The Purge: origine e sviluppo cronologico di un franchise a sfondo politico

3 anni fa

12 minuti

Il 4 Luglio arriva nelle sale statunitensi – non a caso proprio il giorno dell’Indipendenza americana – The First Purge – La prima Notte del Giudizio, prequel della serie cinematografica prodotta dal Re Mida dei progetti low budget Jason Blum e creata nel 2013 da James DeMonaco. In attesa di vedere il film in Italia (dal 5 luglio) cerchiamo di capire cosa è successo fino a questo momento.

Dopo tre film di altalenante successo, il franchise di The Purge sta riportando indietro le cose in tempo perché il pubblico, proprio il giorno dell’Indipendence Day, possa purificarsi nella notte che ha dato origine a tutto. Se negli Stati Uniti uscirà il 4 Luglio, il giorno successivo saremo noi a purificarci con la visione di The First Purge – La Prima Notte del Giudizio, prequel della serie The Purge che, appunto, ci porta indietro nel tempo lì dove la follia legale è nata.

La pellicola è scritta ovviamente dal vero “padre fondatore” di tutto questo, James DeMonaco, assecondato dal genio ribelle di Jason Blum che, in questi anni, da film come The Purge – La Notte del Giudizio e Get Out – Scappa, ha fatto la sua fortuna. Alle regia del progetto, però, troveremo il giovane regista Gerard McMurray.

Se La Notte del Giudizio, uscito nel 2013, era riuscito a sorprendere per il tipo di storia raccontata, non poi così lontana da un’ipotetica realtà fanatica americana, negli anni il franchise ha perso qualche colpo proprio perché peccando di originalità. Si è partiti con la convinzione di quanto fosse necessario e salvifico la notte dello sfogo, arrivando con il terzo capitolo, The Purge: Election Year, per abolire una volta per tutte la dilagante e cinica follia collettiva del popolo americano.

 

 

Ci aspettiamo di vedere non poche frecciate all’attuale governo americano, in particolar modo alla presidenza di Donald Trump.

Ovviamente da questo film, come per tutti gli altri, e come già successo con il già citato Get Out, ci aspettiamo di vedere non poche frecciate all’attuale governo americano, in particolar modo alla presidenza di Donald Trump che, a pensarci bene, è quasi strano che non abbia ancora attuato per davvero una “notte del giudizio” all’interno dei confini statunitensi.

La realtà supera la fantasia ed è proprio da questo che prende spunto la saga The Purge: l’innata violenza nata dalla stessa distorsione del sogno americano, una tangibile e profonda differenza tra classi sociali- dove in qualsiasi caso sono sempre i più deboli a dover pagare – il malsano patriottismo, la corsa alle armi, sempre alla portata di tutti, adulti e minorenni, che sappiamo bene negli ultimi anni aver dato origine a delle vere e proprie carneficine.

 

 

Prima di dare qualche accenno più approfondito su questo prequel, partendo proprio dallo spunto politico attuale sul quale si ispirano tutti i film della saga, facciamo qualche passo indietro arrivando nel 2013 e cerchiamo di capire, da un punto di vista cronologico e che possa fungere anche da recap, come The Purge si sia sviluppato.

 

 

 

Che cos’è “lo Sfogo”?

Sicuramente, fondamentale prima di tutto questo, nonché apertura del primissimo La Notte del Giudizio del 2013 che aveva come protagonisti Ethan Hawke, Lena Headey, Adelaide Kane e Max Burkholder, è capire che cos’è questa famigerata Notte del Giudizio. Su cosa di basa la purga nata dalla mente di DeMonaco?

Il tutto parte nel 2010, anno in cui la criminalità negli Stati Uniti è arrivata a toccare dei picchi folli, con un’indice di disoccupazione e povertà disarmante.

Il fondo di questa situazione, già di per sé precaria, viene toccato nel 2018 in seguito a un vero e proprio crollo economico che ha mandato l’America nel caos. Ed è proprio durante questi moti che un’organizzazione di persone nota come i “Nuovi padri Fondatori d’America” (New Founding Fathers of America, abbreviato in NFFA) sale al potere, instaurando un regime totalitario.

 

Per poter riuscire a ristabilire l’ordine nei disperati USA, i NFFA si appellano al 28º emendamento della Costituzione, stabilendo un’unica notte l’anno in cui qualsiasi tipo di crimine, omicidio compreso, è legale.

 

Quella notta venne ufficialmente chiamata “lo Sfogo“, e durante quella notte qualsiasi servizio come polizia, vigili del fuoco, ospedali, paramedici, pronto intervento, sarebbero stati sospesi per 12 ore, dalle 7 del pomeriggio alle 7 del mattino seguente.

Poche le limitazioni previste, come per esempio armi di distruzione di masse, e l’immunità per funzionari governativi di altissima carico, ovvero considerati al livello 10.

Qual era il senso di tutto ciò?

Qual era il senso di tutto ciò? Consentire agli americani di sfogare, in un’unica notte, tutte le frustrazioni, l’aggressività, la violenza dentro di loro, per poter vivere il resto dell’anno come persone civili e pacifiche.

E, paradossalmente, lo sfogo funzionò davvero, diminuendo drasticamente il tasso di criminalità e anche quello della disoccupazione. Ma dove si trova l’inganno in tutto questo?

 

 

La falla in quella che sembra una vera e propria rivoluzione miracolosa, emerge dopo pochi minuti dall’inizio del film. Se ogni crimine è legale, omicidio compreso, e gli unici ad esserne immuni sono proprio gli NFFA, la gente che non vuole partecipare allo sfogo, quelli più deboli e poveri, senza un tetto sulla testa, come possono proteggersi da una notte in cui fiumi di sangue imbrattano le città? Una notte dove sentirsi Dio è alla portata di tutti e le peggiori esecuzioni sono lo spettacolo principale in piazza?

Semplicemente non può. E lo si vede molto bene non tanto nel primo, quanto nel secondo capitolo – per lo più girato in location esterne – dove ad essere colpiti è proprio quella parte di popolazione che “sporca” le strade, come i senza tetto o gli immigrati; la classe più povera che rallenta lo sviluppo economico; quella fetta di popolazione considerata “inutile”. Lo Sfogo, quindi, altro non è che un metodo tanto folle quanto efficace per controllare letteralmente tutta la popolazione – dal povero al ricco – dall’alto.

 

 

The Purge – La Notte del Giudizio

Il primo film si ambienta nel 2022 e ha come protagonista una famiglia americana molto agiata, che con lo sfogo si è letteralmente arricchita; infatti, Ethan Hawke interpreta James Sandin, grande produttore di circuiti di sicurezza proprio per lo sfogo. Per chi se lo può permettere, Sandin vende dei veri e propri bunker per rendere le 12 ore dello sfogo il meno pericolose possibile.

Eppure la famiglia Sandin commette uno sbaglio, guardando per la prima volta in faccia la vera natura dello sfogo.

Offrendo ospitalità alla preda finita nel mirino di un gruppo di giovani rampolli annoiati, finisce col diventare la nuova vittima in una sorta di seconda rivisitazione di Funny Game.

 

 

Il messaggio è piuttosto chiaro: nessuno, davvero nessuno, si salva dallo sfogo.

Il messaggio è piuttosto chiaro: nessuno, davvero nessuno, si salva dallo sfogo; primi fra tutti i deboli. E aiutare un ragazzo di colore, offrirgli rifugio, vuol dire essere un debole. Ma c’è una realtà ancora peggiore su cui la Notte del Giudizio pone l’accento: tutti, ma proprio tutti, possono essere dei carnefici, e non possiamo mai sapere quali rancori si possano realmente celare sotto il sorriso del vicino della porta accanto.

Ovviamente, in questo primo episodio, ben poco viene mostrato di quello che succede fuori le mura domestiche, se non in fase di preparazione; ma il tutto, come già detto, si consuma proprio in casa, dando un mood al film molto claustrofobico e sottolineando, appunto, su quanto poco possano servire i mezzi più potenti al mondo di protezione se, di fronte a te, c’è una persona pronta a sfogare ferocemente la rabbia accumulata in un anno.

 

 

 

The Purge: Anarchy

Il secondo film, The Purge: Anarchy, tende invece a muoversi molto di più dentro la città. Paradossalmente, in questo caso, sebbene ci sia un fortissimo senso di agorofobia che caratterizza l’intero film, al tempo stesso la città funge davvero e proprio labirinto dove i malcapitati sono senza via di scampo.

Anarchia, uscito un anno dopo sempre per la regia e scrittura di DeMonaco, si svolge esattamente un anno dopo gli avvenimenti del primo film.

Rispetto al primo film, la qualità della regia – e del budget – è aumentata di molto, rendendolo tecnicamente superiore; al tempo stesso, l’effetto colpo di scena, nonostante un teatro degli orrori decisamente più ampio e sadico, si perde moltissimo rendendo la pellicola meno originale.

 

 

Ovviamente il tutto è ambientato il giorno dello Sfogo e questa volta non è la tipica famiglia americana benestante ad essere il focus del film

Ovviamente il tutto è ambientato il giorno dello Sfogo e questa volta non è la tipica famiglia americana benestante ad essere il focus del film, ma bensì una madre single, di colore, con sua figlia e il padre morente; una giovane coppia rimasta bloccata nel bel mezzo delle strade deserte con la macchina in panne; un sergente rancoroso per la morte del figlio a causa dello Sfogo.

Il tutto orchestrato nei labirinti delle metropoli notturna, tra organizzazioni criminali, ragazzini assetati di sangue e grosse famiglie benestanti ben disposte a pagare prezzi salatissimi per sporcarsi le mani durante la notte più feroce mai conosciuta in America.

 

 

Il film è emblematico per la saga per due motivi: ci mostra il primo personaggio ricorrente del franchise, infatti il sergente Leo Barnes (Frank Grillo) lo ritroveremo anche nel terzo capitolo, Election Year; i cittadini, grazie anche ad alcuni gruppi rivoluzioni, iniziano a capire il lato più marcio dello sfogo, smettendo di credere alla frase

Ricorda tutto il bene che porta lo sfogo.

 

 

The Purge: Election Year

Il terzo capitolo, The Purge: Election Year, arrivato due anni dopo Anarchia, è sicuramente il più politico dei tre e, anche, quello che meglio divide gli interni con gli esterni e, a livello di botteghino mondiale, il più riuscito, incassando oltre 118 milioni di dollari a fronte dei 10 milioni spesi per la produzione. Inoltre, il film, è quello che meglio rappresenta il senso di questa saga:

Il mostro non vive sotto al letto, il mostro siamo noi.

 

A differenza del primo e secondo film, questo si ambienta molti anni dopo, precisamente nel 2040.

A differenza del primo e secondo film, questo si ambienta molti anni dopo, precisamente nel 2040. Non solo ci troviamo nel giorno della notte del giudizio, ma stiamo per vivere quella che potrebbe essere l’ultima notte del giudizio.

Ormai gran parte della popolazione è convinta che i Nuovi Padri Fondatori stiano usando solo lo sfogo per arricchirsi e arricchire la classe più ricca dell’America, a discapito di quella più povera e indifesa. A rappresentare la voce di questa società è la candidata alla presidenza Charlie Roan, che sembra avere letteralmente dalla sua il favore dei cittadini.

A pochi giorni dalle elezioni, e proprio durante la notte dello sfogo, i NFFA tirano un colpo bassissimo, revocando l’immunità ai funzionari di livello 10, con il solo intento di distruggere la Roan.

 

 

La donna non si fa abbattere facilmente. In sé batte un profondo rancore e dolore generato proprio dallo sfogo; infatti, durante La Notte del Giudizio del 2022 (ovvero il primo film), i Sandin non erano l’unica famiglia a vivere tra la vita e la morte. Anche Charlie Ronan è stata intrappolata con la sua famiglia in un sadico gioco che ha visto lei come unica sopravvissuta.

Adesso per lei c’è solo un obiettivo: restare viva ed eliminare per sempre lo sfogo, cosa che riuscirà a fare. Come detto, ad aiutarla ci sarà proprio il precedentemente visto Leo Barnes, divenuto della sicurezza del senatrice Roan.

 

 

 

The First Purge – La Prima Notte del Giudizio

Abbiamo visto come da un film all’altro, andando gradualmente in avanti con il tempo, La Notte del Giudizio ha letteralmente sviluppato una politica: un primo partito assoluto che ha preso la palla al balzo di una nazione distrutta, facendola successivamente risorgere ai danni della popolazione al limite, sotto una propaganda di pace, prosperità e civiltà.

Nel corso del tempo, però, l’inganno viene allo scoperto; il malcontento cresce e lo sfogo non è altro che un vero e proprio atto di efferata crudeltà legale. A distanza di vent’anni si forma, finalmente, un nuovo partito con l’intenzione di eliminare una volta per tutte lo Sfogo. Ma prima di tutto questo?

 

Ora che sappiamo come lo sfogo in 22 anni ha funzionato, sappiamo che cos’è e del perché è nato e come è morto, ma cosa è successo la prima notte del giudizio? Come nasce davvero lo sfogo?

 

Per avere una risposta piuttosto precisa, è ovvio che dovremmo aspettare il 5 Luglio. Sicuramente, pizzicando dai vari rumors, materiali rilasciati e qualche dichiarazione volante, questo prequel andrà ad esplorare prima di tutto meglio proprio la figura dei Nuovi Padri Fondatori. 

Un film che, da quanto possiamo capire dalle immagini, ambientazione e scenografia, avrà un respiro più grande rispetto al primissimo film del 2013, ma sarà decisamente più modesto e piccolo rispetto agli ultimi due, anche perché si ambienta in un confine degli USA . Del resto, lo scopo è proprio scivolare nelle origini dello sfogo, testarlo, prendendo sempre in esame un campione di persone.

 

 

Cosa possiamo aspettarci?

Cosa possiamo aspettarci? A giudicare dalla scia degli ultimi due film, è chiaro come La Prima Notte del Giudizio avrà un respiro molto più satirico, ispirandosi non poco all’attuale situazione politica di oggi – e, in fondo, a crudeltà  noi italiani, ultimamente, abbiamo ben poco da criticare agli americani – cercando anche di mostrare come, quella che nasce come un’idea funzionale, se gestita dalle mani sbagliate, può diventare nel giro di poco una vera e propria condanna a morte.

Questa primissima notte del giudizio – intensa proprio come esperimento sociale dove lo “sfogo” è un grande punto interrogativo – sembra voler riflettere le conseguenze di un governo malsano, di una società sempre più sterile e fagocitata da ridondanti discorsi politici a sfondo razziale.

 

 

Se DeMonaco ha fatto i compiti nel modo giusto, La Prima Notte del Giudizio potrebbe davvero rappresentare un grosso schiaffo morale a non poche persone, posizionandosi come film altamente scomodo. Ci dobbiamo aspettare un bel tweet arrabbiato, con tanto di piedi che sbattono a terra e guance arrossate dal Presidente Trump? Oh, io lo trovo molto probabile.

Arrivati a questo punto non mi resta che ricordarvi di chiudere bene porte e finestre, sbarrare ogni entrata e… Buono sfogo!

 

 

The First Purge – La Prima Notte del Giudizio dal 5 Luglio vi aspetta al cinema

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