Sta per arrivare in esclusiva PlayStation 4 l’attesissima espansione stand alone della serie più longeva di Naughty Dog. Scoprite come ci è sembrato con la nostra recensione.

Uncharted è forse la produzione che più di tutte incarna l’enorme evoluzione che ha reso la software house Naughty Dog il soldato più potente dell‘armata PlayStation. Questo perché la saga, nata nella scorsa generazione con un primo capitolo che non brillava certo per la sua profondità narrativa né tanto meno per una struttura di gameplay troppo originale (pur restando intuitiva e divertente) già dall’indimenticabile secondo capitolo ha assunto un po’ più i contorni, rifiniti nel terzo gioco, che avrebbero poi caratterizzato tanto il successo di The Last Of Us quanto, in questa generazione, di Uncharted 4: Fine Di Un Ladro.

Stiamo parlando di una filosofia, di un modo di fare i giochi, che è diventato il marchio di fabbrica della software house in questione: offrire un’esperienza narrativa estremamente coinvolgente ed empatica, narrata attraverso una progressione piuttosto lineare con un livello tecnico da lasciare a bocca aperta. Personaggi, location e ogni dettaglio dai veicoli a flora e fauna delle ambientazioni sono estremamente fotorealistici e il taglio con cui ogni sequenza filmata cede il passo al gioco vero e proprio decisamente cinematografico.

Uncharted: L’Eredità Perduta è un contenuto aggiuntivo stand-alone che integra l’avventura di Uncharted 4 mettendoci questa volta nei panni di Chloe Frazer invece che di Nathan. Un esperimento audace dal momento che la serie è fortemente legata al personaggio di Drake (un po’ come quella di Tomb Raider lo è al personaggio di Lara Croft).

Saranno riusciti a confezionare un’esperienza degna delle precedenti? Per scoprirlo non vi resta che proseguire con la lettura della nostra recensione!

Vi ricordiamo che Uncharted: L’Eredità Perduta sarà disponibile in esclusiva PlayStation 4 (con supporto a PlayStation 4 Pro per il 4K HDR) a partire dal 23 agosto 2017, a 39,99€.

 

 

Uncharted: L’Eredità Perduta ci catapulta negli splendidi e coloratissimi scenari dell’India nei panni di Chloe Frazer, una vecchia conoscenza per chiunque abbia giocato al secondo capitolo della saga, che sarà affiancata dall’impavida Nadine Ross, che abbiamo invece conosciuto proprio nell’ultimo capitolo della saga con protagonista Nathan Drake. Le due sono sulle tracce di un antico  e misterioso artefatto noto col nome di Zanna di Ganesh, e come da tradizione sulle tracce del reperto si trova anche il nostro antagonista: Asav, un signore della guerra che agisce senza scrupoli ma che non risulta caratterizzato in modo profondo come altri “cattivi” a cui siamo abituati, ma è funzionale al suo ruolo.

Le vicende  fanno da cornice ad una storia che si declina sull’evoluzione del rapporto umano tra i personaggi di Chloe e Nadine.

Questa espansione pone il giocatore su un binario narrativo molto personale che era già stato segnato anche con Uncharted 4: Fine Di Un Ladro. Le vicende, qui in modo particolare, fanno da cornice ad una storia che si declina sull’evoluzione del rapporto umano tra i personaggi di Chloe e Nadine. Il loro rapporto, che in un primo momento è colmo di diffidenza, evolve nel corso del gioco offrendo anche una sensibilità diversa da quella a cui siamo abituati con Nathan Drake, un ottimo punto a favore di un’esperienza di gioco che ha perso il suo storico ed amato protagonista ma non lo spirito e la qualità che ne ha contraddistinto le avventure.

 

 

 

 

Dal punto di vista del gameplay questa espansione restituisce in pieno il feeling del quarto capitolo della serie, fatto di sequenze di gioco action abbastanza lineari, momenti frenetici di sparatorie (qui forse ancor più intense di quanto non accadesse in altri Uncharted), una buona quantità di esplorazione e risoluzione di semplici enigmi ambientali, oltre alla solita raccolta di collezionabili sparsi qua e là nei vari livelli.

Nulla da invidiare, dunque, ai capitoli canonici della saga.

Anzi proprio la componente esplorativa è stata qui ampliata grazie alla feature introdotta in Uncharted 4: Fine di Un Ladro nella sequenza in Madagascar (ovvero una sezione semi-sandbox in cui girare a bordo di una Jeep). Arrivati in un’ampia zona dell’India in cui potremo muoverci a bordo del veicolo avremo una grande libertà di movimento (non propriamente definibile come free-roaming) ma tramite la mappa consultabile premendo il touchpad potremo decidere in che ordine affrontare le diverse missioni che ci troveremo davanti in quella determinata zona.

 

 

Come dicevamo sopra, l’altro fattore di cambiamento rispetto ai giochi con Drake è data dalle fasi di sparatorie che risultano decisamente più intense e meno semplici, con molti più nemici da abbattere dotati di un’intelligenza artificiale in linea con gli altri capitoli. Non temete però perché a bilanciare il tutto ci pensa l’IA di Nadine che è di gran lunga più aggressiva ed incazzata di quelle che abbiamo conosciuto in passato, e sarà cruciale in alcune sezioni del gioco per uscirne incolumi.

La storia di Uncharted: L’Eredità Perduta può essere completata, senza soffermarsi troppo ad ammirare gli scenari mozzafiato dell’India, in circa 7 ore di gioco. A conti fatti non troppo meno della durata media degli altri titoli della saga o di altri “competitor” che si attestano in media intorno alla decina di ore per arrivare ai titoli di coda. Un ottimo dato trattandosi di un DLC stand alone venduto a prezzo budget. Sono presenti inoltre anche una modalità in multigiocatore (come quella vista nel quarto capitolo) e una modalità sopravvivenza.

Dal punto di vista tecnico, infine, non si può che lodare la capacità di Naughty Dog di creare videogiochi graficamente mozzafiato e dal taglio estremamente cinematografico. Nulla qui è lasciato al caso, e si vede. Paradossalmente è proprio questo DLC a regalare alcuni degli scenari più incredibili mai visti in un Uncharted, l’India attraverso cui le nostre protagoniste vivono la loro avventura è viva e pulsante, piena di mistero e fascino, risultati di un lavoro tecnico che va di pari passo con un eccellente livello artistico. La recitazione e la mimica facciale dei personaggi è notevole, ottimo anche il doppiaggio italiano che da il giusto tono e carattere sia a Chloe che a Nadine. Non credo ci sia bisogno di precisare che il titolo da il meglio di sé su PlayStation 4 Pro con un pannello in 4K con supporto HDR.

 

 

 

Uncharted: L’Eredità Perduta crea uno standard qualitativo a cui tutti i contenuti aggiuntivi dovrebbero puntare. Un must.

 

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Uncharted: L’Eredità Perduta
Recensione di Francesco Ventrella