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La stella di Natale tra mito, storia ed astronomia

59
4 anni fa

11 minuti

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Chiunque abbia fatto almeno una volta nella vita il presepe avrà messo sicuramente una bella “stella cometa” sopra alla capanna di Gesù bambino o anche solo in cima al classico abete natalizio. Questa tradizione ha origine dalla stella, non una cometa, citata dal Vangelo di Matteo e che avrebbe guidato i re Magi verso Gesù. Ma questa stella ha solo un significato simbolico o ha anche un qualche riscontro storico ed astronomico?

Come appena detto, il Vangelo, solo quello di Matteo a dire il vero, parla solo genericamente di una “stella” e mai di una cometa, che avrebbe permesso ai re Magi di predire la nascita di Gesù e li avrebbe guidati fino a lui. L’interpretazione di questa stella come cometa di Natale è però in realtà solo un’invenzione medievale, che si è rafforzata attraverso l’arte e con la tradizione del presepe, tramandandosi così fino ad oggi.

 

 

Quando è nato Gesù?

Il mistero della stella di Natale ha affascinato tanti astronomi, storici e non solo nel corso dei secoli, soprattutto per un motivo: se questa stella ha riscontro in un evento astronomico reale, l’identificarlo permetterebbe di fissare con precisione l’anno di nascita di Gesù. Intanto come penso tutti sapranno il 25 dicembre è solo una data simbolica, fissata arbitrariamente come giorno di nascita di Gesù solo a partire dal IV secolo, più o meno da poco prima che il cristianesimo divenisse religione ufficiale dell’impero romano.

Nei primi due secoli nemmeno si festeggiava il Natale e all’inizio del III secolo Clemente d’Alessandria, Tito Flavio Clemente, teologo e santo oggi venerato dalla Chiesa ortodossa, cita due possibili date per la nascita di Gesù: il 20 maggio e il 28 agosto. La data del 25 dicembre fu probabilmente fissata in corrispondenza della festa del Sol Invictus, fissata dall’imperatore Aureliano in onore della divinità Mitra.

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All’epoca il 25 dicembre si festeggiava il Sole che rinasce, quando arrivato il solstizio d’inverno (che naturalmente avviene 3-4 giorni prima) le giornate riprendono ad allungarsi. Perciò come direbbe Sheldon augurandovi “Buon Newtonale”, il 25 dicembre è (forse) nato Isaac Newton, ma non Gesù…

Comunque se è praticamente impossibile stabilire la data esatta della nascita di Gesù, si può però cercare di stabilirne l’anno esatto.

A fissare l’anno zero del nostro calendario fu il monaco sciita Dionigi il Piccolo nel VI secolo, che incaricato dal cancelliere di papa Giovanni Paolo I di trovare un metodo di calcolo per prevedere la data della Pasqua, decise di usare un nuovo sistema di numerazione degli anni che partisse dalla nascita di Gesù (anno Domini).

Dopo lunghi e complicati calcoli si convinse, certamente sbagliando, che Gesù era nato nell’anno 754 ab Urbe condita, cioè dalla fondazione di Roma. In realtà Gesù nacque almeno non più tardi del 750 ab Urbe condita, cioè il 4 a.C.

In realtà Gesù nacque almeno non più tardi del 750 ab Urbe condita, cioè il 4 a.C.

Nei Vangeli infatti si lega la nascita di Gesù a due eventi ben precisi: il censimento ordinato dall’imperatore Cesare Augusto, che dovrebbe essere avvenuto fra l’8 e il 6 a.C. e la strage degli innocenti che sarebbe stata ordinata dal re Erode nel tentativo di eliminare Gesù.

La data di morte di Erode può essere fissata con sorprendente precisione, infatti gli storici del tempo la collocano subito dopo un’eclissi totale di Luna e poco prima della Pasqua ebraica.

L’eclissi di Luna in questione sarebbe quella del 13 marzo 4 a.C. perciò il periodo da prendere in considerazione è quello fra l’8 e il 4 a.C., propendendo verso il 7-6 a.C. visto che secondo l’evangelista Matteo, Erode avrebbe ordinato di uccidere tutti i neonati maschi fino ai 2 anni di età per essere sicuro di eliminare Gesù.

 

 

 

La stella di Natale e l’astronomia

L’identificazione della stella di Natale come evento reale sarebbe perciò di grande importanza da un punto di vista storico, ancor più che astronomico.

Tratto dal Vangelo di Matteo:

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”.

Intanto possiamo cominciare con l’escludere l’ipotesi della cometa di Natale, che fa parte soprattutto della tradizione legata al presepe che ha origine in epoca medievale.

Fu in particolare Giotto che affascinato dalla cometa di Halley, che aveva visto nel 1301, decise di rappresentare la stella di Natale come una cometa dalla lunga coda nella Natività che dipinse nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

Secondo un’ipotesi recente tra l’altro Giotto avrebbe visto anche un’altra cometa, meno luminosa di quella di Halley, ma visibile proprio nel periodo natalizio dell’anno 1301 ed è naturale che questo abbia rafforzato ancor di più in lui la convinzione che un tale fenomeno dovesse essere la “stella” del Vangelo di Matteo.

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Ai suoi occhi l’interpretazione della cometa aveva poi senso anche perché con la sua coda indicava una direzione ben precisa. Da allora questa rappresentazione ha avuto molta fortuna in campo artistico e si è così fissata nella tradizione natalizia.

Non ci sono però cenni a comete negli annali astronomici del tempo, né in quelli occidentali, né in quelli orientali, babilonesi o cinesi, eccezion fatta per la contraddittoria citazione di un oggetto luminoso, che era però probabilmente una nova e viene citata dagli astronomi cinesi e coreani nell’anno 5 a.C. (ma non da quelli occidentali).

La cometa di Halley fu visibile nel 12 a.C., troppo presto per poter essere la “stella” del Vangelo di Matteo.

Si sa che pochi anni prima passò una luminosa cometa periodica, proprio quella di Halley, ma non può essere la stella di Natale perché fu visibile nel 12 a.C., ben prima dell’intervallo di tempo preso in considerazione.

Un’altra ipotesi che viene subito da fare è quella di una supernova, ciò che si verifica quando una stella molto più massiccia del Sole, almeno 9 masse solari, giunta alla fine del proprio ciclo vitale collassa ed esplode liberando una quantità incredibile di energia (può avvenire anche in altri modi, ma non dilunghiamoci).

Per poche settimane una supernova può essere più luminosa di un’intera galassia. Se avviene all’interno della nostra Galassia può improvvisamente apparire in cielo una stella anche molto più luminosa di Venere e visibile perfino di giorno. Inutile dire che un tale evento avrebbe lasciato sgomenta la gente dell’epoca, abituata a pensare alla volta celeste come a un qualcosa di quasi immutabile e sarebbe stato sicuramente interpretato da molti come un segno premonitore di un grande evento, nel bene o nel male.

 

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Sostenitore dell’ipotesi della supernova era Giovanni Keplero, al secolo Johannes von Kepler, uno dei più grandi astronomi della Storia, che ebbe la rarissima fortuna di osservare una supernova ad occhio nudo: SN 1604.

La supernova SN 1604, fu visibile dall’ottobre del 1604 per più di un anno ed arrivò ad essere luminosa poco meno di Giove e Venere, nonostante si sia verificata a circa 20.000 a.l. da noi in direzione della costellazione dell’Ofiuco.

 

Keplero aveva osservato nei mesi precedenti una congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci e sbagliando aveva pensato che ci fosse un qualche collegamento tra i due eventi. Il grande astronomo, cristiano, riteneva che un evento così eccezionale come la supernova che aveva osservato potesse aver annunciato la venuta del Salvatore.

Calcolò la frequenza con cui Giove e Saturno entrano in congiunzione nella costellazione dei Pesci e scoprì che era un evento veramente raro verificatosi proprio anche nel 7 a.C.

Non solo, oggi sappiamo che questa congiunzione era stata tripla, cioè si era verificata per ben 3 volte nell’arco di pochi mesi, nel 7 a.C.

Per Keplero una supernova avrebbe annunciato l’evento straordinario della nascita di Gesù, mentre la congiunzione planetaria avrebbe indicato la via ai Magi.

Il 7 a.C. per Keplero poteva dunque essere l’anno di nascita di Cristo.

Il 7 a.C. per Keplero era l’anno di nascita di Cristo.

Purtroppo però dobbiamo abbandonare l’ipotesi della supernova, infatti è un evento tanto straordinario che sarebbe stato citato dalle cronache astronomiche dell’epoca, in cui invece non c’è traccia di un tale fenomeno nel periodo della tripla congiunzione.

Forse però stiamo sbagliando tutto e la stella di Natale non era un evento astronomico così eclatante da attirare l’attenzione di tutti, come farebbe una cometa o una supernova. Dopotutto il re Erode, secondo l’evangelista Matteo, venne a sapere della nascita di Gesù solo attraverso i Re Magi, giunti da Oriente, che interpretando le stelle avevano previsto l’evento ed erano arrivati fino a lì. Se fosse comparsa in cielo una cometa o una nuova stella, Erode avrebbe potuto concludere da solo che qualcosa di eccezionale stava per avvenire o era già avvenuto, invece non aveva presagito nulla e furono i Magi a interpretare il cielo per lui.

I Magi erano astrologi ed astronomi, ruoli che allora si confondevano e sovrapponevano, forse appartenenti alla casta dei sacerdoti zoroastriani dell’impero persiano. Gli astrologi presso le corti reali studiavano la volta celeste, notte dopo notte, in cerca di segni da interpretare, a volte rispondendo con la loro stessa vita delle previsioni che facevano (era perciò meglio rimanere sul vago…).

All’epoca il cielo appariva quasi immutabile e non solo eventi straordinari come il passaggio di una cometa attiravano l’attenzione degli studiosi. Non tutte le stelle apparivano fisse le une rispetto alle altre, disegnando costellazioni nella mente degli astronomi del tempo, vi erano anche particolari stelle che sembravano vagare nel cielo: i pianeti il cui nome deriva appunto dal greco plànētes astéres (stelle vagabonde).

L’ipotesi di Keplero, supernova a parte, era dunque per nulla campata in aria.

Diverse tavolette d’argilla babilonesi, trovate in siti diversi nel XX secolo, riportano in caratteri cuneiformi un riferimento ad un evento astronomico cui si da particolare importanza e che era stato previsto: la tripla congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci.

 

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Una congiunzione di Giove e Saturno nei Pesci avviene circa ogni 120 anni, ma una tripla congiunzione in quella stessa costellazione si verifica 1 volta ogni circa 800 anni.

Tavolette d’argilla babilonesi riportano un riferimento ad un evento astronomico cui si da particolare importanza: la congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci.

Ci possiamo a questo punto avventurare nell’ipotizzare quale interpretazione avrebbero potuto dare i Magi, astrologi, di questo evento. Giove poteva rappresentare un nuovo re e Saturno indicare che questo re avrebbe portato giustizia e salvezza.

La congiunzione avveniva poi nella costellazione dei Pesci, che poteva portare a collocare questo nuovo re tra gli ebrei, essendo i Pesci un segno d’acqua e facendo così riferimento ad esempio a Mosè, salvato dalle acque e che aveva diviso le acque del Mar Rosso…

Si sarebbe così compiuta la profezia del Vecchio Testamento della venuta del Messia.

Tutto ciò avrebbe perciò portato i Magi in Palestina per rendere il dovuto omaggio al nuovo re.

 

 

Realtà o leggenda?

Ovviamente tutte queste sono solo ipotesi, i re Magi, descritti poi nel vangelo apocrifo di Giacomo del II secolo, possono tranquillamente essere solo un’invenzione letteraria, così come la stella avere solo un significato simbolico, dopotutto viene stranamente citata solo nel Vangelo di Matteo e non negli altri Vangeli canonici.

Perché mai gli altri evangelisti non avrebbero citato un evento tanto straordinario? Una spiegazione si può trovare nel fatto che i Vangeli canonici sono stati scritti in tempi diversi ed erano forse indirizzati a pubblici diversi, con diverse sensibilità.

La stella così come il luogo di nascita di Betlemme (quando invece era Nazareth), servivano forse all’evangelista Matteo per sottolineare che la nascita di Gesù rappresentava il compimento della profezia biblica della venuta del Messia.
Numeri 24,17:

Io lo vedo, ma non ora,
io lo contemplo, ma non da vicino:
Una stella spunta da Giacobbe
e uno scettro sorge da Israele…

Michea 5,1:

E tu, Betlemme di Efrata
così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda,
da te mi uscirà colui
che deve essere il dominatore in Israele;

Oppure la stella è un riferimento ad un evento reale, quale non lo si può sapere per certo ad oggi, anche perché ad esempio avrebbe potuto pure essere un evento irripetibile come un luminoso “bolide”, anche se molti indizi portano a propendere per l’ipotesi della tripla congiunzione planetaria di Giove e Saturno del 7 a.C. (29/05 – 03/10 – 04/12).

Nel racconto evangelico si sottolinea infatti come la stella scomparve per poi riapparire e condurre i Magi fino a Gesù (il numero di 3 Magi fa parte solo della tradizione), il che sarebbe in accordo con il ripetersi della congiunzione di Giove e Saturno per 3 volte in pochi mesi.

Da sottolineare è anche il fatto che forse i Magi giunsero da Gesù diverso tempo dopo la sua nascita, il re Erode infatti, per il Vangelo di Matteo, dopo aver parlato con i Magi ordina di uccidere tutti i bambini maschi fino a 2 anni di età per essere sicuro di eliminare Gesù, che dunque poteva essere nato già l’anno precedente. Forse c’erano due stelle di Natale e non una, due giganti gassosi interpretati dai Magi come messaggeri divini…

 

 

 

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