Mechs vs Minions: riflessioni al termine della campagna
di
Jack Jack
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Mechs vs Minions è un boardgame cooperativo sviluppato e distribuito da Riot Games, gli stessi creatori di League of Legends, il videogame più popolare al mondo, con la lega di giocatori professionisti più ricca e famosa… quindi… software house miliardaria che produce un gioco di miniature… perché? Scopriamolo insieme!

Non sapete se impegnare la fidanzata per comprare Mechs vs Minions? Avete paura che il gioco sia una boiata promozionale di Riot Games fatta per fregare i gonzi appena approdati sull’isola del boardgame? Ci penso io a chiarire tutti i vostri dubbi! Ecco qua 5 riflessioni veloci al termine della campagna di Mechs vs Minions – Naturalmente, NO SPOILER.

 

 

1. Componentistica assurdamente top top fuori scala muoio

Quando l’enorme pacco è arrivato sono rimasto allibito dal peso e dalle dimensioni della scatola. Mechs & Minions non è un gioco: è un baule di roba. Tra l’altro ogni elemento trova il suo posto nella scatola in modo elegante e preciso come non avevo mai visto in vita mia, trasformando il “mettere via” in un’operazione semplice e piacevole (Perdonate questa digressione ultra-nerd, ma quando giochi spesso è un fattore).

 

La produzione e il design in generale si possono riassumente in un semplice concetto: lusso sfrenato.

Per 85 euro è praticamente una rapina o un atto di caritatevole della Riot, che sicuramente avrà fatto i suoi conti, ma vi giuro, sono rimasto allibito da un gioco che se fosse costato 200 euro nessuno avrebbe osato dire nulla.

 

 

 

 

2. No davvero… i componenti

I documenti relativi alle missioni sono contenute in buste che sembrano uscite da Mission Impossible. Le plastiche sono eccellenti e i personaggi sono grandi come un pugno e interamente dipinti.

Ci sono dobloni di metallo, ingranaggi segnapunti, plance laccate, carte patinate di eccellente fattura, una bussola decorata, un centinaio di minion diversi tra loro e altre chicche che non vi svelo tra cui una che da sola potrebbe essere un toy a sé stante venduto a 40 euro.

Ogni partita riserva un piacere tattile e visivo che non è possibile trascurare. Il tutto senza dimenticare una grafica con uno stile e un’esecuzione impeccabile, indipendentemente se piaccia o no il genere, chiaro..

 

 

 

 

3. La storia, le missioni… insomma… quanto è “legacy”?

Da veterano di giochi cooperativi con storia che evolve nel tempo e missioni sempre diverse, tipo Pandemic Legacy Season 1 o Assalto Imperiale, si nota subito che il gioco è meno “tosto”. Senza alcun dubbio. Sto parlando principalmente di regolamento, ma anche di progressione dei personaggi tra le varie missioni.

L’idea generale è che sia orientato a un pubblico giovane e fresco, non proprio abbruttito da anni di Terra Mystica, anche perché per i più piccoli (o i più cazzoni) c’è un “easy mode” pronto per ogni capitolo.

Detto questo, però, la storia è consistente, c’è una progressione che ricorda un videogame, nella complessità, nella crescente consapevolezza tattica richiesta e nel tasso strategico delle missioni, che riservano anche piccole sorprese qua e là.

Infine, bisogna dirlo, non c’è mai un senso di tragedia in arrivo come in Pandemic Legacy, o la tensione strisciante di un Whitechapel (Jack lo Squartatore), ma il divertimento regna sovrano e ti accompagna per tutte le missioni, anche quelle risolte all’ultimo turno disponibile o quelle fallite, che si rigiocano anche piuttosto volentieri.

 

 

 

 

4. Le meccaniche, la difficoltà, l’aspetto tecnico del gioco

Noi abbiamo giocato l’intera campagna in tre e il gioco scala molto bene dai 4 giocatori indicati come ideali. Non so in due, ma a quel punto ognuno può comandare due miniature e via. Abbiamo perso 2 volte su 10 missioni e credo che sia un numero di fallimenti medio. La difficoltà presenta un paio di strani picchi nella prima metà, poi si stabilizza su una progressione costante, senza mai arrivare a picchi di frustrazione.

È possibile, ma non vi dirò come, sbloccare una modalità “very hard” che risulta davvero impegnativa.

Detto questo, M&M è un gioco di programmazione e draft. Per farvi un’idea: il gioco di programmazione più famoso al momento è Colt Express, con la differenza che qui le azioni si pescano da un pool comune e si cerca di ottimizzare la scelta a seconda della strategia decisa all’inizio. In altre parole: gioco una serie di istruzioni (le carte) che poi vengono risolte in sequenza. Naturalmente il tutto tra upgrade, poteri speciali, eventi speciali, mappe sempre diverse etc.

Non si può morire, in M&M, ma è possibile che il proprio Mech risulti totalmente ingovernabile una volta subiti troppi danni, e quindi inutile. Vi confesso però che vedere il Mech impazzito dell’amico andare in giro a fare strage di Minion è uno spasso autentico. Sessione media circa 60-80 minuti + sistemare e mettere via.

 

 

 

 

5. Giudizio finale

Di sicuro un’esperienza divertente. Non è il gioco più profondo tatticamente, né il più coinvolgente dal punto di vista narrativo, ma è un ottimo bilanciamento per passare serate divertenti, vivendo una storia simpatica e molto cartoon, in mezzo a componenti meravigliosi.

Non è il gioco più profondo tatticamente, né il più coinvolgente dal punto di vista narrativo, ma è un ottimo bilanciamento per passare serate divertenti, vivendo una storia simpatica e molto cartoon, in mezzo a componenti meravigliosi.

Quando andavo alle serate di Pandemic Legacy avevo sempre il magone: “Ce la caveremo?”, “Cosa ne sarà di noi, del mondo?” perché il gioco dava moltissimo, ma richiedeva anche dedizione tattica ed emotiva non indifferente. Invece con M&M sono stato sempre bello carico e voglioso di spaccare decine e decine di Minion, cercando possibilmente di chiudere la missione.

Il prezzo fa vergognare il resto del mondo dei boardgame, tanto è basso rispetto a quello che offre, e anche una copia usata potrebbe risultare comunque un ottimo acquisto (ma fate scambio a mano e verificate lo stato dei componenti, anche perché con quasi 10 kg di roba vi va via l’appartamento solo in spedizione).

In definitiva: una chicca assoluta per giocatori giovani alle prime esperienze coi boardgame, un bel diversivo per gli orsi bruni del gioco da tavolo che hanno bisogno di distrarsi un po’.

Il gioco è attualmente solo in inglese. Richiede conoscenze piuttosto basilari, ma almeno uno al tavolo che mastichi un po’ di “wanagana” ci vuole.

Per dubbi/domande/richieste extra vi rimando ai commenti qui sotto. Cercherò di rispondere quanto prima!

 

 

 

Sono Jack, mi occupo di giochi da tavolo e tutti i mesi sono in diretta con @ZETHONE su #ITDR #TIMETOPLAY qui su Lega Nerd!. Il link alla nostra ultima fatica lo travate qui.
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Mattia Vincenzi a.k.a. Jack

Sono Jack, mi occupo di giochi da tavolo e tutti i mesi sono in diretta con @ZETHONE su #ITDR #TIMETOPLAY qui su Lega Nerd. Inoltre, faccio parte di un podcast di giochi e avventure, il Dunwich Buyers Club.
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giovedì 23 febbraio 2017 - 13:22
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