Travis Fimmel: un vichingo in Warcraft

5 anni fa

7 minuti

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Bello, australiano e… vichingo! Travis Fimmel è la rivelazione degli ultimi anni. Attore versatile e preparato, capace di sorprendere non solo per il suo aspetto fisico, ma anche e soprattutto per la sua bravura. A pochi giorni dall’arrivo di Warcraft: L’Inizio al cinema, andiamo a scoprire un attore che ha saputo già distinguersi per i suoi ruoli da guerriero.

Su Lega Nerd, lo sappiamo, vige onore e rispetto nei confronti della #turbofiga, ma per una volta pensiamo anche alle povere nerd che hanno bisogno anche loro del #turbognocco o, come piace definirlo a me, del #manzodamonta.

Prima del suo ingresso in Vikings, il caro Travis Fimmel non era certo tra i volti più conosciuti nel panorama cinematografico e televisivo. Travis viene dal mondo della moda e si tende spesso a non dare troppo fiducia alle bellezze troppo intense nel campo del cinema e della televisione.

 

 

 

 

Prime apparizioni

La carriera televisiva di Fimmel inizia proprio con un ruolo disegnato più per gli occhi che per l’interpretazione. Interpreta, nel 2003, la parte del protagonistaTarzan nell’omonima serie della rete The WB.

La serie, rivisitazione in chiave moderna dei racconti di Edgar Rice Burroughs, non fu un successo: dopo solo otto episodi della prima stagione venne brutalmente cancellata senza troppi convenevoli.

Il Tarzan di Fimmel, dal capello biondissimo e con la mania di camminare a piedi nudi per le strade di New York, sebbene non abbia folgorato gli spettatori, è rimasto comunque impresso al famoso produttore e regista statunitense Greg Yaitanes, mente diabolica dietro a famose serie come Dr.House – Medical Division e Banshee.

 

warcraft

 

Nel 2006 Yaitanes decide di scritturare Fimmel per il film drammatico per la televisione Southern Comfort. Fimmel non viene richiesto per chissà quale grande ruolo, ma la comparsa nel film gli permette di emergere e mettersi più in mostra per ruoli futuri, anche nel cinema.

Nel 2008 recita accanto a Matthew McConaughey nel poco conosciuto Surfer, Dude commedia di S.R. Bindler, prodotta dallo stesso McConaughey e Tom Hanks.

L’ascesa al grande schermo è stata molto lenta e colma di ruoli piuttosto secondari per il caro #manzodamonta Fimmel, che spesso veniva scelto più per il suo aspetto fisico che per la sua bravura.

 

 

Un inizio da modello

La carriera di Travis inizia proprio per le grazie che madre natura australiana gli ha regalato: dopo essere stato “scovato” da un talent scout tra un campo da football e un banco universitario, Travis vola oltre oceano più volte, passando da Melbourne a Londra e da Londra a New York, fino a stabilirsi nella “bella e maledetta” Los Angeles, terra di promesse e speranze.

Il vero lancio per la carriera di Travis Fimmel inizia proprio da qui, quando diventa uno dei volti più noti per le campagne pubblicitarie di Calvin Klein. E galeotti furono proprio un paio di boxer che portarono la figura di Fimmel sui cartelloni di tutto il mondo in tutta la sua possente bellezza

 

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Si dice che per colpa di quel cartellone il traffico a Londra sia aumentato in un particolare incrocio.

Si dice che per colpa di quel cartellone il traffico a Londra sia aumentato in un particolare incrocio perché le guidatrici non potevano fare a meno di rallentare e ammirare un tale dono di Odino. La città fu costretta a togliere il cartellone onde evitare code, tamponamenti e autostima sotto i piedi del genere maschile.

Travis fa strada con la televisione. Passando da un set all’altro, lasciando sempre molto sorprese le produzioni, le quali si trovavano di fronte questo pezzo di ragazzo australiano alto oltre il metro e ottanta, col vizio di girare sempre senza scarpe, ma dalla grandissima professionalità.

Non importa per quale ruolo venisse scritturato, anche per una semplice comparsa, Travis ha sempre mostrato una grande professionalità sia fuori che sul set.

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Il primo vero esordio televisivo di Travis risale al 2008 con la serie poliziesca The Beast. Classico crime drama  con poliziotto veterano e cinico e giovane leva intraprendente e avventata.

Qui Travis è affiancato dallo scatenato Johnny Castle del villaggio turistico di Catskill Mountains, cioè mister Patrick Swayze. La serie venne però cancellata a causa del degenerazione del cancro di Swayze, morto pochissimi mesi dopo.

 

 

 

E poi arriva Ragnarr

Senza ombra di dubbio Travis Fimmel deve moltissimo alla cultura nordica. I suoi tratti così definiti e i colori chiari, oltre alla prestanza fisica, hanno permesso all’attore di essere scritturato per la parte Ragnarr Loðbrók per la serie canadese di History Channel, Vikings.

 

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Travis si è mostrato subito all’altezza del compito e non poco lo hanno aiutato le sue origini. Travis Fimmel è infatti figlio di un allevatore di bestiame. Spesso da bambino dava una mano al padre con gli animali e questo gli è servito non poco per scivolare in quella prima parte che fa di Ragnarr un comune allevatore, dalla mente volta alla conquista del mondo.

Fin dal pilot di Vikings, ormai gloriosa serie prossima alla sua quinta stagione, Travis Fimmel si è dimostrato essere non solo bello come il sole, ma dannatamente bravo.

Nel corso delle quattro stagioni, i cambiamenti di Ragnarr sono stati molto importanti e definitivi. Il personaggio muta, cresce, passa attraverso vittorie e sconfitte, decisioni non facili, dolori profondi e battaglie che lasciano, nella loro gloria, segni indelebili.

 

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Dall’inizio della prima stagione alla fine della quarta passano, all’incirca, vent’anni.

Dall’inizio della prima stagione alla fine della quarta passano, all’incirca, vent’anni. Attraverso questo passaggio, di oltre due decadi, possiamo notare la natura e l’approccio professionale di Travis Fimmel nei confronti di questo personaggio.

Dalla gestualità, al modo di pensare e agire, al modo stesso di parlare, passando dal tono all’uso delle parole scelte, Ragnarr è un personaggio che diventa quasi altro, e Fimmel è sorprendentemente bravo nell’apportare questo suo mutamento, fisico e mentale, rendendolo naturale e assolutamente realistico.

 

 

 

Dai vichinghi agli orchi

E non è un caso se dopo Ragnarr è la volta di Anduin Lothar, protagonista dell’imminente Warcraft – L’inizio, adattamento cinematografico di Warcraft: Orcs & Humans, videogioco del 1994 e primo della saga ambienta nell’universo di Warcraft.

 

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Alla regia non proprio un novellino, ma bensì il figlio dell’immortale Duca Bianco, Duncan Jones, anche conosciuto come Zowie Bowie o Joey Bowie.

La Blizzard Entertainment, storica casa produttrice di videogiochi statunitensi, tra cui Warcraft, affianca nel progetto la Legendary Pictures e Universal Pictures, per un prodotto dalle dimensioni mastodontiche, in tutti i sensi.

 

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Il pacifico regno di Azeroth è sul punto di entrare in guerra contro una terribile razza di invasori: i guerrieri Orchi hanno appena abbandonato il loro pianeta agonizzante per conquistare una nuova casa. Con l’apertura di una connessione fra i due pianeti, un esercito si prepara alla distruzione e l’altro all’estinzione.

Due eroi, ognuno a difesa del proprio gruppo, stanno per entrare in rotta di collisione in una prova di forza che cambierà il destino delle proprie famiglie, della propria gente e della propria casa.

Così ha inizio una straordinaria saga divisa fra potenza e sacrificio, in cui si riveleranno le numerose facce della guerra per uno scontro che non conosce pietà.

 

Le premesse per Warcraft – L’inizio ci sono tutte, sebbene lo scetticismo sia alto. In fondo, dietro la macchina da presa, come abbiamo visto, c’è un regista che non è proprio l’ultimo della classe e con il genere fantastico ha già avuto più di un confronto.

Non poche sono state le perplessità riguardanti proprio Travis Fimmel, legate soprattutto all’incredibile somiglianza, e iniziale temperamento, che si può vedere tra il personaggio di Ragnarr e quello di Anduin Lothar.

Non si hanno dubbi che questo giovane vichingo sarà comunque degno e all’altezza dell’importante ruolo che gli è stato affidato.

Le prime critiche della stampa statunitense su Warcraft non sono state propriamente positive, ma la speranza è l’ultima a morire. Bisogna vedere per poter credere e noi attenderemo per vedere cosa Jones sia realmente riuscito a fare e se riuscirà a soddisfare, o meno, i milioni di giocatori fan dell’universo Warcraft in tutto il mondo.

 

 

Warcraft – L’Inizio, il film, dal 1 giugno nei cinema italiani. Scopri tutto sul film e su Warcraft nel nostro hub dedicato: Leganerd.com/warcraft

 

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