Love and Mercy: l’incredibile storia di Brian Wilson

5 anni fa

9 minuti

Love and Mercy

Arriva oggi al cinema Love and Mercy, vibrante e feroce pellicola diretta dal produttore nominato all’Oscar Bill Pohland, il quale fa percorrere, tra “inferno e paradiso”, due fasi molto intense della vita del musicista Brian Wilson, compositore e voce del famoso gruppo anni ’60, i Beach Boys. Nella duplice parte di Wilson troviamo John Cusack e Paul Dano, affiancati dalla bellissima Elizabeth Banks e da Paul Giamatti.

Quanti di noi, più maturi o meno, non hanno ballato almeno una volta sulle note estive e frizzantine di Surfer Girl o Fun, Fun, Fun, o si sono immersi nel sound più maturo e rivoluzionario di God Only Knows?

Le suggestive e particolari atmosfere della famosa boy band californiana anni ‘60, furono frutto del geniale lavoro dell’eclettica ed enigmatica figura di Brian Wilson, autore, compositore e co-fondatore dei Beach Boys, assieme ai due fratelli, Dennis e Carl, il cugino Mike Love e Al Jardine.

Bill Pohland, spalleggiato da Wilson stesso e da sua moglie Melinda, crea, assieme all’abilissima penna di Oren Moverman (abilmente testato nella bellissima biografia di Bob Dylan, Io non sono qui, diretta da Todd Haynes) una storia biografica fuori dagli schemi. Un lavoro di sperimentazione visiva ma, soprattutto, musicale, che trasporta con abilità lo spettatore in un viaggio in bilico tra luce e tenebra, gioia e sofferenza; l’instabile mondo di Brian Wilson, dalle origini del successo fino al suo periodo più buio.

 

 

Le origini

Nei primi anni del 1960, i Beach Boys cavalcarono l’onda del successo grazie alla loro musica briosa e carica di vibrazioni positive. A metà del decennio, erano già campioni di incassi, nonché autori di molteplici singoli perennemente in cima nelle hit parade.

Pochi giorni prima del tour della band in Giappone, il corista e compositore Brian Wilson decide di non partire e rimanere chiuso in studio, per poter sperimentare nuove melodie e armonie, mescolando un uso non convenzionale di suoni e strumenti.

Il frutto del duro e folle lavoro di Wilson fu un album che cambiò radicalmente le regole della musica pop, Pet Sounds.

 

Love and Mercy

 

La maturazione del sound di Wilson e la personale scoperta di un mondo ricco di sfumature musicali, sebbene adorata dalla critica, non venne totalmente compresa dal resto del gruppo, portando il musicista verso una profondissima depressione ed esaurimento nervoso che durò per due decenni.

 

 

 

Il Film

La pellicola si apre con un suggestivo e complesso monologo del Wilson di quel periodo, interpretato da un sempre più sorprendente Paul Dano, che apre le porte allo spettatore in quello che è un viaggio tra musica e demoni.

I vari tuffi negli anni ’60, caratterizzati dalla tipica fotografia pastellosa e patinata, decisamente in sintonia con il sound della band, vengono intervallati con il “presente” proposto dal regista che coincide con gli anni ’80. Quelli sono gli anni più cupi dell’età adulta di Wilson, interpretato da un controverso John Cusack, in una delle sue interpretazioni migliori.

In quel periodo Wilson combatte tra malattia e dipendenza da farmaci violentissimi, oltre una vita fatta di reclusioni e continua sorveglianza, a causa dei metodi poco ortodossi del suo psicoterapeuta (Paul Giamatti).

Brian Wilson è costretto a chiudere ogni rapporto con la sua ex-moglie, compagna e amica fidata fin dai primi anni dei Beach Boys, con le sue figlie e anche con i suoi fratelli, cadendo in una spirale fatta di colori sfuocati e suoni distorti. Ad un passo dal baratro, un capriccio dell’eccentrico e malato genio, lo porta a conoscere Melinda Ledbetter (Elizabeth Banks), semplice venditrice di auto, destinata a cambiare radicalmente, nonché salvare, la vita dell’artista.

 

 

 

Love and Mercy

Pohland con Love and Mercy – canzone di Wilson dal significa simbolico in questa pellicola – traccia un approfondimento intimo di Brian Wilson che cambia drasticamente le regole dei film biografici, concentrandosi unicamente su quelli che sono gli aspetti meno conosciuti del compositore, quelli più oscuri e pesanti, in particolar modo riguardanti il suo periodo di uscita dalle scene.

Fondamentale la collaborazione di Wilson stesso e della moglie Melinda.

In questo è stata fondamentale la collaborazione di Wilson stesso e della moglie Melinda, i quali hanno scavato a fondo in se stessi, affidando i dettagli più torbidi di quell’inizio di relazione così fuori dagli schemi. Non sorprende, infatti, sapere che la creazione di questa pellicola ha richiesto ben dieci anni.

 

Love and Mercy

Brian Wilson con Paul Dano e il cast che ha interpretato i Beach Boys

 

Questo tipo di lavoro si sente in particolar modo sulla sceneggiatura. Una scrittura pulita e maniacale. Scrupolosa in ogni dettaglio, da quelle che possono essere le descrizioni di ogni scena ai dialoghi, sempre misurati ed essenziali. Ogni parola è perfettamente collocata nel momento giusto, portatrice di un duplice significato.

Il Wilson più giovane non ha nemmeno bisogno di troppe parole. A parlare per lui c’è la musica, il mondo sonoro entro il quale vive, perfettamente trasmesso allo spettatore proprio attraverso i suoni.

 

In contrasto con la sceneggiatura si pone la regia, molto più sporca e, per modo di dire, giocosa. A Bill Pohland non interessano i virtuosismi. Il suo unico obiettivo è quello di sbattere, letteralmente, lo spettatore nel cervello di Wilson, facendogli provare le stesse contrastanti sensazioni.

 

Per fare questo, non si avvale unicamente di una scrittura perfetta e di un montaggio sonoro da Oscar, ma anche di una contaminazione dell’immagine che slitta dal documentario alle pellicole più visionarie, oltre a un forte uso della macchina a mano, rendendo l’immagine più instabile soprattutto nelle scene di maggior tormento e suspense.

A rendere tutto ancora più incisivo c’è l’incredibile bravura degli attori, i quali accompagnano per mano lo spettatore durante tutto l’arco di narrazione.

 

Love and Mercy

 

Paul Dano è magistrale. Calibra ogni sfumatura del personaggio, dai momenti di pura genialità a quelli di smarrimento.

Paul Dano è magistrale. Calibra ogni sfumatura del personaggio, dai momenti di pura genialità a quelli di smarrimento. Un vortice di sentimenti in continuo crescendo, proprio come se fosse una melodia, fino a raggiungere il suo apice più intenso, ricco di sonorità e sensazione. Una viaggio viscerale e straordinariamente intimo.

Love and Mercy non è solo un approfondimento sulla vita di Wilson ma, soprattutto, sulla sua musica, in particolar modo quella legata ai Beach Boys. Dietro le sonorità colorite e pop che hanno fatto ballare milioni di persone in tutto il mondo, ci sono pensieri e turbamenti ben più cupi, primi fra tutti il rapporto turbolento con un padre padrone.

Attraverso la sua interpretazione, Dano fa emergere tutto questo, seminando quelli che saranno gli elementi più intensi e dolorosi che, invece, deve affrontare la versione matura proposta con John Cusack.

Cusack non si fa trovare impreparato ma, anzi, regala una viscerale prova di immedesimazione molto forte, in particolar modo nelle situazioni più al limite alle quali è dovuto sottostare Wilson.

 

Love and Mercy

 

Nei momenti di totale buio, Cusack è irriconoscibile, tirando fuori una fragile umanità disarmante.

Un continuo stare in equilibrio tra un sempre più minacciato libero arbitrio e la sottomissione causata dal sentirsi dire cosa fare e cosa non fare. Ovviamente il tutto, accentuato ancora di più dall’abbondante somministrazione di farmaci distruttivi. Nei momenti di totale buio, Cusack è irriconoscibile, tirando fuori una fragile umanità disarmante, alla quale è difficile poter credere proprio per il suo superamento del limite.

A unirsi a questi momenti sospesi tra infantilità e cruda realtà, c’è la dolcissima relazione con Melinda, interpretata da una Elizabeth Banks che da, ancora una volta, prova delle sue grandissime capacità, passando dalla commedia al fantasy, fino ad arrivare al drama più maturo.

Inquadrare il loro rapporto è fondamentale per poter capire, ancora meglio, questa parentesi che Love and Mercy vuole inquadrare nella vita di Brian Wilson. Una favola circondata dai contorni più aspri e spigolosi di una realtà difficile da credere.

 

Love and Mercy

 

 

 

La musica

Love and Mercy sprigiona una significativa profondità e violenza che non lascia indifferenti. Nelle sue sonorità è quasi disturbante, in particolar modo per la sua capacità, come già detto, di trasportare lo spettatore nella mente di Wilson.

Si vivono le stesse sensazioni di disagio, deriva, abbandono, follia. Un ventaglio di differenti emozioni che penetrano in qualsiasi tipo di spettatore, lasciandolo stordito, incerto, fragile, grazie al riuscire, indisturbato, a passare da un momento più luminoso e brioso, ad uno ben più cupo e tetro, fatto da suoni indefiniti, dilatati e distorti.

 

Assolutamente riconoscibile è, infatti, il tratto lavorativo del Premio Oscar Atticus Ross. Ross crea un filo narrativo che va di pari passo con la storia, affiancandosi all’incredibile ritmo, creato già da regista e sceneggiatore, per poterlo renderlo ancora più deciso e coinvolgente.

 

Musica e narrazione, lavorando in questo senso, non vogliono semplicemente dare un quadro articolato e particolare di due momenti di vita di un’artista complesso come Wilson, ma vogliono proprio far cambiare la percezione di tale artista allo spettatore. E ci riescono a mani basse!

 

Love and Mercy

 

Ross dichiara di essersi ispirato a diverse tipologie di sound, da The Grey Album di Jay Z, passando per White Album dei The Beatles, per poter riprodurre quella sensazione di cascata di eventi, caratteristica della vita di Brian Wilson.

Bill Pohland da vita a un film dal fortissimo impatto emotivo, riuscendo a tenere lo spettatore in sospeso dall’inizio alla fine, pur usando un tono registico innovativo e sperimentale; il quale, inizialmente, potrà sembrare quasi disturbante ed estraniante, ma più la narrazione va avanti, più ci si lascia trasportare dagli eventi, entrando in completa sintonia con i personaggi.

Una vera e propria esperienza visiva ma, soprattutto, musicale a 360°.

Love and Mercy non è un semplice film. È un quadro espressionista sulla vita di un’artista che fino a questo abbiamo guardato in un modo, ma che adesso percepiremo in tutt’altro. Una vera e propria esperienza visiva ma, soprattutto, musicale a 360°.

Una piccola chicca finale la regalano anche i titoli di coda, chiudendo in leggerezza un film che accompagna con la sua intensità lo spettatore, anche al di fuori della sala.

 

 

Love and Mercy vi aspetta dal 31 Marzo al cinema!

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