Il leak di oltre 100.000 nuovi documenti rivela l'azione globale di Cambridge Analytica

Il leak di oltre 100.000 nuovi documenti rivela l’azione globale di Cambridge Analytica

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Dello scandalo Cambridge Analytica si è parlato soprattutto in relazione alle presidenziali USA del 2016. Meno nota l’attività dell’azienda nel resto del mondo. Un nuovo leak mostra come Cambridge Analytica abbia operato in oltre 68 Paesi, Italia inclusa.

Come ormai è ampiamente noto, Cambridge Analytica ha svolto un ruolo estremamente rilevante nell’elezione del 2016 fornendo al comitato per la elezione di Donald Trump diversi strumenti di profilazione e persuasione degli elettori.

Il lavoro di Cambridge Analytica si basava soprattutto sull’assunto che fosse possibile ascrivere gli elettori in diversi profili in qualche modo “archetipici”.
Identificando ogni elettore in uno di questi gruppi, CA è stata in grado di mostrare ad ognuno di loro un messaggio “personalizzato”

Identificando ogni elettore in uno di questi gruppi, CA è stata in grado di mostrare ad ognuno di loro un messaggio “personalizzato”, in grado di farsi forza delle paure, delle speranze e delle priorità più vicine al loro profilo psicologico, con una precisione senza precedenti.

Fin qua nulla di illegale (che non significa tuttavia “nulla di inquietante”). Il problema è che Cambridge Analytica è riuscita a creare una mappa degli elettori così precisa grazie all’acquisizione abusiva di un immenso dataset relativo ad 87 milioni di utenti Facebook.

A questo si aggiungono diverse altre condotte più o meno illegali e altrettanto moralmente borderline, di cui la stampa internazionale ha acquisito e divulgato ampia documentazione negli ultimi quattro anni.

 

 

La scorsa settimana un leak assolutamente non aspettato ha rivelato nuovi dettagli sulle pratiche interne di Cambridge Analytica

Passiamo alle novità. La scorsa settimana un leak assolutamente non aspettato ha rivelato nuovi dettagli sulle pratiche interne di Cambridge Analytica. Oltre 100.000 documenti riservati sono nelle mani dei leaker, alcuni sono già online, altri saranno divulgati nei prossimi mesi.

I documenti rivelano quella che il Guardian, a ragione, chiama una “infrastruttura usata per manipolare gli elettori su scala industriale”. La diffusione dei documenti, scrive sempre il The Guardian, è iniziata la notte di capodanno.

I documenti sono stati diffusi da un account Twitter anonimo chiamato @HindsightFiles.

 

I documenti comproverebbero la “longa manus” di Cambride Analytica in diverse elezioni di Paesi come la Malesia, il Kenya, l’Ucraina e il Brasile.

I documenti sarebbero poi collegati a Brittany Kaiser, l’insider che, dopo aver lavorato per anni all’interno dell’azienda con un ruolo di primo piano, avrebbe poi svolto un ruolo determinante nello smantellamento di CA, rivelando ai media e alle autorità giudiziarie il playbook  delle pratiche scorrette e illegali portate avanti dall’organizzazione negli anni. La stessa Brittany Kaiser è anche, non a caso, la protagonista del documentario Netflix “The Great Hack”.

Ora la presenza di questi nuovi documenti (di cui ignoriamo ancora in larga parte il contenuto) rivela quello che la stessa Kaiser aveva suggerito in più occasioni: le elezioni del 2016 sono solo la punta dell’iceberg dello scandalo Cambridge Analytica.

Rimane ancora da scoprire fin dove si estendevano i tentacoli dell’azienda che, vale la pena di ricordarlo, ha iniziato collaborando anche con il Pentagono e i Servizi di diversi Paesi occidentali.

 

The Guardian ha anche riportato diverse dichiarazioni interessanti di Christopher Steele, ex funzionario dell’MI6, i servizi segreti britannici.

Steele è stato a capo delle operazioni di Intelligence atte ad acquisire informazioni sui rapporti tra Trump e Russia — a suo tempo si parlava non a caso del fantomatico “Steele dossier”.

Secondo Steele, per quanto Cambride Analytica sia ormai morta e sepolta, i Governi di USA e Regno Unito non sono riusciti a punire con la giusta forza gli agenti dietro alla manipolazione degli elettorati dei due rispettivi Paesi. Questo non può che portare, sostiene l’ex MI6, al reiterarsi del problema nell’immediato futuro.

In una recente intervista Steele ha spiegato di ritenere che, sebbene non conosca ancora il contenuto del leak, la situazione non possa che peggiorare:

On our current trajectory these problems are likely to get worse, not better, and with crucial 2020 elections in America and elsewhere approaching, this is a very scary prospect. Something radical needs to be done about it, and fast.

La tesi di Steele è che sebbene Cambride Analytica sia fuori dai giochi, altri attori più subdoli e bravi a non farsi scoprire sarebbero ancora nella partita, avendo un gioco fin troppo facile nel continuare a violare la privacy dei cittadini occidentali al fine di manipolarli per scopi di disruption elettorale.

 

 

Nelle prossime ore saranno rivelati nuovi documenti, una intera release sarà dedicata ai rapporti tra Cambridge Analytica e John Bolton, ex consigliere della Casa Bianca neocon considerato uno dei più importanti e feroci falchi nelle politiche di interventismo militare americano.

 

 

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martedì 7 gennaio 2020 - 11:34
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