L’Incesto da Sofocle a Game of Thrones

4 anni fa

7 minuti

Cosa ha trasformato nel corso della storia una pratica sessuale libera in scandalo? Cosa ha spinto la community di Game of Thrones a oltrepassare secoli di rifiuto tanto da saltare dalla sedia nel momento fatidico in cui Jon bussa alla porta della Madre dei Draghi?

Dopo la conclusione della settima stagione della serie più discussa degli ultimi tempi devo ammettere che, non senza amarezza, ho dovuto mandar giù il boccone del “fan service” che mi è stato presentato nel piatto (che in questo contesto dovrò limitare esclusivamente al favoritismo sfrenato per la coppia “Jonerys” a discapito dei gemelli Lannister che a quanto pare sono anche parecchio in crisi pre parto.)

Perché “Jonerys” sì, mentre i gemelli no?

 

 

Facciamo innanzitutto luce sull’anima della parola incesto: questa deriva dal latino Incestus, dove “in” rappresenta la negazione mentre “cestus” significa “casto”, appunto, non casto.

Il cestus era la fascia cerimoniale che nel giorno delle nozze veniva avvolta sui fianchi della sposa con un nodo che solo il marito legittimo aveva il diritto di sciogliere.

Non a caso ho scritto legittimo, incestuoso infatti era qualunque concubinato illecito avvenuto fuori dal talamo nuziale, che veniva punito a volte con la pena capitale, altre tramite una multa in denaro e altre ancora in modi più singolari quali rasatura pubica o pena del rafano.

La pena del rafano implicava la violazione anale dell’adultero per mezzo di un ravanello.

 

Nei secoli quindi gli atti incestuosi sono stati spesso perseguiti, anche nella letteratura. Da Edipo, che nonostante avesse peccato in buona fede, si tolse gli occhi e si impose una vita da eremita abdicando al trono di Tebe e condannando così tutta la sua discendenza per aver sposato la madre Giocasta e ucciso il padre Laio, fino a Jerry Lee Lewis che nel 1957 diede un duro colpo alla sua popolarità sposando sua cugina Myra Gale Brown e procreando da questo matrimonio due figli.

Ma se l’amore è universale, perché amare un parente è ritenuto sbagliato?

Ma se l’amore è universale, perché amare un parente è ritenuto sbagliato? Nella società in cui cresciamo impariamo a convivere con regole, alcune esplicite, altre date per scontate, che servono a mantenere un comportamento civile.

Ma nel momento in cui si esce dal contesto in cui siamo abituati a vivere, la concezione di giusto e sbagliato ci appare talvolta distorta, stesso motivo per cui nella cultura greca Zeus può evirare il padre e sposare la sorella Era senza conseguenze mentre Edipo, ignorando chi fosse la sua madre biologica, la prende in moglie, rimettendoci la vista, l’onore e il trono.

Si potrebbero citare molti altri esempi anche in ambiti un po’ più “scomodi”: ricordo di un ragazzo che fu cacciato dall’ora di catechismo perché chiese come fossero riusciti a riprodursi i figli di Adamo ed Eva nonostante fossero fratelli; Abramo e Sara erano fratellastri, Giacobbe e Rachele erano cugini. Anche l’antico testamento, quindi, non è esente da ciò che apertamente proibisce. L’approvazione della massa è tutto.

 

Charles François Jalabert, Antigone conduce Edipo fuori da Tebe.

 

Così come l’incesto, anche l’omosessualità è stata a più mandate considerata contro natura.

Così come l’incesto, anche l’omosessualità è stata a più mandate considerata contro natura, eppure al giorno d’oggi un bambino può avere legalmente due papà o due mamme in moltissimi paesi del mondo, e questo dimostra come  l’evoluzione della società civile possa cambiare la percezione di simili fenomeni. In questo caso ha portato ad accettare ciò che fino a poco tempo tempo fa era considerato da molti alla stregua di una malattia.

Chi può negare che tra 20 anni non possa essere normale sposare una zia o uno zio? Ve la immaginate una coppia omosessuale zio-nipote? Per noi è assurdo, è vero, ma considerate il fatto che ciascuno di noi, pur sapendo che sia scandaloso, ha aperto la bocca, sgranato gli occhi e abbozzato un sorrisetto vedendo Aegon steso sopra alla zia Daenerys.

Visto che si tratta di un’opera di finzione (un po’ come le storie dell’Olimpo, non me ne vogliano i nostalgici del politeismo greco) l’incesto tra Jon e Daenerys è stato ben accolto da molti fan di Game of Thrones poiché coinvolge due personaggi piuttosto amati, così il loro peccato passa in secondo piano, mentre per l’odiosa Cersei e Jaime, che non risultano certo nella lista dei buoni per cui si spera nel lieto fine, il fatto resta orrendo e scandaloso.

Uscire dal contesto di realtà permette di lasciare andare la fantasia e di farsi trasportare verso pensieri che nel reale ti farebbero vergognare e sentire sbagliato, senza contare che il pensiero della massa spesso tende ad influenzare quello dell’individuo. Lo vediamo nei più disparati contesti sociali: tutti i miei amici fumano? Massì, posso provare anche io!

Ma quando avranno imparato che il criterio circa il ben fatto e il mal fatto non è uguale per tutti e che ogni cosa va giudicata secondo le tradizioni dei propri antenati, non si meraviglieranno che nella trattazione delle virtù dei Greci io mi sia uniformato alla loro forma di civiltà.

Così non era vergognoso per Cimone, Grandissimo tra gli ateniesi, avere in moglie la sorella germana, perché i suoi concittadini seguivano la stessa usanza, mentre ciò, secondo i nostri costumi, è scandaloso.

Così Cornelio Nepote, per difendersi da coloro che giudicheranno il suo modo di scrivere di grandi uomini dell’antichità leggero e inadeguato, utilizza il matrimonio di Cimone con la sorella Elpinice dicendo: “quippe cum cives eius eodem uterentur instituto” perché i suoi concittadini seguivano la stessa usanza.

Questo per chiarire che lui si adegua alla tradizione di cui scrive, esattamente come noi ci adeguiamo al contesto che ci troviamo davanti.

 

 

 

Il caso di Patrick Stübing e Susan Karolewski

Quello di Patrick Stübing e Susan Karolewski è uno dei casi di incesto più controversi degli ultimi tempi.

I due fratelli, entrambi di Lipsia, separati nell’infanzia e riuniti da grandi, dopo la morte della madre biologica si innamorano, ma alla loro storia si oppose la legge, che dopo la nascita del primo figlio accusò i coniugi d’incesto, la vicenda divise in due non solo la Germania ma anche numerosi paesi europei come Francia, Belgio e Paesi Bassi, stati in cui l’incesto è tollerato dalla legge, l’accusa dalla difesa fu paragonata alla politica dell’igiene nazista e i coniugi chiesero di abolire la legge che presenta l’incesto come reato.

 

 

Dopo due anni di reclusione, Patrick si sottopose alla vasectomia ma questo non fu abbastanza per pagare la sua pena, la richiesta di abolire la legge contro l’incesto fu respinta e i figli della coppia furono dati in adozione.

Per tutta la durata delle mie ricerche e anche della stesura dell’articolo mi sono sentito come incalzato, alla ricerca di una risposta alla domanda: come si può impedire a due persone di amarsi? Abbiamo visto che attraverso le ere e a seconda del contesto il matrimonio tra parenti era considerato più che normale, soprattutto all’interno di famiglie dell’alta nobiltà.

Un giorno anche l’incesto sarà ben visto come due uomini o due donne che si baciano o come una persona di colore che entra in un negozio di liquori?

L’ unica risposta valida che mi viene in mente è che siamo esseri umani ed è risaputo che ci spaventa ciò che è diverso o non ordinario, ciò che è percepito come “contro natura” e che quindi va ad intaccare la nostra umanità; preventivare la probabile nascita di prole tra consanguinei affetta da malattie genetiche di fronte alla legge è preservazione della specie, preservazione di umanità e della nostra cultura.

Un giorno anche l’incesto sarà ben visto come due uomini o due donne che si baciano o come una persona di colore che entra in un negozio di liquori?

Ai posteri l’ardua sentenza.

 

 

 

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