Sono riuscito a scappare da una escape room, ecco come è stato

5 anni fa

7 minuti

escape

La scorsa settimana mi arriva un messaggio: stasera andiamo all’escape room di Rimini, ti vuoi unire? Ci ho pensato per un po’, d’altronde il divano è sempre la soluzione migliore per ogni serata che si rispetti, ma sta roba delle escape room mi solleticava la curiosità e alla fine ho accettato. Ho fatto benissimo devo dire, ecco com’è andata.

Avevo già letto in giro di queste nuove attrazioni che stanno sbucando un po’ in tutta Italia: si chiamano “escape room” e, in pratica, funzionano così:

Vi ritrovate in una stanza chiusa a chiave, dovete trovare il modo di uscire.

Ogni escape room è poi tematizzata ovviamente con una storia diversa, ce ne sono fantasy, horror, thriller, spy story, storiche… qualunque bella storia è associabile a questo concept e, neanche a dirlo, più la storia è interessante, più coinvolgente sarà l’esperienza.

Noi (cinque nerd d’annata, tutti alla prima esperienza) eravamo diretti alle Escape Room di Rimini, sono due e le trovate all’interno del Bowling Seventies.

Per giocare serve prenotare, almeno un giorno prima. Sappiatelo. Come dicevo le stanze sarebbero due, ma solo una è attualmente disponibile, “Intrigo Internazionale”, una room da 1 ora (cioè avete un’ora di tempo per uscire, poi le porte si aprono a prescindere) ambientata negli anni ’80 a fine Guerra Fredda, tra spie, missili intercontinentali, codici segreti e compagnia bella.

 

 

La seconda stanza, “Fuga dal Gravastar” dovrebbe essere invece a tema fantascientifico e sarà disponibile a maggio se ho capito bene.

Comunque, poco importa, avrei scelto “quella delle spie” in ogni caso, quindi ben venga. Entriamo nella zona dedicata alle escape room, una reception molto semplice dove ci vengono spiegate le regole base:

  • Ogni chiave che troverete aprirà una sola cosa (lucchetto, serratura, etc) quindi inutile provare ad usare una chiave che si è già usato per qualcosa.
  • Tutto quello che ha attaccato sopra un nastro giallo/nero è da lasciare stare (inutile provare a smontare l’orologio a muro, per dire… o il computer…)
  • Cellulari, chiavi, portafogli, tutto quanto avete in tasca finisce in una cassetta che viene chiusa a chiave, la riavrete quando uscite: entrate insomma senza nulla se non i vestiti che indossate.
  • Avete un’ora di tempo per uscire dalla stanza.

A questo punto ci viene introdotta la storia molto brevemente: non sto qua a spoilerare, vi basti sapere che per vari motivi vi ritrovate bendati e ammanettati uno all’altro.

Così conciati veniamo portati dentro alla stanza vera e propria e veniamo ammanettati ad una parete. A questo punto succede un piccolo colpo di scena che, in pratica, ci lascia soli nella stanza. Al buio.

Vi ricordo che siamo in cinque, ammanettati tra noi e alla parete. Bendati.

Quando ci rendiamo conto di essere soli riusciamo a toglierci almeno le bende (eravamo ammanettati davanti, easy mode!) e possiamo guardarci attorno.

Siamo in una stanza, uno specie di studiolo, con una libreria, una grande cartina sulla parete, una scrivania, orologi alla parete, un grande mobile con diversi scompartimenti… insomma un sacco di roba!

Cominciamo col muoverci, per quanto possibile, in giro per la stanza in cerca di una chiave per le manette…

Cominciamo col muoverci, per quanto possibile, in giro per la stanza in cerca di una chiave per le manette (anzi, di due chiavi, abbiamo due tipi diversi di manette) e, una volta trovata, ci liberiamo.

Qui comincia l’avventura vera e propria che parte davvero semplice (le chiavi delle manette le troverete praticamente subito) e si sviluppa con una complessità sempre maggiore che vi accompagna, insieme alla storia, per tutta l’ora che rimarrete chiusi dentro a questa stanza.

E ad altre stanze. Ripeto: non voglio rovinare l’esperienza a chi ancora non c’è stato, ma vi basti sapere che se siete andati e dopo un’ora eravate ancora in quella prima stanza… beh avete visto molto poco di tutto quello che vi aspetta, tornateci e cercate meglio!

Come dicevo il livello di difficoltà aumenta esponenzialmente man mano che si ritrovano nuovi oggetti, chiavi, libri, indizi di ogni tipo… certo, si parte con la semplice chiave che apre la serratura del cassetto, ma si procede attraverso incredibili combinazioni di azioni, dal sintonizzare la radio su una certa frequenza per ascoltare un messaggio in codice, all’utilizzare una lampada UV per mostrare scritte prima invisibili sul muro, all’utilizzare un terminale touch screen per immettere password e dare comandi… risolvendo puzzle di ogni tipo, ripeto, anche molto complessi, vi avventurerete in una storia che fa da trait d’union al tutto, tra Rimini, San Marino, Mosca e altro, cercando di sventare i piani dei cattivi di turno… o magari entrare a far parte della Malus, l’organizzazione che costruisce queste “basi segrete” in tutto il mondo.

Un’ora sembra tanta, ma a noi è davvero volata e le cose da fare sono davvero tantissime.

Durante questa avventura riceverete qualche aiuto dalla regia attraverso dei terminali video presenti in tutte le stanze che compongono l’escape room. Gli organizzatori vi guardano in diretta grazie a delle telecamere e capiscono quando siete particolarmente bloccati in un punto, digitando qualche piccolo indizio che può davvero far comodo per riuscire a continuare.

Ricordate che il tempo è pochissimo: un’ora sembra tanta, ma a noi è davvero volata e le cose da fare sono davvero tantissime.

Non posso purtroppo raccontare altro, ho già detto veramente troppo.

Quello che posso fare è però dirvi che sono entrato con zero aspettative, avevo idea che sta roba delle escape room fosse una mezza cagata per babbani e invece alla fine, quando siamo riusciti a completare la storia e uscire allo scadere dell’ora (a zero secondi! urlando come bambini idioti) sono uscito con un gaso incredibile e abbiamo passato altri venti minuti a parlare con gli organizzatori, chiedendogli cosa abbiamo sbagliato, quali altri finali sono possibili (si, ci sono diversi finali, in base a cosa fate!) e complimentandoci per la bellissima esperienza che avevamo appena concluso.

A proposito: ci hanno detto che solo un gruppo su quattro riesce ad uscire nell’ora a disposizione e ancora meno riescono a portare a termine gli obbiettivi principali! Un modo insomma per dire che si può tornare e rigiocare una stanza che non si è completato se si vuole.

Anche la voce “costi” non è eccessiva, seppur certo non economica: un’ora di escape room dedicata costa 90€ a gruppo, si può giocare da 2 a 6 persone e il prezzo “a capa” ovviamente cambia in base a quanti siete. Ci è stato detto che il numero ideale per giocare è 4/5 persone: più sarete, più sarà facile trovare indizi in giro, ma al tempo stesso sarà anche più difficile coordinarvi, perché ricordate: ogni indizio si “incastra” in qualche modo con altri indizi che magari avete già trovato e dimenticato… mettete da parte ogni cosa e tornate spesso sui vostri passi!

Insomma, il concept è vincente e davvero divertente, ma chiaramente posso parlare solo della escape che ho fatto io: in Italia ne stanno aprendo a decine in questi mesi e a questo punto sono curioso di sapere la vostra di esperienza, siete stati in una escape room? vi siete divertiti?

 

Se siete in zona Romagna o potete venire facilmente, vi consiglio di provare quella che ho fatto io, ecco il sito dove prenotare. In ogni caso come ho scritto stanno nascendo escape room in tutta Italia, ecco altri siti che ho trovato con offerte simili:

 

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