioni meteorologiche diventano più estreme generando uragani e tifoni.

 

È uno dei motivi principali per cui la Terra ha subito crescenti incendi catastrofici in Amazzonia, California e Australia nel 2019 (estendendosi al 2020 per l’Australia).

 

Il riscaldamento degli oceani continuerà anche se la temperatura media globale dell’aria superficiale potrà essere stabilizzata come l’obbiettivo che ci si è posti nell’accordo di Parigi.

L’oceano così come altri elementi della natura sono lenti a rispondere e ad equilibrarsi e
continuano a cambiare la loro condizione anche dopo che l’elemento scatenante si è stabilizzato.

Ma, riducendo i gas serra il tasso di aumento della temperatura degli oceani potrà essere rallentato diminuendo i rischi per la sopravvivenza dell’uomo.

 

 

 

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martedì 14 gennaio 2020 - 10:24
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