Anche in occidente è finalmente arrivato a quasi due anni di distanza dalla sua uscita giapponese l’atteso Yakuza 0, capitolo prequel della saga con protagonista Kazuma Kiriyu.

Prequel dell’apprezzatissima serie SEGA, Yakuza 0 era uscito in Giappone nel marzo 2015 sia per PlayStation 3 che per PlayStation 4. Quest’ultima versione è stata l’unica ad arrivare, con quasi due anni di ritardo, anche qui in occidente il 24 gennaio 2017.

Abbiamo giocato il titolo che ci riporta nelle frizzanti atmosfere della Tokyo anni ’80, tra luci al neon e mazzate vere, nei panni del drago di Dojima, Kazuma Kiriyu e di un Majima Goro estremamente diverso da come l’abbiamo conosciuto negli altri capitoli della saga.

Nonostante il ritardo con cui arriva sul mercato, Yakuza 0 è riuscito a conquistarci. Per scoprire perché non vi resta che proseguire nella lettura!

 

La recensione di questo titolo arriva con un discreto ritardo in quanto la copia per la recensione ci è stata consegnata al day one. Ci scusiamo per l’attesa ma abbiamo preferito aspettare qualche giorno extra invece che essere precipitosi, al fine di dare una valutazione completa e non approssimativa del prodotto.

 

 

 

 

Tokyo, 1988. Sono gli ultimi giorni dell’era Showa e il Giappone vive un intenso periodo di crescita economica e di modernizzazione. Per le strade luccicanti di insegne al neon di Kamurocho (trasposizione nella serie del quartiere a luci rosse di Kabukicho) prendono vita le vicende di un Kazuma Kiryu appena ventenne che muove i primi passi nella malavita organizzata nipponica.

La trama prende il via con il pestaggio da parte di Kazuma di un salary man inadempiente, dopo cui il nostro protagonista si concederà una serata di svago con l’amico Nishiki (che di certo ricorderete se avete giocato anche gli altri capitoli della saga). La mattina dopo però il poveretto che abbiamo pestato viene rinvenuto morto, sebbene noi non l’avessimo ucciso.

A questo punto la famiglia Dojima del Tojo Clan convoca d’urgenza Kazuma al cospetto dei tre membri più influenti della famiglia, accusandolo dell’omicidio di un non Yakuza in un quartiere destinato a riqualificazione edilizia dove la malavita vuole ovviamente mettere le mani, ma l’ingerenza della polizia per le indagini rischia di complicare il tutto.

Qualcuno sta cercando di incastrare Kazuma, proprio mentre il suo mentore, Shintaro Kazama, è in carcere.

Un curioso tempismo. Per questo motivo il giovane drago di Dojima non si arrenderà anche davanti alla scomunica ricevuta dal boss del clan, Sohei Dojima, e cercherà di riabilitarsi e di sciogliere la matassa degli intrighi che si sono intrecciati attorno alla sua vita.

Nel corso della storia vedremo anche le vicende della pecora nera della famiglia, Majima Goro, che ritroveremo ad Osaka scoprendo il suo intricato passato. Per la prima volta in un gioco della serie controlleremo direttamente Goro che appare vero ed umano come non mai, alle prese con la gestione del cabaret Grand e di sporchi affari con il suo ex clan, Shimano.

 

 

Yakuza 0 si fa latore di tutto lo spirito e del fascino del Giappone negli anni ’80.

Yakuza 0 si fa latore di tutto lo spirito e del fascino del Giappone meglio anni ’80, regalandoci una delle trame più complesse della serie e una delle componenti di maggior spessore in ambito narrativo dell’intera industria dei videogiochi. Il titolo di SEGA riesce come poche altre produzione ad essere specchio di una società che per noi appare lontana, che a tratti ci affascina e terrorizza allo stesso tempo. Ci racconta storie di onore e di interessi, di tradizioni e modernità, ma lo fa mettendo in scena tutto il coacervo di emozioni dell’animo umano tipico del genere pulp.

Dal punto di vista del gameplay, sebbene si tratti ancora di una produzione cross-gen, non si può fare a meno di notare enormi miglioramenti. La formula resta quella ben nota, ma si differenzia notevolmente soprattutto per gli stili di combattimento.

Diciamo che questo Yakuza 0 riprende tutto ciò che di buono c’era fino a Yakuza 5 e prova a migliorarlo così da risultare più smart soprattutto con l’intento di rivolgersi a nuovi utenti che magari giocano per la prima volta con questo titolo.

Nello specifico, come si diceva poc’anzi, migliora il sistema di combattimento (elemento centrale del gameplay) che diventa più fluido e si arricchisce con l’arrivo di tre diversi stili intercambiabili durante gli scontri. Per Kazuma abbiamo gli stili Brawler, Rush e Beast, mentre per Goro gli stili Thug, Breaker e Slugger che cambiano sensibilmente il modo di combattere di entrambi e risulterà fondamentale saperli gestire soprattutto per alcune boss fight.

 

 

Yakuza 0 tra tutti i capitoli della serie è quello che più eccelle nei combattimenti così come nella gestione della main quest, articolata in ben diciassette capitoli che ci hanno incollato davanti allo schermo per oltre 35 ore di gioco, a cui bisogna sommarne almeno 20 che per forza di cose perderete tra missioni secondarie e scontri casuali per le strade.

Un ricco sandbox che può intrattenere senza mai annoiare anche per oltre 100 ore di gioco.

Come tutti gli altri capitoli, anche questo risulta estremamente verboso ma nessuna delle svariate attività secondarie sembra essere fine a se stessa. Tutto rientra magnificamente nel contesto di un titolo che pur essendo fortemente story based riesce ad offrire un ricco sandbox che può intrattenere senza mai annoiare anche per oltre 100 ore di gioco.

Grazie alla meticolosa ricostruzione degli ambienti e dell’atmosfera tipica del Giappone in quei coloratissimi anni, il titolo offre uno spaccato di quella società anche in espedienti come i mini giochi con i quali vi potrete dilettare, dai karaoke al biliardo fino alle classiche citazioni della SEGA dei bei tempi che furono.

 

 

 

 

Dal punto di vista tecnico qualche nota dolente accompagna però anche molte notizie positive. Al netto di un comparto audio davvero notevole, sia per la riproduzione dei suoni che per la colonna sonora vera e propria, nonché per il doppiaggio giapponese ad opera di alcuni dei più famosi doppiatori della terra del Sol Levante, abbiamo un comparto video che tradisce un po’ la natura cross-gen di Yakuza 0.

Bisogna precisare che la mimica facciale dei protagonisti e di molti NPC è davvero incredibile per essere un gioco che gira anche su PlayStation 3, e supera di gran lunga anche i livelli raggiunti con Yakuza 5. Allo stesso tempo però continuano ad esserci un bel po’ di texture in bassa risoluzione, problemi di compenetrazioni poligonali, una generale legnosità nei movimenti in zone aperte e vistosi cali di framerate quando ci ritroviamo in mezzo a molti personaggi, ad esempio per strada.

Si può tuttavia sorvolare su questi problemi tecnici che speriamo vengano risolti una volta per tutte con il sesto attesissimo capitolo che uscirà per la prima volta solo su current gen. Tirando le somme non possiamo fare altro che consigliare l’acquisto di Yakuza 0 a tutti gli appassionati della serie targata SEGA così come a chi vi si avvicini per la prima volta proprio con questo prequel (nessun titolo sarebbe più consigliato) ricercando un sandbox che profumi di Giappone e offra una storia estremamente pulp e coinvolgente.

 

 

 

82
Yakuza 0
Recensione di Francesco Ventrella