Sherlock

19
2 anni fa

7 minuti

L’ultima collana di giochi investigativi arrivata in casa MS Edizioni è Sherlock, un gioco investigativo che promette le emozioni di un’indagine in meno di 40 carte. Ci saranno riusciti?

Io e la mia ragazza stiamo discutendo ormai da un quarto d’ora. L’argomento non è chi debba fare i piatti o a chi tocchi portare fuori la spazzatura, ma qualcosa di più cruento. Stiamo discutendo da 15 minuti sulla natura delle ferite del cadavere trovato nella Tenuta Rockvalley.

Con le carte in tavola ci stiamo arrovellando, abbiamo mille piste in mente e siamo entrambi ben consapevoli che solo una di esse è corretta.

Decidiamo di seppellire l’ascia di guerra, aprire il questionario e rispondere alle domande che determineranno il nostro punteggio.

Tanto avremo tutto il tempo, finito il gioco, di rinfacciarci a vicenda le cose ovvie che l’altro non ha intuito.

 

 

 

Pipa, berretto
e lente d’ingrandimento

 

Gli indizi sulle carte sono di varia natura e spaziano dai referti del coroner, alle dichiarazioni rilasciate dai testimoni, alle foto della scena del crimine

Sherlock è l’ultimo gioco investigativo arrivato in casa MS Edizioni ed è una collana di casi, tutti indipendenti tra loro e di diversa difficoltà, che uscirà a cadenza periodica.

I materiali sono ultracompatti: nella confezione troviamo una trentina di carte, il regolamento e basta. Non che serva altro, nella piccola scatola c’è tutto il necessario per un gruppo di investigatori che va da 1 ad 8.

Le meccaniche sono estremamente semplici. Una volta letto il prologo (o ascoltato, dato che ogni caso include un codice QR con il link per ascoltare la versione audio dell’introduzione), i giocatori posizioneranno la carta col numero 1 sul tavolo e mescoleranno le altre senza guardarle.

Ogni giocatore pescherà 3 carte ed a turno ognuno avrà la possibilità di giocare o scartare una carta dalla sua mano, per poi pescare una carta dalla cima del mazzo.

Le carte giocate diventeranno informazioni disponibili a tutti: finchè sono in mano, si possono comunicare agli altri solo alcuni dettagli scritti sulle carte e sottolineati, mentre una volta in campo tutti potranno avere un quadro più completo.

Gli indizi sulle carte sono di varia natura e spaziano dai referti del coroner, alle dichiarazioni rilasciate dai testimoni, alle foto della scena del crimine e man mano che verranno giocate permetteranno agli investigatori di discutere e capire meglio la natura del caso.

Alla fine del gioco tuttavia ogni carta giocata ma non attinente al caso in nessun modo penalizzerà il gruppo togliendo punti. Quindi ogni giocatore avrà la possibilità di scartare una carta invece che giocarla, rimuovendola dal gioco; tuttavia, nessun dettaglio presente sulla carta scartata potrà essere citato prima della discussione finale. Leggete bene le carte che scartate, un indizio apparentemente inutile potrebbe rivelarsi fondamentale e solo la vostra memoria potrà aiutarvi.

Una volta finite le carte in mano a tutti i giocatori, ci sarà una fase di discussione finale in cui i detective cercheranno di capire qual è la loro teoria definitiva e terminata la discussione si procederà a compilare il questionario.

Il questionario è composto da una serie di domande a scelta multipla, dove ogni risposta corretta varrà 2 punti. Terminato il questionario potrete leggere la soluzione del caso, togliendovi un punto per ogni carta sbagliata che avete messo in campo.

Confrontando il vostro punteggio con quello sulla tabella saprete quanto siete andati bene e quanto vi avvicinate al signor Holmes.

Il livello di difficoltà “pipa, berretto e lente d’ingrandimento” a nostra insaputa significa “saranno cazzi amarissimi”

 

 

 

Grandi investigazioni
in un piccolo formato

 

Il prezzo permette ad un gruppo di amici che ha voglia di  investigazioni di spendere un euro a testa per una serata di divertimento.

Sherlock è sicuramente un prodotto interessante.

La categoria degli investigativi solitamente paga il fatto dell’essere prodotti “one shot” (quindi non rigiocabili) con lo scetticismo di chi, giustamente, si chiede se valga la pena spendere decine di euro per un gioco che una volta terminato non potrà essere riutilizzato.

Di solito si suggerisce di dividere la spesa tra gli interessati, ma l’ostacolo del trovare un gruppo di persone che vuole pagare per un gioco che poi dovrà tenersi qualcun altro e che non si è sicuri di poter sfruttare a fondo non è facile da superare.

In questo compartimento Sherlock riesce molto bene. Seppure il prezzo per ogni caso sia più elevato della media (ogni caso infatti costa 8€), offrirli singolarmente permette ad un gruppo di amici che ha voglia di soddisfare quel prurito da investigazione di spendere un euro a testa per una serata di divertimento.

Piuttosto conveniente, no? Una volta risolto il caso nessuno deve preoccuparsi di chi si porta a casa i restanti o di come organizzarsi per il ritrovo successivo: ogni caso è un’esperienza singola che non preclude un cambio di gruppo.

 

L’unica carta che si può mostrare, dato che viene posizionata ad inizio partita. Gli indizi sono di natura varia e vanno dagli appunti a pc a piantine del luogo ed immagini delle prove.

 

Plauso va al packaging. In un’epoca di Kallax piene, titoli mastodontici e scatole formato sarcofago, un gioco grande come una carta di credito e spesso un paio di centimetri è una gradita novità.

Poter dire “mi metto il gioco in tasca e lo porto alla grigliata tra amici” è un punto a favore che tutti quelli che sono costretti a portare borse su borse di giochi da tavolo ad ogni ritrovo potranno apprezzare. Il caso che ho avuto occasione di provare, “4 Luglio di Morte”, è stato molto tosto e ci ha dato filo da torcere.

Non entrerò nei particolari per non spoilerare, ma vi posso assicurare che ogni dettaglio è fondamentale e ragionare fuori dagli schemi non è solo consigliato ma è necessario per la soluzione. Una volta letta la soluzione tutti i tasselli del puzzle sono andati al loro posto ma lasciarsi limitare dalle cose che sembrano ovvie vi penalizzerà non poco.

 

Q System è il sistema di gioco che condividono tutti i casi, anche se ovviamente ambientazioni ed enigmi sono totalmente diversi tra loro.

 

 

 

Non troppo elementare, Watson

Il punto di forza di Sherlock, cioè le sue dimensioni estremamente portatili, è anche il suo punto debole. Nel pacchettino non c’è spazio per quegli indizi elaborati alla “Sherlock Holmes Consulente Investigativo”, solo le carte con gli indizi. Se anche si riesce a sopperire ai materiali minimal con un pizzico di immaginazione, un po’ di perplessità rimane per quanto riguarda la meccanica dello scartare gli indizi.

È necessario muoversi con attenzione fin dal primissimo turno o si rischia di andare irrimediabilmente fuori strada

Questo è molto penalizzante sopratutto nei primi turni, quando le piste di cui parlare scarseggiano e c’è il rischio di scartare la chiave di volta di tutto il caso senza nemmeno rendersene conto. Spesso è necessario fare voli pindarici per collegare cose tra loro apparentemente slegate ed ogni parola va pesata con cura.

Per carità, non mi aspetterei nulla di meno da un gioco che prende il nome dall’investigatore più famoso della storia, tuttavia è necessario muoversi con attenzione fin dal primissimo turno o si rischia di andare irrimediabilmente fuori strada.

 

C’è un numero limitato di foto che posso fare ad un gioco senza spoilerarlo, quindi beccatevi una silhuette di Sherlock.

Sherlock è un gioco che ho apprezzato, che mi ha posto davanti una sfida molto interessante e che onestamente mi ha battuto senza pietà.
Non serve essere Sherlock Holmes per capire che è un acquisto da provare ad occhi chiusi.

È il prodotto perfetto per chi vuole avere un’esperienza investigativa soddisfacente ma al tempo stesso contenuta nel costo e nelle dimensioni.

La promessa di uscire periodicamente con nuovi casi è molto intrigante e la semplicità e la variabilità del sistema promettono molti capitoli validi in futuro. Se sentite che tutte queste caratteristiche vi aggradano, non serve essere Sherlock Holmes per capire che è un acquisto da provare ad occhi chiusi.

Per tutti gli altri c’è il print and play gratuito disponibile per il download sul sito di MS Edizioni, per vedere in prima persona se pipa e berretto vi si addicono.

 

 

 

75
ME GUSTA
  • Una bella esperienza in formato tascabile
  • Casi intriganti e per niente banali
  • Costo estremamente contenuto
  • Disponibile una demo gratuita per capire se vi piace il genere senza acquistare il gioco
FAIL
  • Il formato tascabile limita la qualità degli indizi che si possono fornire
  • Un errore all'inizio dell'indagine vi può penalizzare in maniera significativa
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