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Berserk, la vendetta di un uomo contro gli dei

5 anni fa

15 minuti

berserk

Un guerriero nero in cerca di vendetta, un’invincibile squadra di mercenari, demoni, un misterioso cavaliere, streghe, mostri ed elfi si muovono (secondo il volere del karma) in un Medioevo dark-fantasy, spaventoso e violento.

Nella cultura scandinava il berserk, trasposizione in inglese del norreno berserkr, è un guerriero che combatte in uno stato di furia incontrollabile.

Nella cultura scandinava il berserk è un guerriero che combatte in uno stato di furia incontrollabile. Tale guerriero appartiene a un’indefinita setta religiosa ed è vestito con pelli di lupo o di orso il quale prima di una battaglia entra in uno stato di trance furioso definito berserksgangr. Uno stato che consente al guerriero di non provare dolore ed attaccando chiunque gli si trovasse di fronte con ferocia.

Nella saga di Ynglinga, composta dal poeta islandese Snorri Sturluson nella prima metà del XIII secolo, i berserk vengono così descritti:

si precipitavano avanti senza armatura, pazzi come cani o lupi, mordevano i loro scudi ed erano forti come orsi o tori selvaggi, uccidevano la gente con un sol colpo, ma né il fuoco né il ferro potevano nulla contro di loro.

I berserk da sempre sono circondati da un’aura di leggenda, infatti si credeva si trasformassero in in orsi e che fossero invincibili. Di certo vi è il fatto che Harald I, fondatore del regno di Norvegia fra il IX ed il X secolo, li volle come guardia personale.

Fu a causa dell’avvento del cristianesimo che i berserk conobbero l’oblio poiché considerate persone posseduto dal demonio.

Il berserk è entrato nella cultura italiana e non solo in particolare grazie a racconti fantasy, giochi di ruolo, fumetti, videogiochi e via dicendo che da sempre identificano il berserk con una persona – solitamente un guerriero – in uno stato di furia incontrollabile.

Il prodotto che ha introdotto il berserk nella cultura moderna è l’omonimo manga ideato da Kentaro Miura.

Il prodotto che più di ogni altro ha fatto sì che il termine berserk entrasse a far parte della cultura moderna è sicuramente Berserk, manga scritto ed illustrato da Kentaro Miura che dal 1989 viene pubblicato sulle pagine di Young Animal.

 

 

 

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Ambientato nel fittizio regno delle Midlands in un Medioevo dark-fantasy, il manga segue le vicende del guerriero maledetto Gatsu, ex mercenario membro della leggendaria Squadra dei Falchi, il quale mosso dall’odio verso la Mano di Dio, gruppo di potenti demoni, vaga per le Midlands in cerca di un modo per vendicarsi.

Ambientato in un Medioevo dark-fantasy, Berserk segue le vicende di Gatsu, guerriero in cerca di vendetta verso colui che gli ha impresso il marchio maledetto

Durante il suo vagabondare Gatsu dà la caccia agli Apostoli, uomini adoratori della Mano di Dio che sono divenuti esseri mostruosi sacrificando la cosa che di più caro avevano. Tramite questa spietata caccia, una vera e propria crociata personale, Gatsu spera di entrare in possesso del Bejelit, misterioso artefatto che attivato dai desideri del suo possessore nei momenti di estrema disperazione riesce ad evocare i membri della Mano di Dio, normalmente situati in un altro piano esistenziale.

Noto tra gli Apostoli come Il Guerriero Nero, vista l’armatura nera che indossa e armato dell’Ammazzadraghi – più che una spada un enorme blocco di ferro – Gatsu è mosso in particolare per l’odio che prova verso Phemt, il membro della Mano di Dio che oltre ad avergli impresso il marchio maledetto che ha sul collo, avergli strappato un occhio e un braccio gli ha portato via tutto ciò che per lui era importante.

Il guerriero così decide di intraprendere un sentiero fatto di odio, rancore e paura che lo porterà a scontrarsi con esseri soprannaturali sui quali sfogherà tutto il suo rancore nella ricerca di una vendetta che sembra impossibile per un uomo, per quanto forte sia.

Berserk racconta una storia fantasy molto cupa e violenta e può essere divisa in cinque macro capitoli.

La storia ideata da Miura – che è ancora in corso di svolgimento e di cui non si hanno notizie di un’avvicinamento alla sua fine – può essere al momento divisa in cinque macro capitoli: Il Guerriero Nero (tankōbon 1-3), L’età dell’oro (tankōbon 3-14), Condanna (tankōbon 14-21), Il falco dell’impero millenario (tankōbon 22-35) e Fantasia (dal tankōbon 35).

Nei primi tre volumi del manga Kentaro Miura ci presenta una storia fantasy molto cupa e violenta in cui si muove il protagonista Gatsu, noto dagli Apostoli della Mano di Dio come il Guerriero Nero, per il colore della sua armatura, e di come dia la caccia agli adepti dei cinque demoni con il solo scopo di potersi trovare al loro cospetto e vendicarsi, in particolare di Phemt colui che gli ha impresso il marchio maledetto.

In questa prima parte della storia, che funge da prologo all’intera vicenda, il mangaka ci mostra un personaggio pieno di rabbia, odio e paura e molto cinico. Un vero e proprio concentrato di sentimenti negativi a cui si aggrappa per poter portare a termine una vendetta praticamente impossibile per gli uomini.

Il tutto presentando Gatsu come un uomo fuori dal comune anche perché è l’unico in grado di brandire la spada Ammazzadraghi, presentata più volte con le seguenti parole:

 

Era un oggetto troppo grande per chiamarlo spada.
Troppo spesso, troppo pesante e grezzo. Un enorme blocco di ferro.

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Oltre a Gatsu nella prima parte del manga viene presentato anche Pak, elfo che sin dall’inizio si unirà al nostro eroe nel suo pellegrinaggio. L’elfo – che in più di un’occasione aiuterà Gatsu – è un personaggio fondamentale nell’economia del racconto poiché in un manga cupo e violento come Berserk il piccolo essere ha il compito di allegerire la tensione. Pak rappresenta a tutti gli effetti la parte comica del manga – spesso è disegnato in super deformed – e in quei momenti Gatsu diviene la sua spalla comica.

La seconda parte del fumetto è senza dubbio la più amata dai fan e anche la più riuscita.

La seconda parte del fumetto è senza dubbio la più amata dai fan e anche la più riuscita. L’età dell’oro racconta tutta la storia di Gatsu. Veniamo così a conoscenza della sua nascita dal corpo ormai senza vita della madre – considerato segno di sventura – e della sua infanzia in una compagnia di mercenari in cui si addestra con spade sempre troppo grandi per lui, della sua fuga dall’accampamento a seguito di un incidente di cui è ritenuto responsabile e del suo successivo vagabondare da un campo di battaglia all’altro fino ad imbattersi nella Squadra dei Falchi e del suo capitano Grifis di cui diventerà una pedina fondamentale.

La saga dell’Età dell’oro è la più riuscita e la più amata dai lettori che considerano questi capitoli il punto più alto di Berserk.

Seguono così gli anni dell’ascesa della compagnia mercenaria, di cui diventerà capitano della squadra d’assalto, e del sempre maggiore odio nei loro confronti dei nobili delle Midlands e la sua successiva rovina ad opera dello stesso Grifis e che vede la sua conclusione con L’Eclissi, sanguinoso epilogo in cui Gatsu subirà grandi perdite sia a livello fisico che mentale.

In questa seconda parte troviamo una vera e propria ricostruzione storica del Medioevo tra la vita di corte e i campi di battaglia.

In questa seconda parte abbiamo un primo cambio di registro, infatti se nei primi capitoli il lettore è immerso in un Medioevo oscuro e pieno di mostri e creature soprannaturali, nell’Età dell’oro ci ritroviamo in una vera e propria ricostruzione storica dell’epoca.

Miura porta sulle tavole di Berserk la vita di corte fatta di intrighi e sotterfugi – presentando personaggi molto ben caratterizzati a partire dal re delle Midlands, la macchiavellica regina, il severo principe Julius, la timida principessa Charlotte, i torvi ministri di corte, i sicari e via dicendo – la vita tipica all’interno delle compagnie mercenarie, le guerre tra regni, la vita del popolo e introducendo la parte fantasy che poi esploderà a pieno nei capitoli successivi con la comparsa del mostruoso Zodd l’Immortale.

 

 

 

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Dopo il lungo flashback Miura in Condanna riprende la narrazione da dove l’aveva interrotta. Il disegnatore torna a raccontare la caccia di un Gatsu sempre più stanco fisicamente e psicologicamente, che continua a vagare in cerca di Apostoli, sempre accompagnato da Pak. Inoltre in questo nuova saga il guerriero nero dovrà anche vedersela con l’esercito della Sacra Catena Ferrea, sintesi cartaceo degli eserciti dello Stato del Vaticano e dell’Inquisizione, sulle tracce del protagonista poiché ritenuto il responsabile degli eventi funesti che si stanno avverando.

Dopo il flashback riprende il racconto della vendetta di Gatsu e ritroviamo le cupe atmosfere iniziali.

In questa nuova saga ritroviamo le cupe atmosfere iniziali e dove viene trattato in maniera più profonda il tema della religione, o meglio del rapporto dell’uomo con dio, e di come molte persone siano così convinti delle loro credenze da non riuscire a vedere a un palmo dal loro naso e quindi incapaci di scorgere l’oscurità che avvolge Gatsu.

Anche in questa terza parte sono presenti personaggi ben caratterizzati a partire da Farnese, Serpico e Isidoro. La prima è comandante dell’esercito della Sacra Catena Ferrea, fervente religiosa che se in un primo momento si comporta da bravo soldatino seguendo alla lettera ciò che gli è stato insegnato e a causa di ciò priva di empatia, una volta vista la verità con i propri occhi deciderà di seguire Gatsu nel suo viaggio.

Serpico è senza dubbio uno dei personaggi più intriganti di Berserk. Lo spadaccino, anche lui membro della Sacra Catena Ferrea, è il classico personaggio che nonostante sia dotato di grande talento ne fa sfoggio solo nei momenti di vera necessità nascondendosi dietro un’imbranataggine costruita ad arte. Il giovane Isidoro è il tipico ladruncolo di strada che vive di espedienti e sbruffone come pochi – a cui ricorre spesso per non mostrare i suoi lati deboli – che si accollerà letteralmente a Gatsu per imparare da lui a combattere.

Ne le saghe Il falco dell’impero millenario e Fantasia avviene un secondo cambio di registro che vira verso il fantasy più puro a discapito della violenza che ha sempre caratterizzato il manga.

Il falco dell’impero millenario e Fantasia (ancora in corso) sono due saghe molto simili tra loro per quanto riguarda il registro del racconto. In questi due archi narrativi infatti a farla da padrone è il fantasy vero e proprio. Lentamente Kentaro Miura abbandona le atmosfere cupe che avevano caratterizzato i capitoli precedenti – ad eccezione de L’epoca d’oro – per far spazio al fantasy più puro. In questi capitoli la violenza che ha da sempre contraddistinto Berserk scema notevolmente, salvo far la sua comparsa quando Gatsu fa uso del potere dell’armatura del berserker, e le stesse situazioni in cui si trova il protagonista sono meno spaventose e più “eteree” si passa da situazioni da incubo vero e proprio a poco più che brutti sogni. Senza contare che il guerriero nero non viaggi più solo in compagnia dell’elfo Pak, ma è accompagnato da quella che è una una vera e propria compagnia, come in ogni fantasy che si rispetti.

 

 

 

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Altra differenza con i capitoli precedenti sono le story line seguite.

Altra differenza con i capitoli precedenti sono le story line seguite. Qui oltre a quella di Gatsu, il cui scopo è momentaneamente cambiato e consiste nel raggiungere la leggendaria isola degli elfi, Miura ci mostra la nuova vita di Grifis che a capo della rinnovata Squadra dei Falchi sta riconquistando Midland cacciando l’impero Kushan e mostrandosi agli occhi di tutti come il salvatore che aspettavano.

Se da una parte questi ultimi de archi narrativi continuano a presentare gli aspetti cardine della storia che ha fatto appassionare milioni di lettori in tutto il mondo, dall’altra la storia perde quella crudezza e quella violenza, sia nei temi che nei disegni, che hanno conquistato i lettori.

Cosa che si riscontra anche nei disegni che qui hanno un tratto molto più “dolce” rispetto ai primi numeri in cui lo stile di Miura era più “nevrotico”. Non che le storie siano meno appassionanti o avvincenti ma di sicuro si avverte la mancanza di quell’originalità che da subito ha contraddistinto Berserk.

Grazie a personaggi ben caratterizzati, ad una storia cupa ed avvincente e a disegni curati Berserk ha conquistato i lettori i tutto il mondo

Il punto di forza del manga ideato da Miura, oltre a personaggi ben caratterizzati, è sempre stato il suo essere un fanatsy fuori dagli schemi. Sin dalle prime pagine l’autore punta su una violenza ed una crudezza totali, mettendo in mostra tutte le ombre dell’epoca medievale e avendo in Gatsu la sua personificazione.

 

 

 

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Berserk è di base una storia di vendetta ma i temi trattati sono molteplici

Berserk è un’opera cupa come non mai e molto curata sia nella trama che nei disegni. Nonostante di base sia una storia di vendetta i temi trattati sono molteplici. Oltre al rapporto uomo/dio uno dei temi principali è l’ineluttabilità del karma e quindi l’illusorietà del libero arbitrio tanto che spesso i vari personaggi che Gatsu incontra sulla sua strada non fanno che parlare di destino e profezie, come quella che gli farà Zodd nel loro primo incontro che richiama alla mente le parche della mitologia greca o le tre streghe shakesperiane presenti in Macbeth.

Senza contare che l’ex mercenario sin dalla nascita viene considerato destinato alla sofferenza poiché nato dal cadavere di una donna, a cui va aggiunto il marchio che attira continuamente spiriti maligni e mostri che lo considerano una preda.

 

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Per quanto riguarda la parte grafica Miura è senza dubbio uno dei migliori disegnatori in circolazione tanto che ogni tavola di Berserk richiede all’autore molto tempo poiché curata in ogni minimo particolare e capace di restituire tutto il dolore, la rabbia, la paura ed il dinamismo di Gatsu nei momenti della lotta.

Molte sono le influenze di autori come Tetsuo Hara e Burunson (Ken il guerriero), di Go Nagai (Devil Man) e di film come Hellraiser di Clive Barker a cui si ispira per i demoni de La Mano di Dio, L’amore e il sangue di Paul Verhoeven e Ladyhawke di Richard Donner, oltre ai romanzi giapponesi Guin Saga.

Prima di divenire una serie regolare Berserk è stato presentato come storia one-shop per un concorso di manga

Come molti manga anche Berserk prima di divenire una serie è stato inizialmente presentato come storia one-shot. La stoira di 48 pagine dal titolo Berserk Prototype, inserita come capitolo speciale nel volume 14, vede protagonista Guts, un guerriero solitario in viaggio per vendicare la madre, che si scontrerà con il malvagio granduca Vlad di cui scoprirà la natura non umana. Nella storia autoconclusiva si ritroveranno molti elementi presenti in Berserk come il guerriero solitario in cerca di vendetta, il marchio sacrificale ed esseri soprannaturali.

L’opera venne scritta da Miura per il concorso Scuola di Manga Comi dell’editrice Hakusensha e poiché gli editori rimasero soddisfatti dell’opera gli proposero di serializzarla in quella che poi divenne Berserk così come lo conosciamo oggi.

Berserk arriverà in Italia nel 1996, ben sette anni dopo il debutto in Giappone, ed avrà ben tre edizioni tutte in corso di stampa: la classica con volumi small, la collection il cui formato corrisponde all’originale e la maximum. Inizialmente il manga non ha un grande riscontro, ma con il passare del tempo conquista sempre più lettori e diviene uno dei titoli di punta della Planet Manga, basti pensare che il primo volume della serie classica è esaurito e si può trovare solo tramite collezionisti privati.

Visto il grande successo Berserk è divenuto una serie tv e una trilogia di film a cui seguirà a breve una nuova serie animata.

Visto il grande successo del manga, come di consueto da Berserk venne tratta una serie tv di 25 episodi, i quali ad eccezione del primo episodio, raccontano l’Età dell’ora e si conclude con l’Eclissi.

Trasmessa in Giappone dalla Nippon Television e in Italia su Italia 1, viste le molte differenze con l’edizione cartacea la serie nonostante l’assenza di censura non è stata ben accolta, in particolare a causa dell’assenza di personaggi come Pak e il Cavaliere del Teschio.

 

 

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Nel settembre del 2010 con l’uscita del 35esimo volume venne annunciata la produzione di un nuovo anime riguardante Berserk. Il progetto consiste nell’adattare l’intero manga con una serie di lungometraggi animati.

I primi tre film (Berserk – L’epoca d’oro – Capitolo I: L’uovo del re dominatore, Berserk – L’epoca d’oro – Capitolo II: La conquista di doldrey, Berserk – L’epoca d’oro – Capitolo III: L’avvento) usciti tra il 2012 e il 2013 ripercorrono la storia di Gatsu e della Squadra dei Falchi e si conclude con l’Eclissi e l’inizio del viaggio di vendetta di Gatsu. La trilogia cinematografica a differenza di quanto annunciato in precedenza non avrà un quarto capitolo ma sarà seguita da una nuova serie tv, dal 1 luglio in Giappone, come annunciato da Eiko Tanaka, CEO e Presidente di Studio 4°C, narrerà le gesta di Gatsu all’interno dei capitoli Lost Children.

Berserk è sicuramente uno dei migliori e dei più coinvolgenti manga degli ultimi anni grazie ad una storia cupa, maestosa, ben narrata e molto coinvolgente.

Purtroppo la storia perde la forza iniziale dei primi archi narrativi quando si concentra sul fantasy più classico e la grande lentezza di Miura nel completare i capitoli sta mettendo da anni a dura prova la pazienza dei lettori ma è uno di quei prodotti da recuperare immediatamente.

 

 

Riscopri i manga che hanno fatto la storia nella nostra rubrica MangaCult.
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