Dal primo videogioco pubblicato nel 1994 al film del 2016, passando per il più grande fenomeno MMORPG della storia dei videogiochi, scopriamo insieme la storia dell’universo di Warcraft.

Tutti oggi conoscono Blizzard, tutti oggi conoscono Warcraft. A chi videogioca da qualche decennio parrà quasi una certezza incrollabile, un caposaldo talmente importante da poter durare per sempre e che da sempre perdura nell’industria.

Nessuna delle due cose è vera, arriverà un giorno in cui persino World of Warcraft chiuderà i server (ma non è questo il giorno! ndr.) e c’è stato un giorno in cui quell’universo e i personaggi che lo popolano e che ne intrecciano le storie in un mosaico sempre più sfaccettato non esistevano.

 

 

La trilogia originale di Warcraft

Facciamo un salto indietro nel tempo, più precisamente nel 1994, quando venne pubblicato il gioco che diede origine a tutto: lo strategico in tempo reale Warcraft: Orcs & Humans.

Le sue dinamiche di gioco erano tanto semplici quanto raffinate e, sulla falsariga di altri giochi per PC che andavano alla grande a metà degli anni ’90, portava il giocatore a raccogliere un corposo numero di risorse con le quali costruire edifici e addestrare unità, con lo scopo di distruggere gli insediamenti nemici e difendendersi da continui e crescenti attacchi.

 

 

La sua vera forza però stava nel raccontare una storia fantasy che seppe appassionare un enorme numero di giocatori in tutto il mondo, portando Blizzard a investire concretamente nello sviluppo della serie.

Questa storia prendeva luogo ad Azeroth, pianeta di un universo estremamente vasto, dove l’invasione degli orchi, giunti nelle terre degli umani dai territori di Draenor con un portale magico creato dal Guardiano Medivh e dello Stregone Gul’dan, porta a quella che andrà alla storia come la “Prima Guerra”.

Sebbene il gioco permettesse di giocare sia nei panni degli umani che degli orchi, la vittoria di questi ultimi risulta essere il finale canonico che porterà alla formazione dell’Orda degli Orchi, cui si opporrà l’Alleanza di umani, nani, alti elfi e gnomi, con l’obiettivo di contrastarli.

Cronologicamente poi ci sarebbe Warcraft II: Tides of Darkness, uscito nel 1995, che oggi però non rappresenta più una storia canonica per via delle modifiche apportate con il libro La Discesa delle Tenebre di Aaron Rosenberg (2007).

Le caratteristiche dell’universo, delle storie e dei personaggi di Warcraft sono state oggetto di molti rimaneggiamenti, sia direttamente da Blizzard che da scrittori e fumettisti che da sempre lavorano all’ampio canone della saga.

Seguendo l’attuale canone, dunque, dopo gli eventi del primo gioco, si è arrivati a quella che viene ricordata come la “Seconda Guerra”. L’Orda, guidata da Orgrim Doomhammer, dopo aver distrutto il regno di Stormwind, ha risalito i Regni Orientali invadendo Khaz Modan e Lordaeron.

L’alleanza di umani, nani, alti elfi e gnomi si è riunita per contrastare l’Orda, che ora include nei suoi ranghi i goblin del Cartello Spargifumo e i troll di Zul’jin, oltre ai draghi dello stormo rosso, schiavizzati grazie all’Anima dei Demoni.

 

 

Dapprima è l’Orda ad avere successo, razziando i regni di Dalaran e Quel’Thalas, ma durante l’assedio alla Capitale di Lordaeron Doomhammer scopre che i clan di Gul’dan e Cho’gall hanno disertato per andare alla ricerca della Tomba di Sargeras, e manda così altri clan a distruggerli per punizione; sfruttando questo momento di debolezza le truppe dell’Alleanza guidate da Turalyon costringono il nemico a una tragica ritirata.

Doomhammer riesce a uccidere in combattimento Anduin Lothar sotto il Monte Blackrock, ma Turalyon, prendendo il comando, lo cattura e mette in fuga le armate nemiche.

L’Orda si ritira attraverso il Portale Oscuro, che viene poi chiuso da Khadgar.

Nel 2002 arriva finalmente il terzo attesissimo capitolo della saga: Warcraft III – Reign of Chaos. Sullo sfondo delle vicende di Orda e Alleanza si cela una storia millenaria che vede coinvolti Dei Antichi, Titani e Demoni che tra macchinazioni e oscuri disegni muovono le fila di un intero universo.

Decenni dopo la vittoria dell’Alleanza contro l’Orda, il Guardiano Medivh, già artefice della venuta degli orchi e della Prima Guerra, in preda al rimorso avverte i capi delle razze di Azeroth del ritorno della Legione Infuocata.

Gli orchi, guidati dallo sciamano Thrall, si dirigono a Kalimdor.

I Demoni, delusi dall’operato degli orchi nei primi due conflitti, hanno intenzione di usare il Flagello dei Non Morti, guidato dallo spettrale Lich King. I raccolti vengono infettati, uomini muoiono per risorgere come zombie che vanno ad ampliare le fila del Flagello. Intanto gli orchi, radunati dallo sciamano Thrall, decidono trasferirsi sul continente di Kalimdor. Dopo un disastroso naufragio vengono a contatto con la possente razza dei Tauren, con i quali stringono alleanza.

 

 

L’Alleanza cerca un modo per fermare il Flagello.

I paladini della Mano Argentata, guidati da Uther the Lightbringer, decidono di impegnarsi per fermare il Flagello, mentre l’orgoglioso principe Arthas (figlio di Terenas, Re di Lordaeron, nonché membro dell’ordine dei Paladini) furioso nei confronti del Flagello che stava decimando il suo popolo, si macchia di atti di pura crudeltà nel tentativo di fermarlo.

Ma gli sforzi non basteranno e l’ossessione di vendetta nei confronti del Flagello sarà tale da portarlo a barattare l’anima del suo amico Muradin Bronzebeard pur di impossessarsi della spada Frostmourne, con la quale uccidere il Signore delle Tenebre Mal’Ganis, a suo parere il vero comandante del Flagello. Una volta brandita però, la spada ruba l’anima del povero Arthas portandolo a una crescente pazzia e trasformandolo in un non morto.

La spada è infatti legata la mente del Lich King, che trasforma completamente Arthas e lo porta al gesto estremo di uccidere il proprio padre, Re Terenas, portando in disgrazia tutto il regno. Ironia della sorte, lui che con più veemenza aveva combattuto il Flagello ne diventerà la guida in veste di primo cavaliere della morte, aiutato dall’ex-necromante LichKel’Thuzad; i due apriranno un portale demoniaco per consentire nuovamente l’ingresso dei Demoni sulla loro terra.

 

 

 

 

Nel frattempo Mannoroth, un demone che precedentemente aveva ridotto in schiavitù gli Orchi, ne corrompe una parte guidata da Grom Hellscream e li spinge a uccidere il semidio degli elfi della notte Cenarius. In seguito Thrall, alleatosi con gli umani guidati da Jaina Proudmoore, riesce a liberare Hellscream, che ucciderà Mannoroth a un caro prezzo. Gli elfi della notte sconfiggono i Demoni grazie all’aiuto della sacerdotessa di Elune Tyrande Whisperwind, del druido Malfurion Stormrage e del cacciatore di demoni Illidan.

Archimonde, il Signore dei Demoni che ha lanciato il secondo attacco, viene  attirato in una trappola mortale presso l’Albero del Mondo e quindi sconfitto, e con lui anche tutta la sua orda demoniaca, da un’alleanza che vede uniti orchi, elfi ed umani contro il nemico comune che da sempre tesseva ogni macchinazione: i demoni.

 

 

Da World of Warcraft al film

La Terza Guerra e il periodo ad essa successivo diedero una svolta decisiva al panorama dell’universo di Warcraft: gli elfi della notte, costretti a fare i conti con la loro mortalità e con gli altri popoli, conclusero che sarebbe stato saggio trovare degli alleati.

Nonostante fosse in atto un trattato di pace firmato da Thrall e Jaina, ben presto piccoli focolai di guerra cominciarono a sorgere tra Orda e Alleanza. Nella Forra dei Cantaguerra, tra Valtetra e le Savane Settentrionali, gli orchi del clan Cantaguerra e le Sentinelle degli elfi della notte cominciarono a darsi battaglia per il controllo della foresta.

Negli Altopiani d’Arathi, nel Bacino di Arathi, i Reietti entrarono in guerra contro la Lega di Arathor, mentre nella Valle di Alterac il conflitto scoppiò fra gli orchi del clan dei Lupi Bianchi e i nani del clan Piccatonante per mere questioni di esplorazione e scavi archeologici. Tuttavia, nonostante queste schermaglie, Orda e Alleanza erano ancora ufficialmente in pace, per quanto la situazione fosse traballante.

La pace però sarebbe durata ancora poco, nuove alleanze e nuovi pericoli erano in agguato.

È da qui che partono le vicende di quello che si può considerare il padre del genere degli MMORPG, certo non il primo (se non cito Ultima Online rischio il linciaggio) ma di gran lunga il più riuscito e duraturo di sempre: World of Warcraft.

Per quanto possibile, in ciò che avete letto finora, ho cercato di riassumere a grandi linee la storia di questo universo così vasto da perdercisi una vita intera analizzando le vicende della trilogia originale di RTS.

 

 

Non basterebbero dieci articoli però per analizzare, anche solo superficialmente, tutta la storia di WoW che al momento è arrivato alla settima espansione (in ordine d’uscita abbiamo The Burning Crusade, Wrath of the Lich King, Cataclysm, Mists of Pandaria, Warlord of DraenorLegionBattle for Azeroth) e che, come dicevo già sopra, può contare su una prolifica produzione crossmediale, tra libri e fumetti, che vanno ad arricchire la lore canonica di questo universo fantasy in continua evoluzione.

Un universo che pare non sentire affatto il peso degli anni, tant’è che oltre alle nuove espansioni è stato lanciato anche un ritorno alle origini con l’edizione Vanilla (un ottimo punto di partenza per chi volesse avvicinarsi a World of Warcraft senza la miriade di contenuti che sono già presenti ora), e non da ultimo un lungometraggio diretto da Duncan Jones, uscito nelle sale nel 2016, che adatta a suo modo alcune delle vicende di questo universo risultando, al netto di tutte le critiche, una delle operazioni più riuscite di adattamento su pellicola di un videogioco.

 

 

 

Warcraft – L’Inizio è ora disponibile su Infinity TV.

 

 

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