Le Intelligenze Artificiali contro l’Umanità

5 anni fa

7 minuti

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Da quando l’uomo ha cominciato a progredire nella creazione delle intelligenze artificiali, è cominciato ad accadere qualcosa: con il trascorrere del tempo, le macchine hanno iniziato una sfida contro l’umanità, e a quanto pare, non hanno intenzione di perderla.

Non è un mistero che nell’ultimo secolo, nel mondo del lavoro e anche in quello domestico, le macchine abbiano preso spesso il posto dell’uomo nello svolgimento di mansioni più o meno ordinarie.

Certo, questi “robots” non sono delle vere e proprie intelligenze artificiali ma, cosa succederà quando la prima AI completa vedrà la luce? E se il pittoresco futuro dipinto sulle pellicole, dove le macchine controllano l’umanità, non fosse poi così lontano?

 

 

 

 

Le Intelligenze Artificiali

Il fisico teorico, Stephen Hawking, parlando delle intelligenze artificiali ha dichiarato che:

Lo sviluppo di un’AI completa potrebbe portare alla fine della razza umana. Le forme più primitive di intelligenza artificiale realizzate finora si sono dimostrate molto utili, ma sono preoccupato dalle conseguenze che si avrebbero creando qualcosa che possa eguagliare o sorpassare gli esseri umani.

AlphaGo, il software creato dalla Google Deepmind, sconfigge il campione sudcoreano Lee Sedol, ad una partita di Go!

Per il momento le intelligenze artificiali sono ben lungi dall’arrivare a questo traguardo ma, qualche passo avanti lo stanno facendo: l’ultimo di questi è avvenuto il 15 marzo di quest’anno quando Lee Sedol, campione sudcoreano di Go (un gioco da tavolo strategico per due giocatori), è stato battuto a Seul dopo 5 incontri (vincendone 4) dal software creato appositamente dalla Google Deepmind, meglio noto come AlphaGo.

 

La razza umana ha volontariamente abbracciato tutte le sue altre invenzioni fino ad ora. Macchine a vapore, elettricità, internet, cyborg… Forse arriverà il giorno in cui parlare con le IA sarà considerato perfettamente normale.

Questo software rappresenta un enorme salto in avanti nello sviluppo delle intelligenze artificiali. Il Go infatti, uno dei giochi strategici più antichi e complessi ad essere giocati, era stato considerato, fino ad ora, un gioco a cui fosse impossibile applicare tecniche di apprendimento automatico.

 

postgame-david silver, demis hassabis, lee sedol

 

Nonostante questo Google Deepmind sembra esserci riuscita, e chi ha provato la piattaforma considera lo stile di gioco come “al pari di quello umano’’. Non è inoltre esclusa la probabilità che, in un futuro non troppo remoto, i giocatori possano avvalersi dell’aiuto di questo software, per effettuare dei complicati calcoli d’analisi del gioco stesso.

 

 

 

Un po’ di storia

berlinerbackgammonIl primo programma in assoluto a sconfiggere un essere umano nei giochi da tavolo fu BKG 9.8, un programma sviluppato da Hans Berliner verso la fine degli anni ’70, che applicava i principi base della logica fuzzy per appianare la transizione tra le fasi del gioco.

Il grande successo per i creatori di versioni software del backgammon arrivò applicando, verso la fine degli anni ’80, i principi delle reti neurali.

BKG 9.8 è stato il primo programma in assoluto a sconfiggere un essere umano nei giochi da tavolo!

TD-Gammon, sviluppato da Gerald Tesauro, fu il primo programma per computer in grado di giocare alla pari con un esperto. La rete neurale di questo programma fu addestrata usando algoritmi “a differenza temporale” applicati ai dati generati giocando contro sé stesso.

IlTD-Gammon risulta essere infatti come «una rete neurale che allena sé stessa per essere una funzione di valutazione del backgammon, giocando contro sé stessa ed apprendendo dai risultati».

Bender, a me non interessa se sei ricco. Ti amo per la tua intelligenza artificiale e il simulatore di sincerità.

Come per gli scacchi, al momento non è chiaro se il migliore giocatore in assoluto sia il miglior computer o il miglior giocatore umano!

 

 

 

A proposito di scacchi

L’IBM, che vanta al seguito lo sviluppo di chip in grado di simulare l’intelligenza umana, e quindi di aprire ulteriormente la strada allo sviluppo di reti neurali artificiali, nel 1997 assemblò un computer noto con il nome di Deep Blue.

Tale computer, progettato espressamente per giocare a scacchi, si rivelò in grado di battere il Gran Maestro russo Garry Kasparov, il quale non prese affatto bene la sconfitta.

 

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Deep Blue, il computer dell’IBM, fa scandalo battendo il Gran Maestro di scacchi Garry Kasparov!

Il campione si fece insospettire dal computer, capace di calcolare 200 milioni di mosse al secondo sfruttando il parallelismo massivo, e accusò l’IBM di aver usato la sfida come trovata pubblicitaria al fine di incrementare le proprie azioni (sospetto confermato nel 2003) e pretese una rivincita che gli fu negata, ritirando Deep Blue.

Successivamente la casa creò un nuovo computer chiamato Deep Thought (Pensiero Profondo) in onore del computer presente in The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy!

Il linguaggio dei computer sta tutto in due valori. Uno e zero. Uno. Zero. Uno. Zero. All’infinito. Due valori che possono significare qualsiasi cosa.

La sconfitta di Garry Kasparov è stata il trampolino di lancio per lo sviluppo di un gioco chiamato Arimaa che però, a differenza dei software precedenti venne concepito in modo tale che fosse molto più complesso battere un essere umano.

 

 

 

Ed infine, dama!

Chinook, un programma per la dama, scaricabile ancora oggi, vinse addirittura un campionato del mondo… con un colpo di fortuna!

Pochi anni prima dello storico evento che vide Garry Kasparov sconfitto, nel 1994 Chinook, un software per la dama scaricabile anche oggi e praticamente impossibile da battere, fu il primo programma a partecipare ad un campionato del mondo, anche se la sua vittoria è da ritenersi più che altro un colpo di fortuna.

 

timeline_ai.robotics_2007.chinookIl suo sfidante Marion Tinsley infatti dovette ritirarsi dal campionato a causa di una malattia, per poi morire l’anno successivo, perdendo solo 7 partite in 45 anni di carriera, 2 delle quali con Chinook.

Certo, tra i giochi da tavolo e gli scenari di guerra tra IA e umanità che i videogiochi e il cinema ci propinano, ne passa di acqua sotto i ponti. Ma è ipotizzabile uno scenario del genere? E se si, sarà in grado l’uomo di difendersi dalla quella che di fatto, sarà la sua stessa creatura?

 

Il CSER si occupa di calcolare la probabilità di rischio che l’essere umano si estingua a causa dell’avanzamento tecnologico.

Postulare una teoria certa e approfondita per rispondere a tali quesiti non è facile e richiederebbe un discorso molto più ampio, in ogni caso i ricercatori dell’Università di Cambridge hanno istituito il Centre for Study of Existential Risk (CSER), atto a calcolare la probabilità di rischio che l’umanità si estingua a causa dello sviluppo delle intelligenze artificiali e l’incremento della tecnologia in generale.

David ha 11 anni. Pesa 27 chili. È alto 137 centimetri. Ha i capelli castani. I suoi sentimenti sono veri. Ma lui non lo è.

Le proposte al fine di creare un esercito di super soldati, come in Halo, sono già state avanzate, motivo che ha spinto la Human Rights Watch a chiedere un divieto internazionale, con la direttiva 3000.09, per l’uso di macchine in grado di uccidere in maniera autonoma un essere umano. In realtà, tali macchine già esistono, come il sistema Gun Raytheon Phalanx (in grado di distruggere autonomamente missili nemici) oppure come il Boeing X-37B, uno spazioplano sperimentale in grado, una volta in orbita, di volare e atterrare autonomamente senza necessità di un pilota.

Adesso però non allarmiamoci troppo, quelli ipotizzati rimangono ancora degli scenari da sci-fi, e il punto di singolarità tecnologica ancora non è stato superato. Possiamo tornare alle nostre vite e a dormire sonni tranquilli… almeno per un po’.

Anche David si addormentò e per la prima volta nella sua vita andò nel luogo dove nascono i sogni.

 

 

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