The Boys

2 anni fa

4 minuti

Adattare a schermo un’opera come The Boys non è per niente semplice. Se torniamo indietro al recente (ormai neanche tanto) passato, solo Zack Sneyder con il suo Watchmen, è stato in grado di portare sul grande schermo con un vero capolavoro, una delle graphic novel più controverse di sempre.

L’idea che i supereroi, smessi i panni pubblici, non siano poi così umanamente super, è un dibattito aperto da tanti autori. Cosa accadrebbe se Batman non fosse uno straordinario miliardario filantropo, ma in realtà poi si divertisse a sparlare dei poveracci che muoiono dopo il suo passaggio? E se IronMan facesse festini a base di minorenni, quando i riflettori sulla sua torre si spengono?

A queste domande prova a porre rimedio The Boys, adattamento televisivo che sarà disponibile su Prime Video dal prossimo 26 luglio e del quale abbiamo visto i primi due episodi in anteprima. In un mondo parallelo nel quale i supereroi sono pane quotidiani, e ormai vengono gestiti da una multinazionale che li mette letteralmente sotto contratto, l’idea è quella di narrare il tentativo dei The Boys, appunto, di smantellare questa gigantesca montagna di finto buonismo e di struggente patriottismo.

I The Boys sono un manipoli di uomini, donne, pazzi, criminali e mancati supereroi, che stufi dei soprusi e delle menzogne, si auto-gestiscono sotto l’egida della CIA, la prima agenzia ad aver fiutato il marcio.

Divisi come la nostra società tra supereroi di copertina e mezzecalzette non considerate, ciò che viene raccontato è un mondo nel quale il buono, se davanti ad una telecamera, non sarà mai onesto ed obiettivo.

E se IronMan facesse festini a base di minorenni, quando i riflettori sulla sua torre si spengono?

 

I primi due episodi, che fungono da introduzione a buona parte dei personaggi, e che ancora non vedono la nascita effettiva dei “Boys”, lanciano sul piatto una ricerca della violenza non indifferente, che si ritrova in un paio di scene chiave, tra cui un prologo potentissimo e scenicamente straordinario.

Difficile decretare se tutta la stagione possa mantenere il ritmo, soprattutto alla luce della consapevolezza degli eventi che seguono nel corso del fumetto, i quali raggiungono vette di cattiveria quasi inaudite.

Ciò che lascia ben sperare, è proprio la natura di serie televisiva “moderna”

Ciò che lascia ben sperare, è proprio la natura di serie televisiva “moderna”, slegata dai dettami del passaggio televisivo, dello slot pubblicitario e del bollino rosso. Certo sappiamo come questo non stia evitando il ridicolo raggiunto sovente da Netflix dal punto di vista degli accorgimenti “politically correct”, ma vogliamo provare a confidare in una Amazon che recentemente ci ha quasi sempre sorpresi in positivo con le sue produzioni originali.

 

 

Il cast è attualmente senza voto, non avendo la possibilità di giudicarne evoluzioni e reazioni, ma una menzione d’onore va chiaramente a Simon Pegg, che interpreta un affettuoso ma inetto padre del protagonista e al supereroe protagonista del secondo episodio, Translucent, che regala una performance particolare e impegnativa, fatta di voce e poca recitazione, legata tra l’altro a spazi stretti ed al nudo integrale.

Sono questi gli elementi che fanno comprendere come la serie voglia, almeno all’inizio, prendersi tutte le licenze e le libertà del caso. La chiusura di questa seconda frazione, a dirla tutta, risulta anche un importante messaggio a tutti coloro i quali si sentano protetti dalla “corazza” sociale che si sono creati.

Le tematiche risultano chiare ed importanti, ma non per questo meno riuscite o tediose.

Le tematiche risultano chiare ed importanti, ma non per questo meno riuscite o tediose. Importante sarà anche capire quanto la serie si manterrà fedele all’opera originale, il che non sempre risulta un’ottima scelta data la diversa natura dei medium, ma che mai come in questo caso coglie una nicchia di pubblico così affezionata, da dover camminare in punta di piedi su ogni singolo dettaglio e porzione di adattamento.

 

 

Fa piacere notare come nella straordinaria cornice della Casa del Cinema a Villa Borghese, The Boys sia stato l’apripista di una serie di nuovi appuntamenti romani con la presentazioni dei prossimi progetti di Amazon.

Questo non fa che darci speranza per una produzione florida ed interessante, che speriamo possa trovare un forte esponente già venerdì, proprio con The Boys.

Se il buongiorno si vede dal mattino, le premesse sono delle migliori!

 

 

 

 

The Boys arriva su Amazon Prime Video dal 26 luglio.

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