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Terminator: Timeline. Continuity e Paradossi del Giorno del Giudizio

58
6 anni fa

9 minuti

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Terminator è una delle saghe di fantascienza più interessanti del cinema contemporaneo. C’è tutto: azione, eroismo, duello uomo-macchina, uso perverso della tecnologia. C’è poi il fattore viaggi nel tempo, che dona quell’alone “figo” e vagamente (in)comprensibile, tra futuro possibile, passato da riscrivere, predestinazione e destino della Terra.

Le cose certe: c’è un Giorno del Giudizio, c’è il supercomputer-rete neurale Skynet che nuclearizza con le sue macchine assassine gran parte della popolazione mondiale, c’è una Resistenza da parte degli umani e c’è un John Connor che, da leader, porta la Resistenza a sconfiggere quelle macchine.

Ma Skynet ha sempre un asso nella manica, un piano B, un’estrema risorsa: il viaggio indietro nel tempo di un suo cyborg, finalizzato a uccidere Connor… piano scoperto dalla Resistenza, che come estrema contromossa spedisce indietro il braccio destro di John, Kyle Reese.
Ma le cose stanno proprio così? Andiamo con ordine, e con l’avviso (per quanto i film in esame siano quelli “vecchi”) SPOILER ALERT

Accanto ad ogni titolo c’è l’anno in cui è ambientato, e sotto parliamo dei vari eventi/incastri.

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Poi non dite che non s’era detto. Nemmeno tornando indietro nel tempo.

 

 

1984: The Terminator

Nel primo Terminator, ambientato a metà del 1984, arrivano sulla Terra [dall’anno 2029, quello della vittoria degli uomini sulle macchine] l’inconfondibile T-800 e il soldato umano Kyle Reese. Entrambi sono alla ricerca di Sarh Connor, madre del futuro salvatore della razza umana John Connor: il primo per ucciderla, il secondo per salvarla.

Nello svolgimento del dovere Kyle va ben oltre (o forse no) il proprio compito, generando con Sarah un bambino: John Connor, e chi altri?
Durante lo scontro finale in una fabbrica abbandonata, il Terminator viene distrutto, Kyle muore. Alcuni ingegneri della Cyberdyne Systems Corporation ritrovano un chip e alcuni pezzi del braccio del T-800, spappolato da una pressa idraulica.

Nel febbraio del 1985 nasce John Connor.

Il Giorno del Giudizio è settato al 29 agosto 1997.

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“Te lo spiego un’altra volta…”

 

 

1995: Terminator 2: Judgment Day

Dopo la nascita del figlio e vicissitudini personali alquanto turbolente, tra il 1994 e il 1995 Sarah Connor entra in una spirale di paranoia e viene internata in un istituto mentale, il Pescadero, dopo aver messo a segno diversi crimini contro aziende informatiche, potenziali “mamme” di Skynet.

John Connor è intanto costretto da tempo a numerosi affidamenti familiari, che naufragano miseramente uno dopo l’altro a causa del suo carattere ribelle. Tra il 1994 e il 1995, frequentando la stessa scuola, John conosce Kate Brewster, la sua futura moglie.

Nel giugno del 1995 arriva sulla Terra [dall’anno 2030, successivo alla “vittoria umana”] il temibile T-1000 in lega polimetallico-mimetica (metallo liquido), con la missione di uccidere il decenne John Connor (ndr. non ci crede nessuno che ha 10 anni, Edward Furlong ne aveva 14 e si vede, ma la continuity vuole così, LOL).

Contestualmente, arriva a salvare la situazione un T-800 riprogrammato dallo stesso John Connor del futuro, per proteggere se stesso e distruggere sia il T-1000 che la Cyberdyne, responsabile della creazione di Skynet attraverso il lavoro di reverse-engineering sui resti del cyborg del 1984.

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Terminator Team: Assemble!

Risultato: il T-1000 e il T-800 sono distrutti grazie all’acciaio fuso, assieme ai pezzi recuperati alla Cyberdyne grazie all’aiuto dell’ingegnere-capo Myles Dyson. Il futuro non sembra scritto, ma, per quanto ne sappiamo, il Giorno del Giudizio rimane al suo posto: 29 agosto 1997.

Giusto? Sbagliato. Il Giorno del giudizio non arriva. In compenso, Sarah Connor muore di leucemia alcuni mesi dopo la fatidica data contro cui tanto ha lottato.

John Connor decide di vivere senza documenti, senza identità, senza possibilità di essere rintracciato, in giro per gli Stati Uniti.

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Prova a non frignare, dai.

 

 

2004: Terminator 3: Rise of the Machines

Nel 2003 non è ancora accaduto niente sul fronte della fine del mondo. In compenso, da qualche parte in America, la dottoressa Serena Kogan della rinata Cyberdyne Systems Corporation riesce a convincere un detenuto condannato a morte, un certo Marcus Wright, a donare il suo corpo all’industria scientifica.

Siamo all’estate del 2004. Arriva dal futuro, per il “team cattivi”, l’ancora più letale T-X, dalle leggiadre forme femminili che uniscono il metallo liquido ad un endoscheletro potenziato. Dall’altra parte, la Resistenza spedisce indietro un T-850, praticamente identico al T-800, ma un po’ più autocosciente e dall’aspetto invecchiato.

La missione della T-X (altresì detta Terminatrix) è quella di uccidere non soltanto John Connor, ma tutti coloro che nel futuro saranno i suoi amici e luogotenenti, ad iniziare dalla moglie Kate Brewster.

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Kristanna Loken nella sua migliore interpretazione. Non è una battuta.

Colpo di scena: i due “organismi cibernetici” arrivano dal 2032, nientemeno che l’anno di morte di John Connor (e precisamente il 4 luglio). Ucciso dal suo legame sentimentale con il T-800: il T-850, creato con l’aspetto del predecessore proprio a questo scopo, è riuscito ad arrivargli vicino tanto da farlo fuori. Messo fuori gioco subito dopo da Kate, è stato riprogrammato e spedito alle calcagna della Terminatrix.

Ironicamente a dare la luce a Skynet e l’avvio al Giorno del Giudizio, nel 2004, è il padre di Kate, il generale Robert Brewster, al comando del Centro Sistemi Cibernetici dell’esercito. Un corpo militare che non soltanto ha in cantiere molti prototipi che saranno alla base dell’esercito di Skynet, ma l’embrione stesso della malefica rete neuronica.

Luglio 2004 è dunque la pietra tombale per tre miliardi e mezzo di essere umani, esattamente (data a parte) come predetto dal primo capitolo della saga.

Disinvolto. Non pensare che possa essere il simbolo della tua carriera.

 

 

2007: Terminator: The Sarah Connor Chronicles

Sebbene la serie tv di Terminator (SCC) incasini abbastanza lo scenario e, per stessa ammissione degli showrunner, sia abbastanza slegata dalla continuity – anche per esigenze di spettacolo – vale la pena dare due info anche su questo scenario, una vera e propria timeline parallela che ignora del tutto le premesse e lo svolgimento di Terminator 3, si collega con libertà temporali a Terminator 2 e non ha molti punti di contatto con Terminator: Salvation.

Gli eventi della serie tv prendono vita nel 2007, mentre il T-888 e la terminator “buona” Cameron arrivano dal 2027, dunque prima dell’anno della vittoria della Resistenza.

Cameron, John e la per nulla morta di leucemia Sarah Connor utilizzano una macchina del tempo per saltare dal 1999 al 2007. Scopriremo poi che il viaggio nel tempo non è più una misura disperata che si utilizza solo di rado e a costi elevatissimi in termini di calcoli e tecnologia, ma addirittura ci sono macchine inviate nel nostro passato agli inizi del ‘900 per una trama intricata…

Secondo la cronologia di SCC, il Giorno del Giudizio è settato al 21 aprile del 2011.

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Lena Headey avec shotgun. La Sarah Connor più figa che c’è.

 

 

2018: Terminator Salvation

John Connor si rende conto che il futuro è probabilmente diverso da come lo aveva descritto sua madre; la battaglia con le macchine si fa sempre più dura.

Durante gli eventi John incontra Marcus Wright che si rivela essere un (inconsapevole) cyborg con cuore e cervello umani. Si vede anche un giovanissimo Kyle Reese, non ancora il buon combattente che conosciamo…

Paradossalmente, sarà proprio Marcus alla fine a salvare John da una morte certa dopo uno scontro mortale con un T-RIP, prototipo del celebre T-800.

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No, non è Il Cavaliere Oscuro contro Avatar (purtroppo?)

 

 

Nell’oscurità di un futuro passato: paradosso cammina con me

Mai come nella saga cinematografica di Terminator, il futuro è nel passato: nel senso che il passato è parte integrante della storia che va avanti, la modifica, la determina, la plasma. Al tempo stesso, viene alterato e, presumibilmente, diviso in piani temporali diversi.

Tutto questo richiede allo spettatore una forte sospensione dell’incredulità, ma esercita anche un fascino irresistibile sugli appassionati e non di fantascienza.

Il corpus narrativo di Terminator non chiede certo di essere in possesso di conoscenze scientifiche per decifrare la sua continuity, spesso e volentieri piegata “per magia” alle mille esigenze imposte dalla produzione delle opere della saga e lo scorrere del tempo del mondo reale.

Tuttavia, alla luce degli incastri e dei salti mortali che sono stati fatti nel corso degli anni per rendere la storia il più coerente possibile, possiamo sostenere una cosa: in Terminator può accadere di tutto, e probabilmente sta accadendo contemporaneamente in tutte le linee temporali create dai viaggi nel tempo.

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“Facciamo un giochetto che ho visto in Aliens? Dammi la mano…”

Una cosa non secondaria sono i paradossi: quello che possiamo comunemente definire il “paradosso della predestinazione” vede un evento del futuro essere la causa di un evento del passato.

Tipo la nascita di John Connor, determinata dall’invio dal futuro di Kyle Reese. John Connor ne è forse a conoscenza, attraverso i nastri che la madre registra per lui, dopo il 1984? Trattasi dunque di paradosso della predestinazione (auto-avverante).
E se John ha inviato Kyle nel 1984 e Kyle è morto, chi sarà inviato in quella stessa linea narrativa/temporale?

Ma John Connor non è l’unico messia che si auto-crea: anche Skynet, inviando il T-800 nel 1984, lascia i suoi resti agli ingegneri della Cyberdyne mettendo in moto gli eventi che porteranno alla sua nascita. Peccato che questo sia anche il loop della propria sconfitta, dovuta a John Connor, nato perchè Kyle Reese è stato mandato indietro nel tempo assieme al Terminator.

Nel primo film, Kyle Reese recita a Sarah un messaggio inviatole dal figlio John dal 2029: “Il futuro non è scritto” (-The future is not set), tra le altre cose. La stessa frase trasmessa poi al giovane John dalla madre, che la fa sua in Terminator 2. Quindi ci troviamo di fronte ad un paradosso ontologico: chi ha “creato” in origine quel messaggio, quella frase di speranza?

“Il futuro non è scritto. Però se ti spogli fai un favore all’umanità, cara”

Skynet, nel corso del tempo e dei film, è diventato sempre più cosciente dei propri fallimenti, adottando strategie diverse, tutte però destinate a non cambiare il futuro in suo favore. Finora.

Ma va a finire che la cosa più semplice è sfuggita alla mega-intelligenza artificiale: analizzare le proprie sconfitte nelle battaglie con la Resistenza e poi mandare un robot nel recente passato per correggere gli errori e avere un vantaggio tattico notevole.

James Cameron, stasera ti faccio una telefonata

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