Irrational Man: un Woody Allen d’annata in salsa “pessimista”

7 anni fa

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Ha compiuto da poco ottant’anni e abbiamo parlato di lui nel MustSee di due settimana fa. Esce domani, 16 Dicembre, al cinema Irrational Man, la sua nuova commedia con Joaquin Phoenix e Emma Stone (#turbofiga). Ovviamente altri non può essere se non il caro e vecchio Woody Allen.

Irrational Man, presentato Fuori Concorso al Festival di Cannes 2015,  è un vero e proprio Allen di annata. Una commedia politicamente scorretta, che discute le tematiche portanti della cinematografia del regista, come la morte e il senso della vita, con quel suo irresistibile pizzico di cinismo e ironia.

“Già da quando ero molto giovane e chissà per quale motivo, sono sempre stato attratto da ciò che la gente chiama le grandi domande.”

Irrational Man è, infatti, una pellicola che risente moltissimo, positivamente, dello spirito più pessimista e ateo di Woody Allen, da sempre affascinato dalle tematiche filosofiche che costellano i suoi film. In particolar modo, l’imprevedibile azione del caso e della fortuna, che si sommano alle scelte compiute da un individuo e che portano a un destino, volenti o nolenti, già trascritto.

Giocando un po’ in bilico tra Io e Annie (1977) e Match Point (2005), ma con quel pizzico che non gusta mai di Crimini e Misfatti (1989), Irrational Man si pone come la somma massima di maturazione dell’opera cinematografica di Woody Allen, giocando con le radici della prima fase del cinema dell’americano e con le influenze che hanno condizionato la seconda parte più romantica e di sfondo europeo.

“Non succede niente finché non si tocca il fondo”

La frase ci introduce il primo protagonista della storia, e anche la storia stessa e il suo fine ultimo, Abe Lucas (Joaquin Phoenix), tormentato professore di filosofia, intento a guidare e bere rhum di malto, mentre la sua mente si perde in esistenzialismi sulla sua stessa vita. Allen ci introduce immediatamente il suo alter ego più pessimista. Quello che rappresenta lo sconfinato vuoto della vita, la sua inutilità. La faccia della medaglia più sbiadita, messa in risalto dalla sua controparte che, in questo caso, è rappresentata dalla giovane e fresca Jill Pollard (Emma Stone), brillante studentessa dello stesso college in cui si trasferisce Abe.

Abe Lucas non è sicuramente il professore universitario di filosofia che tutti si aspettano di trovarsi di fronte.

Abe Lucas non è sicuramente il professore universitario di filosofia che tutti si aspettano di trovarsi di fronte. La sua sconfinata smania di autodistruzione e di pessimismo quasi romantico, sono il suo biglietto da visita, il suo punto vincente in fattor carisma e fascino. Abe ormai dalla vita non si aspetta più nulla. Ricerca quasi spasmodicamente la morte, governato da un senso di vuoto e angoscia. Il suo stesso metodo di insegnamento, rozzo e crudo, è la prova della sua buia visione dell’esistenza.

 

 

Irrational Man

 

 

Jill, invece, ci si presenta inizialmente, contrapposta in un montaggio di alternate ben studiato, come l’incarnazione pura del positivismo. Il suo modo di pensare, di vivere la vita, sono ciò che di più puro e ingenuo ci possa essere. Jill è brillante, curiosa e affamata.

È una “Annie” meno matura, ma non meno testarda.

Non riesce a trovare del marcio in Abe, non all’inizio almeno. Giustifica ogni suo comportamento autolesionista, e ne rimane sempre più affascinata. È incastra nell’idea romantica del rapporto studentessa-insegnante, e Abe si nutre di questo, sebbene sa di non poter fare il salto decisivo.

 

 

Irrational Man

 

 

Di tutt’altro avviso è invece un terzo personaggio femminile, più feroce e cinico che rappresenta perfettamente l’idea bipolare che Allen ha sempre avuto delle donne: Rita Richards (Parker Posey). Rita è la classica donna frustrata, affamata di avventure veloci che la salvino dalla sua vita piatta e dal suo matrimonio morto.

Sogna, nella classico cliché americano, di rifarsi una vita in Europa. Abe è la sua perfetta incarnazione, e vuole a tutti costi essere contaminata dal suo mal de vivre e, al tempo stesso, contaminarlo con la sua irrazionale follia.

Per una buona, ma veloce, parte del film, si gioca moltissimo su questo menage e sulla differenza di rapporto che Abe ha con le due donne

Per una buona, ma veloce, parte del film, si gioca moltissimo su questo menage e sulla differenza di rapporto che Abe ha con le due donne, riprendendo moltissimo personaggi passati di Allen, nonché la stessa vita privata del regista, e dando quel sapore di coppia e relazione che tanto si respira in Io e Annie con la meravigliosa Diane Keaton, nonché ex-compagna del regista.

Abe è dominato da emozioni controverse. La recitazione magistrale è sempre dominata da una catena di battute che fanno vivere appieno il cinema di Allen, sempre un po’ ridondante con i suoi personaggi intellettuali e intellettualoidi, ammalati e capaci esclusivamente di sopravvivere e non vivere.

 

 

Irrational Man

 

La filosofia è masturbazione verbale.

L’inaspettata svolta, quella che permette ad Abe di ricominciare a vivere e trovare senso alla sua vita, avviene grazie a una conversazione “sentita per caso” all’interno di un caffè.

L’imprevedibilità della vita, il moto discontinuo e imprevedibile del caos, mettono Abe di fronte ad una scelta, e sarà proprio quella scelta, la scelta di una morte esterna, a far ritrovare il coraggio dell’esistenza all’interno del protagonista. La scelta di agire e non subire passivamente.

Nuovamente il tema della fortuna e del caos tornano prepotentemente in questa pellicola, così come era già successo nel 2005 con Match Point. Ad Allen piace giocare con i simbolismi e con gli oggetti, estrapolandoli dal loro contesto, per poi fargli assumere una valenza quanto mai significativa.

 

 

Irrational Man

 

 

In Irrational Man Allen dosa tutti questi piccoli ingredienti, regalando allo spettatore un finale davvero a sorpresa, tipico del suo cinema giocato tra twist e contrasti. Imprevedibile e irrazionale, ma anche cinico e falsamente moralista.

Un vero e proprio elogio al romanticismo, o meglio all’idea di romanticismo, letterario, ma anche a quello filosofico e musicale.

Un vero e proprio elogio al romanticismo, o meglio all’idea di romanticismo, letterario, ma anche a quello filosofico e musicale. Irrational Man è indubbiamente un Woody Allen alla sua ennesima potenza. Un film che gioca con i doppi significati, con la natura fragile e irrazionale dell’essere umano. Una pellicola che sa rendere il cliché strumento di racconto originale. Una fotografia calda, resa ancora più briosa da una colonna sonora che porta a spasso tra le immagini lo spettatore, ponendosi in netto contrasto con il significato molto più forte e violento della narrazione e delle differenti e tempestose emozioni dei personaggi.

La vita ha il significato che noi scegliamo di darle.

 

https://www.youtube.com/watch?v=GRQ65dRLm1k

 

Un film da amare ma anche da odiare, proprio come a Woody piace fare. Una pellicola capace di sorprendere, far storcere il naso ma, soprattutto, divertire. Irrational Man è un film assolutamente da vedere che, difficilmente, vi lascerà impassibili.

 

Irrational Man arriverà nelle sale italiane da domani, 16 dicembre 2015

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