I Cavalieri dello Zodiaco: La leggenda del Grande Tempio

7 anni fa

8 minuti

Saint Seiya Legend of Sanctuary

Lucca, sabato 1 novembre, Ore 10:00, Cinema Centrale. Proiezione in anteprima nazionale solo per la stampa del film I Cavalieri dello Zodiaco: La leggenda del Santuario di Keiichi Sato, a seguire la conferenza stampa con la triade il regista, il produttore Yosuke Asama (non Masami Kurumada eh! Vi sarebbe piaciuto! Anche a me, sigh) e il compositore della colonna sonora Yoshihiro Ike.

Ci presentiamo di buon ora, check delle prenotazioni, siamo tra i primi, Yo! Entriamo e ci piazziamo in terza fila, quasi sotto allo schermo, solita minaccia degli stuart per farci spegnere i cellulari, entusiasmo a mille e aspettiamo che il film cominci.

Pochi secondi prima che si spengano le luci, volto lo sguardo verso il resto della sala, così per vedere con quanti giornalisti/blogger condividerò questa esperienza e con grande rammarico la sala è quasi vuota, le persone si contano quasi sulle dita delle mani.

Avrei scommesso su più attenzione da parte della stampa/internet ma effettivamente oggi è sabato e le strade sono già intasate mortalmente, l’orario non è dei più invitanti e l’offerta a Lucca Comics & Games non manca di certo, peccato!

Ora, per dovere di cronaca è giusto che sappiate che sono un grande amante della saga di Seiya e compari, specialmente della versione animata e che la versione cinematografica di cui parleremo oggi è quella interamente doppiata in italiano, inoltre darò per scontato che coloro che stanno leggendo conoscano già la saga del Grande Tempio quindi se vi sentite spoilerati fatti vostri. In ogni caso prima di partire guardatevi il trailer esteso:

Si spengono le luci, mani sui braccioli, sguardo lucido, cervello resettato a otto anni, si parte.

Il film comincia con la vicenda di Micene e la sua fuga dal Grande Tempio, la scena è a dir poco spettacolare e nonostante i cambiamenti a livello di design (vedi le armature nel trailer) e ambientazione (Il Grande Tempio si trova in una specie di dimensione parallela) la vicenda originale viene trattata con il giusto rispetto.

Da qui si vede che il regista vuole mettere da subito le cose in chiaro, ovvero “il film l’ho fatto come piaceva a me ma sappiate che anche io da piccolo leggevo i fumetti di Seiya e guardavo i cartoni in TV”.

A questo punto il sottoscritto si è inginocchiato cantando lode a tutti gli dei dell’Olimpo, in questi tempi nefasti di reboot mediocri, sequel scontati e merdate varie holliwoodiane, trovare un opera che abbia la freschezza di un prodotto nuovo ma rispetti degnamente il materiale originale da cui è tratta è come trovare il Santo Graal o la città perduta di Atlantide.

Nella mia testa si materializza un “Grazie!” lampeggiante a color arancione che non smetterà fino alla fine del film.

Dopo la intro ci vengono presentati i protagonisti, Isabel in primis, guidata fedelmente dal maggiordomo Mylock che in questa versione non è pelato e porta gli occhiali, quest’ultimo sarà la chiave comica di tutta la prima parte del film. Anche se per noi occidentali sembreranno solo di ridicoli siparietti, in realtà il personaggio viene rispettato e qualche passaggio sopra le righe risulta facilmente perdonabile.

A seguire viene introdotto il personaggio di Seiya (Pegasus in italiano) e qui incontriamo uno dei primi problemi del film. Calma! Non allarmatevi! Seiya è lui, figo come sempre e con tutti i suoi colpi, Fulmine di Pegasus in primis, solamente che viene rappresentato più bimbominkia del solito.

Dato che tutta la seconda parte del film è ambientata nel mondo divino parallelo del Grande Tempio, verrà affidato a lui il compito di smorzare la tensione e far sorridere il pubblico ma credetemi, questa cosa non vi rovinerà la visione del film, quindi cercate in fretta di farvene una ragione e godetevi il resto.

A questo punto avrete visto sullo schermo abbastanza personaggi per poter realizzare che i doppiatori dei protagonisti sono gli stessi della vecchia serie animata! All’inizio devo ammettere che la cosa mi ha generato un certo entusiasmo ma più andava avanti la storia e più mi rendevo conto che in realtà sarebbe stato meglio prendere dei doppiatori nuovi, in fondo il film è una cosa recente e per un pubblico più giovane rispetto ai vecchi babbei come me che guardavano i cartoni negli anni 80.

La scelta di mantenere i doppiatori della serie animata sarà stata sicuramente gradita

La scelta di mantenere i doppiatori della serie animata sarà stata sicuramente gradita a chi da questo film si aspettava un’operazione nostalgia e probabilmente nel momento del casting dei doppiatori, la direzione ha scelto di rivolgersi più a questo pubblico. Personalmente non mi sento di biasimare la scelta, in fondo il doppiaggio funziona abbastanza bene, ma io avrei utilizzato un nuovo cast.

Quello che invece mi sento di biasimare in toto è la scelta di tradurre i nomi dei personaggi come nella serie animata degli anni ottanta, purtroppo se quando ero bambino “Pegasus” come nome mi sembrava figo, ora non riesco proprio ad ascoltarlo, probabilmente sono troppo vecchio. Immagino che il motivo sia perché nonostante il 2014 sia quasi finito, il popolo italiano non sia ancora pronto per sentir chiamare dei personaggi Ikki o Shun o Aiolos, e quindi si è scelto di rimanere sui più confortevoli Phoenix, Andromeda o Micene. Non sono assolutamente d’accordo ma fortunatamente il film non dura abbastanza per sentirli nominare tante volte, quindi anche a questo ci si riesce a passare sopra.

Sul discorso doppiaggio/traduzione mi piacerebbe sentire anche il vostro parere. Torniamo ai nostri eroi, in breve oltre a Seiya (scusate ma Pegasus mi fa cagare anche a scriverlo) vengono presentati Sirio, Crystal e Andromeda, con un po’ di ritardo, ovviamente, nella vicenda si inserirà anche Phoenix. Il regista senza tanti fronzoli ce li presenta già come Cavalieri di Atena la cui missione è proteggere Lady Isabel, e qui viene confermato il succo di tutto il film che si può tradurre in: “Poche seghe, qua le chiacchiere stanno a zero, questo è un film di combattimenti!” Mi inginocchio nuovamente e sgozzo una capra in sacrificio agli dei per ringraziarli!

Il design delle armature è molto accattivante e viste le mille sfaccettature di cui sono dotate, sono stati bravi a non cadere nel tranello di farle sembrare troppo simili a dei trasnformers, alcune parti si illuminano quando il Cavaliere utilizza il proprio cosmo aumentando l’impatto visivo che fino ad oggi si era limitato all’espandersi di un aura colorata alle spalle del personaggio, Bravi! Ottima a mio avviso anche la scelta di eliminare i cubi con le bretelle per portare le armature, un po old school, per lasciare spazio ad una semplice quanto funzionale evocazione tramite delle medagliette che i Cavalieri portano al collo.

Nel lungometraggio troveranno spazio oltre ai 5 cavalieri di Bronzo anche 11 cavalieri d’oro (provate ad immaginare voi quale sia quello che manca), un cavaliere d’argento e ovviamente il grande sacerdote. La storia scorre velocissima, non vi sono particolari cali di ritmo a parte un momento musicale, a mio avviso fuori luogo, durante l’attraversamento delle 12 case. Tutti i colpi dei cavalieri sono resi al meglio e non nego botte di entusiasmo ogni volta che venivano dichiarati. Il carattere dei protagonisti è stato abbastanza rispettato, sui cavalieri d’oro invece il regista si è preso diverse libertà che, a mio avviso, sono risultate gradevoli e donano al lungometraggio quella freschezza di cui ha bisogno un prodotto di questo tipo. Milo dello Scorpione poi è una gradita sorpresa!

Al termine della proiezione si è tenuta la conferenza stampa dove è stata annunciata la data ufficiale della release cinematografica italiana ovvero il 12 febbraio 2015, il regista Keiichi Sato ha spiegato poi che tutto il lavoro di produzione del film è stato fatto assieme a Masami Kurumada (creatore della serie originale) e che l’obiettivo era quello di avvicinare i più giovani al mondo di Saint Seiya creando una nuova mitologia.

Io personalmente invece ho avuto al sensazione contraria, ovvero che sia stata fatta un’ottima operazione nostalgia (visti i numerosissimi riferimenti alla vecchia serie) ma con uno sguardo al futuro del franchise. Si è parlato poi della scelta di usare la computer grafica invece del live action, e questo è dovuto al fatto che la manifestazione del Cosmo dei Cavalieri è al centro di tutta la vicenda e per poterlo rendere al meglio dal punto di vista visivo, la computer grafica era la scelta migliore.

Il regista ha poi giustificato anche la bimbominkiaggine di Seiya, rivelando che si è ispirato ai giovani ragazzi giapponesi, pertanto ora sappiamo che il destino del paese del sol levante sarà trasformarsi nel paese del bimbo irritante. Il discorso è continuato sul personaggio di Phoenix e al fatto che ha poco spazio durante il film, ma il regista ci ha rassicurato che nei prossimi episodi verrà sviluppato maggiormente, anche perché nello studio della Toei sono tutti fan di Phoenix! Fate attenzione alla velata conferma che ci sarà un seguito.

Per quanto riguarda la colonna sonora, i fan chiedevano a gran voce che fosse utilizzata la famosissima Pegasus Fantasy ma giustamente questo sarebbe stato troppo e avrebbe pesantemente sbilanciato il film verso l’operazione nostalgia, quindi nuove musiche e nuova collaborazione con un cantante giapponese famoso di cui non ricordo il nome.

Dopo quasi 3 ore sono uscito dalla sala profondamente soddisfatto,

il film non è perfetto, ci mancherebbe, ma ha incontrato perfettamente il mio gusto da fan di vecchia data che voleva provare le vecchie emozioni senza però trovarsi di fronte la solita minestra scaldata. Ora non resta che aspettare il prossimo capitolo!

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