U-Boot: un boardgame per veri lupi di mare

104
2 anni fa

11 minuti

Preparatevi a salpare sotto il livello del mare, perchè con U-Boot Cranio Creations ci catapulta nel mondo dei sottomarini della Seconda Guerra Mondiale!

All’orizzonte un mercantile sventola la bandiera inglese. L’Ufficiale ha tracciato la rotta, siamo invisibili con la luce del crepuscolo che nasconde la nostra sagoma che veloce guizza sott’acqua. Parte l’ordine, spariamo i siluri e mentre festeggiamo per il bersaglio colpito già ci prepariamo perchè sappiamo che le cariche di profondità arriveranno veloci e letali.

Avessimo voluto una vita semplice avremmo comprato un party game ed invece eccoci qui, a fissare lo smartphone che funge da periscopio pregando che la scorta del mercantile non ponga una prematura fine alla nostra partita, proprio sul più bello che abbiamo imparato le regole!

 

 

Immersione nel divertimento

U-Boot, riassunto in soldoni, è un boardgame collaborativo che mette i giocatori nei panni della ciurma di un sottomarino tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale (un U-Boot, giustappunto).

Ogni giocatore riceverà un incarico specifico che gli darà il controllo su alcuni dei membri dell’equipaggio e mansioni specifiche che dovrà svolgere in sintonia con gli altri per portare a termine la missione.

Una volta compiuto il nostro obiettivo o passato il tempo necessario verremo valutati in base alle nostre prestazioni e potremo capire se lo scenario è andato a buon fine o no.

 

Nemmeno l’immagine dimostrativa è in grado di far sembrare il gioco gestibile su un tavolo normale.

 

Questi ruoli si dividono così:

  1. Il Capitano: la mansione del Capitano è quella di coordinare le azioni all’interno del sottomarino. Sarà il Capitano a decidere la strategia da adottare in base alle informazioni che gli vengono fornite dagli altri giocatori ed è il responsabile dell’indicazione degli ordini all’Equipaggio, a tenere d’occhio il Tracciato del Morale e degli attacchi con i siluri. Si tratta di un ruolo non facile, perchè impone che il giocatore che lo interpreta sappia bene cosa devono fare tutti gli altri giocatori e sia in grado di capire quali sono le priorità per la buona riuscita della missione.
  2. Il Primo Ufficiale: il Primo Ufficiale è il secondo in comando dopo il Capitano ed il suo compito principale è tenere informato il resto dell’equipaggio del flusso di informazioni proveniente dall’app. Qui è necessario fare una piccola parentesi. Il gioco non è a turni bensì in tempo reale: è necessaria un’app per tener traccia di tutto, dalla posizione del sottomarino, alla sua velocità, alla sua profondità; inoltre ogni ordine dovrà essere aggiunto sul programma, che vi permetterà anche di attaccare con i cannoni ed i siluri.
  3. L’Ufficiale di Rotta: Il suo ruolo è di istruire il Capitano sulle manovre dell’U-Boot, la pianificazione della rotta strategica di transito, l’angolazione del sottomarino durante il contatto coi nemici e l’aggiornamento delle Mappe. Inoltre l’Ufficiale di Rotta dovrà occuparsi anche di sfamare l’equipaggio e degli Osservatori che permetteranno di vedere la situazione al di fuori del sommergibile.
  4. Il Direttore di Macchina: il compito del Direttore di Macchina è assicurarsi che il sommergibile sia integro e funzionante, gestisce le riparazioni ed inoltre manovra i motori e le casse di zavorra.

 

C’è tantissima carne al fuoco ed oltre al maestoso manuale di 50 pagine sarà necessario per il Capitano dare un occhio alla Guida Tattica inclusa nella confezione e per il Primo Ufficiale al tutorial presente nell’App che spiega nel dettaglio le funzioni di quest’ultima.

 

Adoro l’odore di inglesi che affondano la mattina presto.

 

Nella pratica, però, come si traducono tutte queste responsabilità? come si eseguono gli ordini?

Ogni ruolo ha a disposizione 8 marinai divisi su due turni di guardia, che sono rappresentati da 4 miniature poste sul gigantesco modello di U-Boot che torreggia in mezzo al tavolo (sul serio, parliamo di più di mezzo metro di cartone teutonico); ogni 6 ore passate nell’orologio di gioco le pedine di un giocatore si alterneranno a rappresentare il marinaio corrispondente del turno di guardia 1 o 2.

 

Il nostro affollato U-Boot fa la sua bella figura

 

Quando il Capitano dà un ordine devono essere presenti uno o più marinai con le icone richieste dall’ordine stesso.

Ogni marinaio ha assegnato due simboli che indicano le sue mansioni: c’è chi sarà un esperto silurista, chi sarà in grado di modificare la rotta col timone, chi è un asso col mitragliatore.

Quando il Capitano dà un ordine, perchè tale ordine sia eseguito nella sezione di sottomarino corrispondente devono essere presenti uno o più marinai con le icone richieste dall’ordine stesso; se non è così è necessario effettuare una Mobilitazione, che altro non è un’azione con cui tutti i giocatori possono muovere i loro marinai all’interno del sottomarino.

Ogni marinaio può essere attivato un numero limitato di volte per turno di guardia ed il Capitano ha un limite massimo agli ordini che può impartire prima di incorrere in una perdita di Morale; ne deriva che ogni mossa deve essere oculata e calcolata in maniera da non sprecare risorse ed essere sempre pronti ad intervenire in caso di qualche imprevisto.

 

“Imprevisto” in questo caso significa “siamo stati attaccati da una pattuglia aerea e tre dei nostri marinai adesso hanno ustioni di terzo grado”

 

Tutti i ruoli sono fondamentali, tanto che giocare in meno di 4 giocatori impone la distribuzione di più ruoli ai giocatori.

Si potrebbe pensare che un gioco con un ruolo chiamato “Capitano” soffra in maniera particolare di quaterbacking (avere un giocatore che dirige il gioco per tutti gli altri), tuttavia è un’affermazione vera solo a metà.

Se infatti spetta al Capitano prendere le decisioni sul grande schema delle cose, è solo perchè tutti gli altri ruoli sono impegnati costantemente nel cercare di gestire le risorse ed i minigiochi a loro destinati.

L’Ufficiale di Rotta, ad esempio, deve tenere d’occhio su una mappa nautica la posizione del sottomarino (siamo ben distanti dal GPS); il Primo Ufficiale dovrà occuparsi di gestire l’App ed in caso di una falla tocca al Direttore di Macchina tapparla quanto prima risolvendo un puzzle nel più breve tempo possibile. Tutti i ruoli sono fondamentali, tanto che giocare in meno di 4 giocatori impone la distribuzione di più ruoli ai giocatori.

 

Questi sono gli attrezzi dell’Ufficiale di Rotta e vi fanno capire perchè dividersi il lavoro sia fondamentale.

 

 

Cosa mi ha colpito…

U-Boot è riuscito in un obiettivo molto ambizioso: portare la simulazione dal mondo del videogame a quello del boardgame. I puristi del wargame si staranno stracciando vesti e capelli: la simulazione di eventi bellici è nostra prerogativa, stai ignorando anni di storia del boardgame per fare il filo alla novità del momento?!

U-Boot porta una dimensione della simulazione di guerra prima mai vista in un gioco da tavolo.

Mio immaginario quanto bellicoso amico, la risposta è no. U-Boot porta una dimensione della simulazione di guerra prima mai vista in un gioco da tavolo, dove al posto di comandare decine di squadre e mezzi in un’offensiva avremo a disposizione solo il nostro sottomarino ed il pugno di uomini che lo abitano.

Il focus molto più ristretto, l’inesorabile ticchettio dell’orologio, la gestione di risorse limitate da coordinare con altri 3 giocatori sono ciò che distingue U-Boot da un wargame; è un gioco fatto di scelte difficili, meccaniche complesse ed atmosfera salmastra, di vittorie esaltanti e di sconfitte catastrofiche.

 

Sarei curioso di vedere se ci sia una miniatura di un marinaio ubriaco in Supermarina!

 

U-Boot è un’esperienza ludica unica nel suo genere.

Una volta stabilito ciò che U-Boot non è, quindi, possiamo concentrarci su cos’è. U-Boot è un’esperienza ludica unica nel suo genere, una simulazione ben fatta che riesce appieno a calarci nell’equipaggio di un sottomarino impegnato nella caccia all’inglese.

Ovviamente mantiene molti elementi ludici ma una simulazione più approfondita probabilmente avrebbe costretto a rinunciare all’elemento del tempo reale (che è davvero fondamentale) o a trasformare U-Boot in un videogame piuttosto che in un boardgame.

I materiali sono davvero di grande impatto, dal gigantesco sottomarino in cartone che funge da mappa di gioco alle miniature dei marinai, tutto è studiato con cura e dà l’idea di un prodotto premium (che ad onor del vero il prezzo conferma).

Altro dettaglio che ho molto apprezzato è il poter settare la difficoltà per ogni giocatore in maniera differente: in questo modo anche un Capitano esperto potrà mettersi alla prova con una difficoltà maggiore mentre i neofiti al tavolo con lui avranno un accesso facilitato ad un gioco che comunque è ostico a primo impatto.

 

Le miniature dei cannoni e delle antenne radio sono un’aggiunta stilosa ma fragile

 

 

…e cosa mi ha affondato

Un elemento che ha suscitato subito la mia perplessità è l’app necessaria per giocare. Voglio che sia chiaro: in generale sono contrario alla necessità di dover utilizzare un’app nei miei giochi da tavolo.

In generale sono contrario alla necessità di dover utilizzare un’app nei miei giochi da tavolo.

La mia opinione è che l’esperienza di gioco debba essere quanto più possibile “Plug-and-Play” nei boardgame, con la possibilità di poter portare l scatola a casa e giocare senza bisogno di attrezzi non presenti nella scatola; al Modena Play ’19 ho dovuto rinunciare a testare un gioco perchè la companion app non ne voleva sapere di andare.

A questo si aggiunge il fatto che, nel caso ci fossero problemi con l’app ed essa dovesse scomparire dalla circolazione, ora mi ritroverei tra le mani una grossa scatola di cartone inutilizzabile.

In mezzo a tutta questa negatività, però, devo essere obiettivo fare i complimenti ad U-Boot: se tutte le companion app per i giochi da tavolo fossero così, avrei molti meno problemi con esse.

L’app funziona molto bene ed eccezion fatta per alcune sviste grammaticali l’ho trovata ben funzionante anche su un cellulare di fascia medio-bassa, senza scattare troppo anche mentre visualizza gli ambienti 3d. Se il trend di fare boardgames con companion app è destinato a continuare, spero perlomeno che l’app di U-Boot venga presa come esempio di un prodotto ben fatto.

 

L’app è fatta molto bene, ma non vado pazzo per l’idea delle companion app obbligatorie

 

Tralasciando la complessità di dover spiegare le 50 pagine di manuale a chiunque voglia approcciarsi al gioco (un male necessario, data la natura del gioco stesso), l’altro difetto che ho riscontrato è la totale assenza,a fronte di materiali appariscenti, di un inserto nella scatola che permettesse di tenerli fermi in maniera adeguata.

Non sto dicendo che vorrei poter lasciare l’intero sottomarino montato invece di dividerlo in tre (ci vorrebbe una bara per quello, visto che il modello è lungo più di mezzo metro) ma due ziplock in più non mi avrebbero certo dato fastidio.

In 3 giocatori funziona abbastanza bene ma è solo in 4 che potrete godere appieno di questo titolo

Infine, rimane da affrontare la questione del numero di giocatori. Sulla scatola c’è scritto che è possibile giocare da 1 a 4 giocatori, e sono sicuro che è tecnicamente possibile.

Tuttavia, quando ho provato a giocarlo in 2 giocatori, la confusione del gestire due ruoli in contemporanea ha parecchio azzoppato il gioco e non posso immaginare che la cosa in solitario vada meglio. In 3 giocatori funziona abbastanza bene ma è solo in 4 che potrete godere appieno di questo titolo.

 

“Ammiraglio, osservi in maniera molto attenta questo pezzo di muro col suo binocolo!”

 

U-Boot è un gioco che dividerà. Non perchè sia un gioco brutto o che funziona male, anzi, l’ho trovato avvincente con delle meccaniche complesse ma funzionali allo scopo che voleva raggiungere e nel complesso è un prodotto ottimo.

U-Boot dividerà perchè si butta a testa bassa nel mercato scardinando tante certezze e mettendo in crisi i preconcetti su come dovrebbe essere un gioco di simulazione, sul confine tra videogioco e gioco da tavolo, su cosa definisce un wargame.

Non è un gioco per tutti, sia chiaro: il costo e la mole delle regole lo rendono poco appetibile a chi non ha la certezza di poterlo portare al tavolo.

Non troverete però da nessun’altra parte un’esperienza così e se vi appassiona non potete lasciarlo sfuggire al vostro sonar!

 

76
ME GUSTA
  • Prodotto unico nel suo genere
  • Elasticità nel settaggio della difficoltà
  • Plance e materiali di grande impatto
FAIL
  • Dipendente da un'app
  • Scala molto male con 1 o 2 giocatori
  • Un inserto nella scatola sarebbe stato gradito
DBC 195: Shifting Stones, Sylvion, Cloudspire (parte 1), Glasgow
DBC 195: Shifting Stones, Sylvion, Cloudspire (parte 1), Glasgow
DBC 194 – Bullet♥︎, Crimson Company, The Zombies, Iron Helm
DBC 194 – Bullet♥︎, Crimson Company, The Zombies, Iron Helm
DBC 186: The Red Cathedral, Seed, Top 3 Kickstarter in partenza, EXIT: Le Catacombe della Paura
DBC 186: The Red Cathedral, Seed, Top 3 Kickstarter in partenza, EXIT: Le Catacombe della Paura
 The Shadow Planet: in arrivo il gioco da tavolo ispirato al fumetto
 The Shadow Planet: in arrivo il gioco da tavolo ispirato al fumetto
Recensione Etherfields: ritrovare se stessi tra sogni ed incubi
Recensione Etherfields: ritrovare se stessi tra sogni ed incubi
Recensione The Crew: nello spazio nessuno può sentirti urlare "briscola!"
Recensione The Crew: nello spazio nessuno può sentirti urlare "briscola!"
Anteprima Sons of Faeriell: Tabula Games ci porta in un mondo fatato
Anteprima Sons of Faeriell: Tabula Games ci porta in un mondo fatato