Dopo l’enorme curiosità che il titolo ha scatenato all’ultimo E3, siamo finalmente riusciti a mettere le mani sull’atteso Mario + Rabbids Kingdom Battle. Ecco la nostra recensione.

Pochi personaggi del mondo dei videogiochi sono riusciti a diventare iconici quanto Mario, il baffuto idraulico di Nintendo che insieme ai suoi compari ha segnato l’evoluzione di tutta l’industria videoludica dagli anni ’80 ad oggi, con produzioni che si sono sempre distinte in campo qualitativo ma, soprattutto, innovativi in termini di gameplay.

Il titolo di cui parleremo di seguito rappresenta altresì un vero unicum, dal momento che per la prima volta un gioco di Mario viene sviluppato da un team esterno alla grande N per cui, oltre all’unicità della cosa in sé, ci sentiamo toccati in prima persona poiché si tratta degli studi di Ubisoft Milano, dove Davide Soliani & co. hanno lavorato duramente per far sì che questo progetto riuscisse a centrare gli obiettivi prefissati. Possiamo dirvi fin da subito che questo gioco supera completamente le nostre aspettative e si qualifica come una delle esclusive di maggior qualità di questa incredibile annata per Nintendo Switch.

Se siete curiosi di sapere più nello specifico cos’ha da offrirvi Mario + Rabbids Kingdom Battle non vi resta che proseguire con la lettura della nostra recensione! Vi ricordiamo che il titolo è disponibile in esclusiva per Nintendo Switch a partire dal 29 agosto 2017.

 

 La recensione di questo titolo arriva con un leggero ritardo in quanto la copia per la recensione ci è stata consegnata al day one. Ci scusiamo per l’attesa ma abbiamo preferito aspettare qualche giorno extra invece che essere precipitosi, al fine di dare una valutazione completa e non approssimativa del prodotto.

 

 

 

 

Partiamo col dire che Mario + Rabbids Kingdom Battle è un curioso ibrido di generi che fa di questa varietà il suo punto di forza: si configura come un adventure-GDR ad esplorazione  libera (in stile Mario Galaxy, per intenderci) con battaglie strategiche a turni in stile X-COM. Per la prima volta collidono tra loro il mondo di Super Mario e degli altri iconici personaggi della casa di Kyoto, e il mondo dei pestiferi Rabbids ideati da Michel Ancel. L’escamotage narrativo con cui questa collisione avviene è più buffo di quanto non pensassimo e si confà perfettamente allo spirito scanzonato di questa produzione.

Una sequenza filmata ci porta nella camera di una scienziata nerd estremamente in fissa con Super Mario, tanto da aver decorato pareti, mensole e scrivania con poster e gadget di Mario, Luigi, Yoshi e compagni. La ragazza ha costruito un fenomenale visore capace di fondere qualsiasi coppia di oggetti, che lascia colpevolmente incustodito assentandosi per pochi minuti dalla stanza. Tanto basta ai molestissimi Rabbids, materializzatisi con la loro macchina (lavatrice) del tempo nella sua camera per appropriarsi del visore e provocare in pochi secondi il Megabug che fondendoli nella lavatrice con poster e figures di Mario e co. li catapulta nel Regno dei Funghi dove era in corso l’inaugurazione di una statua di Peach.

Come se ciò non bastasse, il visore si è ormai impossessato di uno dei conigli, Spawny, il quale continua involontariamente ad emanare raggi che trasformano molti dei Rabbids in pericolosi combina guai che punteranno a portare il caos nel Regno. Starà dunque ad una improbabile squadra formata da Mario, Rabbids Luigi e Rabbids Peach recuperare i vari compagni dell’idraulico e salvare la situazione con l’aiuto di Beep-0.

 

 

Il Castello di Peach è l’hub centrale del gioco da cui spostarci nei vari livelli

Non passerà molto prima di prendere il controllo del nostro team e fiondarci nell’azione di gioco, con i primi livelli del quadro che fungono da tutorial per i fondamentali e dopo i quali scopriremo anche l’hub, il Castello di Peach, dove lei ci informerà che i Rabbids convertiti dal loro vortice di malvagità sono tornati normali e stanno cooperando per far tornare la pace e l’equilibrio nel Regno. Qui troviamo anche il Centro Battaglie, in cui possiamo sia modificare i membri del nostro team che le loro armi, equipaggiamenti ed abilità (accessibile anche prima delle battaglie) oltre al Museo, in cui raccogliere i vari collezionabili (illustrazioni, colonna sonora, modelli tridimensionali, tarocchi) e diverse altre attività collaterali. L’hub ci permetterà poi di spostarci anche tra i quattro mondi, ciascuno composto da dieci livelli.

Come detto sopra, inizialmente ci troveremo a controllare Mario e le versioni risultate dalla fusione di Rabbids Luigi e Rabbids Peach. La squadra è infatti formata da tre membri, sarà però possibile cambiarli man mano che si sbloccano gli altri personaggi e poter scegliere a seconda della situazione e delle loro peculiarità quale tra gli otto a nostra disposizione sia meglio utilizzare (fattore che offre un’enorme diversità di approccio).

 

 

 

 

Se l’esplorazione è perfettamente ispirata ai classici capitoli 3D di Mario a cui tutti siamo già abituati, il sistema di combattimento da strategico a turni è invece una novità assoluta in questo campo. La struttura richiama molto le meccaniche del titolo di Firaxis, ma crea una versione più semplice ed intuitiva che risulta estremamente godibile anche per chi non ha mai giocato prima d’ora ad uno strategico a turni. Il risultato è un gameplay fresco ed estremamente divertente, in cui i nostri eroi sfruttano le varie coperture per battaglie in cui sconfiggere nemici con le più disparate abilità.

Possiamo spostarci durante le battaglie entro un raggio di sei caselle liberamente, anche da un’estremità all’altra, sfruttando il rimbalzo su un membro del nostro team oppure i vari collegamenti con i tubi per arrivare in zone più distanti. Le altre azioni esperibili durante il turno sono ovviamente l’uso delle abilità e l’attacco, e a differenza di XCOM dove l’attacco chiude automaticamente il turno qui potremmo decidere liberamente se attaccare prima o dopo altre azioni, passando di personaggio in personaggio prima di passare il turno.

Ottimo poi il livello dell’intelligenza artificiale degli avversari che hanno a disposizione le stesse possibilità dei nostri eroi e ciò permette un livello di varietà e una diversificazione nelle battaglie davvero notevole. Dal canto nostro potremo contare su 40 armi disponibili per ciascun personaggio, suddivise tra armi primarie e armi secondarie, oltre a migliorare le capacità di movimento, attacco e difesa dei vari personaggi grazie ad un albero delle abilità che aggiunge una componente ruolistica all’esperienza di gioco.

 

 

Dal punto di vista del gameplay, dunque, ci troviamo di fronte a un gioiellino in grado di offrire intrattenimento puro senza mai annoiare il giocatore per le circa 25 ore di gioco che abbiamo affrontato per questa recensione. La longevità è però accentuata da un alto tasso di rigiocabilità (in certe fasi del gioco tra l’altro il backtracking sarà davvero necessario) e ci si può anche divertire a giocare con un amico le missioni in cooperativa.

Infine impossibile non spendere parole di encomio per il livello tecnico e artistico che Mario + Rabbids Kingdom Battle sfodera su Nintendo Switch. Il titolo gira su Snowdrop Engine e risulta graficamente fantastico sia in modalità portatile che collegando Switch al dock, per quanto concerne invece la componente artistica sia visiva che sonora l’atmosfera tipica dei titoli Nintendo permea completamente la produzione, in cui persino i pestiferi Rabbids sono perfettamente declinati e (quelli buoni) risultano adorabili. Si evince chiaramente l’amore e la passione per i videogiochi con cui questo gioco è stato sviluppato, e l’anima di questo progetto dovrebbe servire da esempio alla stessa Ubisoft che negli ultimi anni ha un po’ smarrito la via su alcune delle sue più famose produzioni.

Mario + Rabbids Kingdom Battle è meritatamente uno dei migliori titoli che Nintendo Switch vanta nella sua libreria

 

 

90
Mario + Rabbids Kingdom Battle
Recensione di Francesco Ventrella
ME GUSTA
  • Gameplay fresco e riuscitissimo
  • Livello tecnico/artistico eccelso
FAIL
  • Assenza multiplayer competitivo
  • Sporadici rallentamenti nelle fasi più concitate