Le tante sfumature della figura del bodyguard nel cinema

4 anni fa

6 minuti

Il 5 ottobre è arrivato nei cinema Come ti ammazzo il bodyguard, nuovo film diretto da Patrick Huges. Ripercorriamo assieme le apparizioni più emblematiche della figura del bodyguard nel cinema.

Quello del bodyguard è un mestiere che si presta particolarmente bene a diversi utilizzi nel mondo del cinema. Trattandosi di una figura la cui mansione consiste nella protezione e tutela dell’integrità fisica o della privatezza di un’altra persona, la quale non può o non vuole difendersi da sola, la guardia del corpo è stata nel tempo protagonista e spalla di tantissimi ruoli cinematografici, con declinazioni che spaziano dal drammatico al comico.

In occasione dell’uscita nelle sale il 5 ottobre 2017 della nuova pellicola Come ti ammazzo il bodyguard con protagonisti l’improbabile coppia Ryan Raynolds e Samuel L. Jackson, in questo approfondimento ripercorriamo alcuni momenti indelebili (nel bene o nel male) per la storia del cinema, legati appunto alla figura dei bodyguards.

 

 

Da Goldfinger a Kill Bill

Parlando di guardie del corpo impossibile non citare Oddjob (Harold Sakata), socio nonché bodyguard di Goldfinger nella famosa pellicola del 1964 di James Bond. Uno dei primi casi di guardie del corpo del cattivo, che utilizzava il suo cappello per decapitare i propri nemici. Altro esempio illustre è quello di Frank Horrigan (Clint Eastwood) nella pellicola del 1993 Nel centro del Mirino.

Nel 1963 Frank era addetto alla scorta personale di John F. Kennedy, ma a Dallas non riuscì a proteggere il Presidente e da allora è tormentato dai sensi di colpa. L’occasione giusta per il suo riscatto arriva insieme ad una nuova minaccia nei confronti del Presidente in carica, e in questo film per la prima volta la figura del bodyguard assume un ruolo estremamente centrale e non più di contorno.

Un assassino in libertà. Un presidente in pericolo. Solo un uomo tra di loro…

 

 

L’anno successivo Nicholas Cage è l’agente segreto Doug Chesnic, guardia del corpo della vedova Tess Carlisle (Shirley MacLaine), moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti, nel film Guarding Tess, comedy-drama diretto da Hugh Wilson e candidato ai Golden Globe del ’95. Altro emblematico ruolo da bodyguard che in molti sicuramente ricorderanno è quello della bellissima Chiaki Kuriyama nei panni della spietata diciassettenne giapponese armata di chainwhips Gogo Yubari, guardia del corpo di O-Ren in Kill Bill: Vol 1 di Quentin Tarantino.

 

 

The Bodyguard di Mick Jackson

Il film più emblematico riguardo i bodyguard (a cui tra l’altro la nuova pellicola in uscita al cinema fa simpaticamente il verso sotto diversi aspetti, tra cui anche la locandina come potete vedere nell’immagine qui sotto) è il The Bodyguard diretto da Mick Jackson nel 1992 che vede protagonisti Kevin Costner nei panni di Frank Farmer e Whitney Huston in quelli di Rachel Marron.

Frank è un ex agente dei servizi segreti che si è dedicato alla più redditizia professione di guardia personale. Viene contattato da Bill Devaney, manager della bella popstar e attrice Rachel Marron, per vigilare sull’incolumità della donna che riceve diverse lettere minatorie da parte di uno sconosciuto.

 

 

Dapprima riluttante, Farmer si fa convincere e cerca di rendere efficienti i sistemi di sicurezza assai precari che proteggono la principesca villa di Rachel e del figlio Fletcher.

Dapprima riluttante, Farmer si fa convincere e cerca di rendere efficienti i sistemi di sicurezza assai precari che proteggono la principesca villa di Rachel e del figlio Fletcher. Ben presto cozza con il carattere arrogante della donna, del suo addetto stampa, e arriva a vie di fatto con il corpulento guardaspalle, Tony, dopo averla sottratta ad una pericolosa apparizione in un locale.

Dopo aver convinto Rachel ad avere una condotta più prudente, Frank la accompagna fuori a cena e passano la notte assieme. In un thriller che assume anche sfumature sentimentali viene declinata una visione molto umana del bodyguard, il cui mestiere (che in molti associano a quello di gorilla/scudo umano) non prescinde dalle emozioni e anche dalle paure che tutti provano in una situazione di pericolo.

 

 

 

L’irriverente Bodyguards di Neri Parenti

Tutt’altro tono ha invece l’italianissimo Bodyguards – Guardie del corpo, pellicola del 2000 di Neri Parenti con Christian De Sica, Massimo Boldi, Biagio Izzo ed Enzo Salvi nei panni dei più improbabili bodyguards a memoria di cinefilo.

Figlia di una comicità ormai passata e un po’ troppo spesso criticata solo in virtù delle sue ultime incarnazioni (decisamente di basso livello e volte a suscitare la risata facile con battute volgari e situazioni inverosimili) questa pellicola risente ancora dell’influenza buona dei cosiddetti cinepanettoni.

Film come i primi Vacanze di Natale o Yuppies velavano infatti una critica sociale anche piuttosto aspra nei confronti della società italiana di fine anni ’80 e inizio anni ’90, ed è un peccato che oggi si faccia di tutta l’erba un fascio ritenendoli dei film di serie B.

Nel film il tenente Fabio Leone, il maresciallo Paolo Pecora e l’appuntato Ciro Marmotta, tre carabinieri pasticcioni, vengono espulsi dall’arma per aver fatto saltare un’importante operazione internazionale. Decidono così di farsi assumere come bodyguards nell’agenzia di un ex tenente dei carabinieri amico di Marmotta.

Ai tre vengono affidati dei casi di prova per testare le loro capacità: Leone deve fare la guardia del corpo di Victoria Silvstedt, ma a causa delle scappatelle del fidanzato non riesce a farla arrivare ad una sfilata e per salvare la faccia prende il suo posto in passerella causando ulteriori disastri; Pecora che credeva di dover fare la guardia del corpo di Anna Falchi, mentre faceva le foto per il suo nuovo calendario deve invece fare la guardia alla cagnetta Camilla, a cui la Falchi è attaccatissima, ma finisce per ucciderla.

Ciro Marmotta, seguito dalla famiglia barese Savino e Teresa Incoronato, invece deve fare da guardia del corpo a Luca Laurenti, ma scambiandolo per Paolo Bonolis, fa immaginare all’assistito di essere su Scherzi a parte e lo fa finire nelle mani di alcuni rapinatori di banca. Non si tratta, insomma, di serie faccende riguardanti la sicurezza del mondo o il presidente degli Stati Uniti, ma le quattro improbabili guardie del corpo all’italiana rivestono un ruolo decisamente centrale nella pellicola che non si può non ricordare con più di un sorriso.

E voi quale incarnazione dei bodyguards nel cinema ricordate maggiormente? Fatecelo sapere nei commenti!

 

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